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Quella bestia dell'esistenza

L'intelletto è una brutta bestia di cui avere timore, non del tipo reverenziale, certo, perché non c'è nulla che sia meritevole di totale rispetto nel lavorio mentale sostenuto dalla cultura celebrata per ciò che essa non è. Una persona intelligente, quando le condizioni familiari e sociali lo consentono, si dedica, o è spinta, al dover conoscere le cose già conosciute, senza grande successo, da altri prima di lei. Non ci sarebbe nulla di male a farlo se, per farlo, non si dovesse quasi sempre rinunciare ad affrontare la vita, lasciandosi guidare dalle sue corna che si ha avuto il coraggio di impugnare. Purtroppo chi studia molto non impara a cavalcare dignitosamente il toro dell'esistenza, quella tenuta coraggiosamente per le corna dagli ignoranti. Chi studia può vantarsi di conoscere quale sia il verso seguito dal pelo dell'animale del quale subisce le intemperanze, ma non riesce a guardarlo negli occhi. L'individuo colto, contrariamente a quello nerboruto, non si farà incornare a sangue, ma il farsi trascinare da una bestia scalcitante, stando aggrappati alla sua coda, ha diversi altri inconvenienti, alcuni dei quali decisamente meno nobili dell'incornata.

 

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8 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Ayesha il 23/06/2014 14:48
    Non si può essere servi di due padroni! Bel testo.

8 commenti:

  • Anonimo il 24/06/2014 09:45
    La "cultura" è portatrice malata di pregiudizi difficili da sanare.
    Sottoscrivo al mille percento!
    Questa frase, sul cui concetto combatto da sempre, addirittura con animosità, con i cosiddetti "intellettuali" e, per me, a malapena "intellettualoidi" (ossia simil-intellettuali) vorrei che fosse scritta a CARATTERI CUBITALI a ogni angolo di strada. Tutto il nostro mondo (culturale e non) va in malora, cioè alla rovescia, esattamente perché prevale regolarmente la malefica "tradizione del pregiudizio" sulle buone intenzioni, sulla buonafede e soprattutto sul buon senso e, soprattutto sull'intelligenza comune, quella ioè"vergine" quasi scevra dalla tradizione. Bravo Massimo... stavolta ancora più bravo davvero perchrè condivido in piedi ciò che hai anche avuto il coraggio di scrivere, e che a me è costato sempre nelle discussioni "lacrime e sangue", senza davvero esagerazioni.
  • massimo vaj il 24/06/2014 08:42
    No, il selvaggio è il risultato di una degenerazione, e non è da confondere con l'ignoranza volontaria di ciò che è superfluo conoscere... perché arricchisce soltanto di pregiudizi.
  • Stanislao Mounlisky il 24/06/2014 07:01
    rivisitazione della teoria del "buon selvaggio"...
  • massimo vaj il 23/06/2014 21:02
    La "cultura" è portatrice malata di pregiudizi difficili da sanare.
  • Aldo il 23/06/2014 17:09
    L'intelligenza è di sicuro un gradino superiore alla cultura, ma la vera cultura che contribuisce a corroborare e ad avere un'intelligenza a più ampia e acuta, oltre a un'elasticità che l'incolto, è almeno di 3 spanne superiore alla pura e semplice pratica della vita che può insegnare soltanto a difenderci dal toro di tutti i giorni, nelle nostre attività quotidiane.
  • massimo vaj il 23/06/2014 12:42
    Refuso: "maestro spirituale che insegna". Devo decidermi a cambiare la tastiera, che non ha più lettere sui tasti da tanto che si sono consunti
  • massimo vaj il 23/06/2014 12:39
    La tua azzardata visone coincide molto raramente con la realtà, questo perché la cosiddetta cultura, sincretismo di nozioni slegate tra loro perché prive di sintesi unificante, genera pregiudizi difficili da scalzare. Ogni studioso si disseta di acqua inquinata alla fonte da chi insegna, a meno che l'insegnante, non sia una persona effettivamente di conoscenza e, di norma, è un maestro spirituale che indegna a tacere e a comunicare con la propria centralità eterna. Più raro da incontrare di quanto lo sia scovare un fossile di mammuth in un ciotolo di fiume
  • Anonimo il 23/06/2014 11:12
    credo esista una differenza tra lo studiare ed essere colti ed essere intelligenti. L'intelligenza, come dice lo stesso termine, è il "leggere dentro" (anche negli occhi) ciò che ci circonda e quindi saperlo rispettare e conoscerne le regole per saperti muovere nel mondo. Esistono persone colte ma poco intelligenti che come ruminanti rigirano nozioni nell'amara bocca e persone intelligenti che accolgono la cultura tra le loro braccia in modo critico e riescono così a vedere oltre l'angolo del mondo...

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