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Quel giorno

ricordo quel giorno con un nodo alla gola e lacrime negli occhi. Le lacrime sembrava offuscassero i miei pensieri, e mie azioni, la mia capacità di articolare anche solo un'emozione. Adesso le ringrazio e le benedico quasi, nonostante non sia per nulla credente. Una nebbia pesante e densa che scendeva piano su tutti i miei sensi e irretiva emozioni e parole, ecco cos'è stato. Nebbia.
Le pareti erano colorate, vetrose, le facce lunghe e sconosciute intorno a me erano bianche e talvolta grige, in contrasto con i putti sorridenti e pieni di rosa sulle gote, che si trovavano sulle finestre. Persino l'aria era stantia, triste, in un certo qual modo. Quel giorno ho sentito molto parlare di te, entro quelle mura, che a me apparivano così false, proprio come quelle voci che continuavano a descriverti in tutta la tua reale bellezza; quelle stesse voci che non avrebbero esitato un solo momento a distruggerti solo qualche giorno prima. Tutto era esattamente come ci si aspettava che fosse. Perfettamente nella norma e forse proprio per questo, tu l'avresti odiato così tanto, proprio come l'ho odiato io. Mentre continuavo a camminare nella nebbia, mi giunsero sfocate alcune condoglianze, alcune pacche sulle spalle, alcuni sorrisi tirati; c'è stato persino chi, guardandomi in viso, mi disse "bisogna essere forti". Ricordo fiori, colorati, arancioni, gialli, rosa. Un trionfo di rosa. Tu hai sempre odiato il rosa, ma sicuramente avresti apprezzato gli abiti di tutti rigorosamente neri. E questo un po' mi consolava. Mi aggrappavo con forza alle piccole cose, alle piccole vittorie, perchè sapevo che se avessi mollato la presa, se mi fossi resa conto, improvvisamente che Tu non eri più Tu, che tutto ciò che amavo e adoravo in te era venuto a mancare, sarei sprofondata in un delirio di disperazione, da cui non sarei mai più riuscita a liberarmi.
Ricordo quel giorno come il giorno in cui ti ho persa per sempre, amica mia. Non ti avrei più rivista, salutata, abbracciata. Ricordo quel giorno con tanta freschezza, che ogni mattino mi sembra sempre l'immediato successore di quel giorno.
A volte ho l'impressione di girare a vuoto in questa vita, e di tornare sempre al punto di partenza e l'unica cosa che mi fa raddrizzare la schiena, prendere un bel respiro e continuare a camminare è il ricordo di quel giorno, in cui si, è vero, ti ho persa, ma è anche il giorno in cui ho promesso a me stessa che avrei vissuto per tutte e due.

 

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4 commenti:

  • Chira il 10/08/2014 16:34
    Un racconto che trasferisce perfettamente tutta la tristezza per una morte e di contro tutta la forza di vivere anche per chi ci lascia. Bravissima, Carolina.
    Chiara
  • Anonimo il 10/08/2014 15:54
    Veramente bella... con piccolissimi ritocchi di forma e di impaginazione sarebbe perfetto questo brano. Scrivi ancora... questo è ciò che ho inteso dire nel mio ultimo aforisma, che è molto più importante quel che si ha da dire, da trasmettere, che la perfezione linguistica magari cammuffata da paroloni ricercati ed enfatici... con il che devo ammettere pure che è anche critto bene.
    Ho un racconto nel cassetto, insieme a centinaia d'altri, che mi hai fatto venir voglia di pubblicare: La bellezza della morte. Complimenti.
  • eurofederico il 25/06/2014 17:37
    bellissima, emozionante... da pelle d'oca!
  • Rocco Michele LETTINI il 25/06/2014 16:53
    Mirabile sequela diligentemente espressa.

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