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Una birra

Irma, con gesto leggero, comprime le labbra con il tovagliolino di carta, poi si rivolge a Yuri: "Allora ciao, ci sentiamo".
"Certo" sorride Yuri.
La donna scruta Eva con occhiata provocatoria:: "Buonasera". Esce facendo dondolare la gonna a quadretti.
Eva, la lingua dolente: "Potevi risparmiartelo! Dare il tuo numero a quella! Con me davanti! Non sei cambiato affatto e dire che io speravo..."
Yuri: "Cosa?"e intanto sfiora la mano distesa sul tavolo di Eva.
Eva: "Ti ho voluto incontrare per dirti una cosa importante, devi sapere...".
L'uomo le si avvicina al volto: "Sì, ci siamo dimenticati di noi per troppo tempo ma adesso che ti rivedo mi sembra ieri...".
Eva: "Sono passati vent' anni da quando ci siamo lasciati e poi solo incontri sporadici:quante volte ci siamo potuti rivedere, 5, 6, mah? Ma tu devi sapere...".
Yuri la interrompe serio: "è dipeso da te, se tu avessi voluto sarebbe stato diverso".
Eva innervosita: "Non addossare tutte le colpe a me; sono sposata e con una figlia, cosa potevo fare?"
Yuri: "Vederci spesso, continuare a sentirci vicini".
Eva: "Tu, con i tuoi viaggi, le tue avventure, potevi ritagliare un po' di tempo anche per me? Impossibile!"
"L'avrei fatto!
"Ed io mi sarei dovuta accontentare di rari momenti di felicità per poi vivere nella tristezza dell'attesa? No, è stato meglio così, ma adesso ascolta".
Silenzio breve: "Vedi quella ragazza biondina al tavolo giù in fondo insieme a tre giovani?"
Yuri: "Ma cosa c' entra ora?"
Eva: "C'entra, quella è mia figlia: ha vent' anni, si chiama Rosa".
Yuri: "Bella ragazza! Vedi tu hai una figlia io invece con tutto il mio girare..."
Eva lo fissa dritto negli occhi: "è anche tua figlia" poi lo guarda come se attendesse una reazione violenta.
Yuri inghiotte un sorso di birra per spegnere il fuoco in gola.
"Ma che dici, sei impazzita!"
Eva : "Te l'ho nascosto perchè non l'avresti voluta, in tutti questi anni ho preferito
tacere, ma ora non posso più farlo".
Yuri: "Ma spiegami quando è successo?"
Eva più tranquilla: "Durante l'ultima estate in campeggio in Calabria, rammenti eravamo a Lorica?"
Yuri: "Sì mi ricordo e perchè me lo dici dopo tutto questo tempo? Lei lo sa?
Eva: "Sì, è proprio lì per questo".
Yuri si gira e nota che Rosa lo guarda insistente.
Yuri: " Ma perchè dirmelo ora, sei una pazza egoista, privarmi per vent' anni di mia figlia."
Eva: " Per te non sarebbe mai nata, non ti ho tolto niente!"
Yuri: "Mi sento strano, ho il cuore che mi batte forte, non so se ce la faccio".
Eva: "Lei ce l'ha fatta non vedi? Ti osserva da un pezzo e ha saputo aspettare! Ora la faccio venire qui".
Eva si alza, si avvicina a Rosa, che in piedi gli occhi gonfi sembra tremare, le cinge con una mano la vita mentre si avvicinano al tavolo dove Yuri rosso prima, pallido poi in piedi guarda.
I tre sono vicini, Eva: "Rosa... Yuri".
Yuri, immobile, aspetta l'abbraccio dell'esile ragazza che teneramente lo avvolge, le lacrime trattenute dalle palpebre socchiuse.

 

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6 commenti:

  • marilena il 17/08/2014 10:06
    caro Salvo un po' di realtà c' è in quanto il personaggio maschile esiste pur avendolo trasfigurato ed il fatto narrato dell'incontro tra padre e figlia è avvenuto anche se io non ero presente e non so come si sia svolto;ho voluto ispirarmi alla vita che è tema ricco di spunti; grazie per il commento
  • eurofederico il 16/08/2014 15:14
    molto bello e commovente! brava!
  • Anonimo il 16/08/2014 08:27
    Sembrerebbe una storia reale!!!!! Brava.
  • marilena il 15/08/2014 15:32
    brava Chira è il seguito del" caffè "e avrei in mente anche uno sviluppo ma non so se mai lo scriverò! grazie!
  • Ellebi il 15/08/2014 12:38
    Già, sorprendente davvero, il racconto assume una diversa valenza, anche se continuo a pensare resti molto femminile, comunque forse non è ancora concluso. Apprezzato ancor di più. Un saluto.
  • Chira il 15/08/2014 12:01
    Sorpresa... ma è il seguito del tuo "caffè" che non avevi specificato avesse! Comunque i racconti hanno un'autonomia narrativa e quindi, comunque, brava.
    Chiara

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