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Violenza

Flikko era passato dai suoi genitori, il padre da un po' non se la passava affatto bene, la cosa lo rendeva più depresso del solito, ma quella sera Giuliano era abbastanza in forma e la cosa sembrò togliere un po' di polvere dal morale grigio di Flikko;
così si diresse alle prove col gruppo sollevato come non lo era da un po'...

Fecero le loro canzoni, non facevano cover, tutto loro repertorio, roba da chiodi, roba che se le avesse ascoltate un vero pubblico rock sarebbe impazzito, ma non li ascoltava nessuno, sarebbero morti nella cantina.

Gnogno, il chitarrista era stanco dal lavoro quella sera e lo Zar, il cantante, doveva svegliarsi presto la mattina seguente, così le prove durarono poco e Flikko e Maci decisero di andare a farsi "una birra" nel pub del Giudeo, battezzato così nel Giordano della loro fantasia, a causa della sua smisurata avarizia.
Quando non vuoi ubriacarti è la volta che ne basta poco, (di alcol ndr), le birre bastarono a far andare via di testa i due, le cazzate piovevano a catinelle, cazzate a sfondo infantile e pornografico ovviamente, sotto il grande schermo che proiettava gli higtlight dei mondiali.

Una serata piacevole dopo il grigio lavoro, si accontentavano di poco.

Mentre tornavano a casa Maci inserì il cd degli Iron Maiden, "The number of the beast" e la cosa ringalluzzì lo stato di ebbrezza di Flikko, che improvvisò un air guitar da paura con schizzi di bava lasciati cadere qua e là sul cruscotto simulando i riffoni sparati a mille di "Prisoner";
arrivarono dove aveva lasciato l'auto prima di partire, vicino al distributore del latte fresco, gli Iron continuavano a imperversare, comincia "Hallowed by the name" ...
Maci voleva andarsene a casa si era rotto il cazzo, invece Flicco ne aveva ancora... cosi ci fu un piccolo alterco fra i due, ma niente di preoccupante, secondo loro, ma la ragazza che stava riempiendo le bottiglie di latte al distributore celava malamente la sua inquietudine nel sentire quel heavy metal a tutto volume e quelle urla ubriache.
Maci ripartì...
Flikko camminava ciondolante verso la sua auto parcheggiata...
Passò davanti al distributore del latte...
La ragazza aveva vestiti estivi che mettevano in mostra un seno a dir poco prosperoso, i ricci neri vi ricadevano sopra e una forma ben definita lasciava immaginare che forse non indossava l'intimo
Lo stress del periodo del padre...
L'alcol...
I discorsi porno...
Gli Iron Maiden...
Le tettone e l'albicocca...
Formarono un vortice nella testa di Flikko, il pene era di roccia, cominciò ad avanzare ghignando verso la ragazza, lei si guardo intorno, sembrava una mosca che cerca di uscire da una finestra chiusa e sbatte contro il vetro, Flikko la afferrò alle spalle, gli diceva di stare buona
lei si dimenava con tutte le sue forze ma Flikko aveva la forza del male dalla sua parte una forza psichica e fisica, la incastonò nel casetto del distributore, tirò fuori il cazzo, lei si dimenava, una testata sulla fronte, una testata sul naso, spingeva sui fouseaux, i fouseaux si sbrancarono
il cazzo entrava e faceva aventi indietro
il cazzo sborrò
la lasciò esanime nel casetto del distributore
andò a casa e pisciò nel giardino.

 

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1 recensioni:

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  • silvia leuzzi il 21/06/2014 21:51
    Terribile come quel che racconti che purtroppo succede troppo spesso. Piu' che un racconto sembra uno stralcio da un romanzo. Interessante e socialmente utile. Ciao

1 commenti:

  • eurofederico il 21/06/2014 18:15
    terribile, ma terribilmente ben scritto!!! bravo!

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