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Sono un cane

Sono un cane.
Spesso abbaio, però non mordo... quasi mai.
Il mio creatore è riuscito a farmi scrivere queste confessioni. Adesso sono contento.
Spesso noi cani non riusciamo a comunicare come vorremo con l'uomo. Una volta ricordo che volevo giocare con dei bambini però quelli credo si siano spaventati perché sono scappati di corsa e poi, a un certo punto, hanno cominciato a lanciarmi sassi.
Ahi!
Però ammetto che a volte la colpa è anche nostra. Dei cani. Si dice che fra cani non ci si morde, però non è vero. Ricordo quella volta che Rickie il cane grande bianco mi diede un morso forte sulla zampa.
Ahi!
Quindi capisco che la gente possa aver paura di noi perché anche i cani che abbaiano talvolta mordono.
Io non mordo però... quasi mai.
A volte piango. Guardando la luna. A volte gioco con i gatti. Loro però sono molto nervosi quando ci avviciniamo e allora ciò rende nervosi anche noi. Io però non mi innervosisco. Mi piacciono i gatti.
Buoni... per giocare.
Una volta mi sono innamorato di una cagna. A chi non è mai capitato? La cagna era molto bella, molto magra per la sua razza e molto seducente. Però la cagna non ne volle sapere e scappò con Louis il cane vagabondo, che invece di un occhio ha un X. Louis è un cane scuro grigio-nero, abbandonato da piccolo e cresciuto da gente violenta che lo maltrattava. Suona l'armonica Louis. La cagna se ne innamorò subito, mentre la luna cantava una dolce melodia e io lontano abbaiavo verso l'impossibile. La cagna però dopo un po' ebbe necessità di novità e quindi lascio anche Louis e la sua armonica dietro le note del jazz. Scappò allora con John che suona il sax, che è un grosso cane nero elegantemente trasandato. La storia durò poco perché la cagna fu catturata dall'accalappiacani. E allora non volli più innamorarmi.
Fino ad oggi...

 

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4 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 02/08/2014 14:05
    Quando si dice "... sei una cagna!". Mi è piaciuta questa personificazione canina che può essere trasferita nell'universo maschile dove una donna cede alle attenzioni di pellegrini seduttori. Una stretta di zampa, anzi... di mano.

4 commenti:

  • Anonimo il 19/11/2014 16:57
    Colosio, la storpiatura non è solo nel tuo cognome ma nel tuo corpo e nella mente... Un anonimo del XX secolo...
  • Ellebi il 03/08/2014 00:11
    Simpatica novella e divertente. Complimenti e saluti
  • Anonimo il 02/08/2014 19:40
    Bel racconto, originale, anche ben scritto... holahola.
    P. S. sembra pure che ci siano metafore trasferibili agli umani, come dice odofredi... storpiatura del nome di un illustre matematico italiano... Piergiorgio Odifreddi.
  • eleonora il 02/08/2014 18:46
    È bellissima complimenti! Una piacevole lettura..

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