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Facimmo ammore

Quattro gradini, non una scala ripida che toglie il fiato. Sì, quattro gradini per entrare in casa, la mia casa. Le stanze sono troppe per me che ho vissuto in un fondaco senza finestre;addirittura la camera da letto è separata dal cucinotto e dal bagno. Non mi sembra u vero, ma ho pure la doccia con la tenda. E se esco di casa, vedo la piazzetta della Chiesa della Madonna del Perdono, con i negozi a portata di mano o di piede, se vogliamo dire così. Il bar di don Ciro Esposito si affaccia in un piccolo spazio soleggiato dove i tavolini accolgono i paesani e, soprattutto, i forestieri che arrivano qui a frotte e si crogiolano al sole caldo della Riviera Amalfitana. I giovanotti spocchiosi fanno a gara per cuccare le belle turiste e si spintonano per farsi coraggio e mostrare le loro armi di seduzione: denti forti e candidi, braccia muscolose e i nuovi tatuaggi. Le signorine sono affascinate e ripetono" Hi, wonderfulll, comme seiii belluuu!". E allora la lingua diviene universale e ci si capisce a gesti, sorrisi, risa alte, occhi languidi... Poi qualcuna cede e va con Gennarino giù per le strette stradine che portano al mare e alla spiaggia per uno scambio interculturale... Cucca bene, Gennarino, che lascia a bocca aperta le belle e bionde signorine. Fa fatica, però, a togliersele di torno perchè sembrano le cozze che si aggrappano allo scoglio. Parlo di Gennarino, ma ce ne sono altri che mostrano il fascino dell'uomo partenopeo e desiderano fare i gigolò a pagamento... Non gli va a genio di fatiare, senza ottenere nulla in cambio. Posso capirli. Infatti di lavoro ce n'è poco o niente e, se non si vuole fare apprendistato nella camorra, allora si deve lavorare a forza di reni... Mammà mi ripete sempre che non devo cadere nella rete dei malavitosi e devo preferire morire di fame che entrare nel loro circolo vizioso. Ha cresciuto me e i miei fratelli coi sacrifici nella povertà, ma oggi io ho trovato lavoro nel panificio di don Gaspare e il pane non manca mai sulla tavola.
Quattro gradini per entrare in casa, la mia, che mammà ha arredato con i mobili che ho comprato col sudore della fronte. Ho lasciato fare a lei, una donna semplice che non ama il superfluo e mi ricorda che i soldi si spendono coi cordoni della borsa stretti chè così non scappano dalle mani che sono bucate per natura.
Ho rifatto il letto e rimesso in ordine, non sono capace di lasciare nessun oggetto fuori posto. Sono ordinato e pulito e la doccia la faccio ogni sera, quando ritorno dal forno. Le signorine forestiere mi salutano con la mano e con uno sguardo voglioso, perchè io non sono da meno di Gennarino che è nato bello e ha avuto tutto dalla sorte. Io saluto e allargo le braccia per far capire che non ho tempo. La voglia l'avrei e tanta, ma temo le malelingue che riferirebbero tutto a mammà. E poi io non sono uno sciupafemmine, mi faccio sciupare solo da Celestina, la mia ragazza che è buona e bella, ma mi ha avvertito di rigare dritto se non voglio finire scoglionato. Stanotte la luna è alta nel cielo e la vedremo fare capolino tra i nostri corpi.

 

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1 recensioni:

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  • Auro Lezzi il 02/07/2014 17:22
    Carminiè... Celestina è una vera buongustaia... Siente a me.

1 commenti:


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