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Lazzaroni

— Avanti un altro! —

Non era proprio una ressa, quella che tentava di forzare il cancello di ferro, placcato d'oro, del Paradiso, perché mancavano le grandi masse di defunti finite direttamente nell'Ade a scontare la pena che, quando si è vissuti abbaiando contro il Cielo, arriva quasi senza fretta, a rimettere le cose a posto.
C'era comunque un bel po' di gente che premeva, perché per la maggior parte di loro il destino postumo ancora non era stato deciso. Sarebbero finiti quasi tutti al Purgatorio, ma la maggior parte di quelli che spingevano lo ignorava ancora, nella convinzione che il Cielo fosse fatto a immagine della Terra. Non che fosse troppo diverso, è ovvio, i valori si assomigliano per forza quando quelli di una realtà che sta in basso è la conseguenza di un'altra che le sta sopra, eppure... delle leggere discordanze ci sono, eccome se ci sono.

— Lei come si chiama"—
— Mi chiamo A. B— (evito di far nomi per motivi che si capiranno dopo)
— Allora A. B, cosa abbiamo fatto di bello nella vita? —
— Le solite cose, sa... lavorato, sposato con bimbi, in chiesa tutte le feste comandate... —
— Cominciamo male A. B, tu in Chiesa ci sei andato solo ai funerali dei tuoi nemici—
— Questo solo perché mai nessuno mi ha comandato di andarci le altre volte—
— Guarda che non c'era solo la tua soddisfazione a dovertelo comandare
— Comunque qui leggo che scrivevi pure
— Confessa, di cosa scrivevi? —
— Ah... quello era, come dire, un vizietto veniale per passare il tempo—
— Dunque tu pensavi che il tempo che ti è stato donato dal Cielo, sottraendolo ad altri che non hanno potuto nascere al posto tuo, fosse una cosa apprezzabile? —
— Beh... ecco... Scrivere non sarebbe proprio una perdita di tempo, perché dà l'occasione per conoscere altre persone, scambiare idee, opinioni, valori... —
— E soprattutto litigare, mi pare di capire
— Ho qui davanti tutta la sfilza di imprecazioni e insulti che ti sei scambiato con una moltitudine di belve rabbiose come te, la cui unica preoccupazione è stata quella di insozzare il porcile che chiamavate letteratura—
— No, dai, Pietro... non faccia così... —
— San Pietro, prego! —
— Okkey, lo ammetto, ma scrivevo anche poesie, quelle piacciono al Cielo
— Sono come delle speciali preghiere innalzate alla gloria del Sign... —
— Arcangelo Michael...

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9 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Vincenzo Capitanucci il 17/06/2014 07:55
    si potrebbe dedurre che gli scrittori son dei puzzoni e dei lazzaroni... e da questo nacque una forma di reincarnazione... per non aver scritto o vissuto a tempo pieno... piaciuto Massimo.. malgrado queste forme obsolete di purgatorio inferno paradiso... ma stiamo al gioco.. prima o poi qualcuno racconterà in un bagno di profumi come stanno le cose..

9 commenti:

  • massimo vaj il 17/06/2014 16:27
    Le sacre scritture di tutti i popoli del pianeta non sono considerate delle opere di letteratura; questo perché queste scritture parlano delle verità spirituali, e la verità non ama le belle parole, ma le rifugge perché le belle parole devono convincere attraverso pregiati vestiti, mentre la verità vuole essere vista nuda dall'intelligenza.
  • Aldo il 17/06/2014 15:43
    Dal che si deduce che la letteratura che è gradita lassù non è nemmeno quella più nobile e ormai consacrata dal tempo, cioè dai posteri, ma è più che sufficiente un bel libretto di preghiere o di salmi, compresi vari pater, ave e gloria, adeguatamente e decentemente aggiornati e il premio Nobel del Paradiso è assicurato! Ciaooo
  • marilena il 17/06/2014 15:06
    strepitoso, mi è proprio piaciuto : graffiante e sorprendente al punto giusto e purtroppo anche tanto vero, BRAVO!
  • massimo vaj il 17/06/2014 13:10
    Errata corrige:
    Che conta è che nessun atto, che non sia stato incenerito dalla redenzione, potrà sfuggire alle sue naturali o soprannaturali conseguenze.
  • massimo vaj il 17/06/2014 13:08
    I simboli, per definizione, rappresentano sempre realtà a loro superiori, e non significa, perché sono simboli, che quelle realtà non siano reali. Non è certamente vera l'immagine che l'umanità si è fatta, ma che la ripercussione sia legge universale è cosa innegabile. Che poi le conseguenze delle vite personali vissute bene, male, o con mediocrità siano quelle descritte da Dante poco conta. Che conta è che nessun atto che non sia stato incenerito dalla redenzione avrà le sue naturali o soprannaturali conseguenze. A Vincenzo dico che il non credere, quando non si hanno elementi certi per farlo, equivale al credere quando non si sa un tubo.
  • Ellebi il 17/06/2014 12:47
    Ottimo racconto, perchè mai gli scrittori e gli intellettuali in genere dovrebbero essere migliori di altre categorie professionali, più facile davvero siano peggiori, e proprio ultimamente sono incappato in uno che come uomo valeva meno di "tre soldi", e comunque non è detto che Paradiso, Inferno, e Purgatorio siano solo dei simboli, certo non sono obsoleti. Un saluto
  • sılɐɹʇsnɐ snɐʞ il 17/06/2014 10:26
    bel racconto... molto, molto vero!!!

    certo... perenne mutamento!
    ... e dalle de-composizioni o dai rifiuti nascono spesso cose utili.
    e cosa buona e GIUSTA! AMEN
  • Vincenzo Capitanucci il 17/06/2014 09:54
    - Avanti un altro- ahahahahah... nel paradiso si entra solo ridendo...
  • massimo vaj il 17/06/2014 08:10
    I simboli non sono mai obsoleti, perché stanno immobili, al di sopra del tempo, nel loro significare il senso nascosto nel futuro del vivere in perenne mutamento.

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