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La Pietra 1

Lo scenario del Golfo di Gaeta è una meraviglia. Al di là del promontorio, le balenottere, con Ponza che dirige l'orchestra e detta le bracciate. Consegnarsi al bello è stupendo, liberare la fantasia, poi... è sublime. In giro niente anime vive, né morte. Mah! Lo sai, tu? Mentre riflettevo sull'umorismo della tragicità della vita, avvertii una presenza insolita. Quella strana Pietra che avevo leggermente spostato, raccontò la sua storia ed io mi limitai ad ascoltare. Cos'altro potevo fare?.
" Tanto tempo fa, qui, si sguazzava e si banchettava con erbe ed animali. Alla fine della nostra esistenza, banchettavano gli altri. Sapevamo ballare e al ritmo del flon-flons, ogni fruscio era paradiso. Felicità e benessere che voi viventi non potete nemmeno sognare, ma un tragico giorno accadde l'irreparabile. Un frammento celeste si schiantò sul costone che si vede di fronte, provocando una catastrofe dimenticata. L'argilla ci ricoprì e il tempo ha steso un velo sulla nostra storia".
Afferrai, con timore, la pietra e la portai a casa. Ripulirla e collocarla in giardino furono due momenti di vita. Essendo persona rispettosa della legalità, telefonai al Ministero dei Beni Culturali. Dodici minuti per riuscire a riferire della mia scoperta e finalmente, una tizia, con voce annoiata, suggerì di rivolgermi al Museo più vicino. Altra interurbana e appuntamento con la Direttrice.
Va da sé, che non ci si incontrò. Ad onor del vero, devo precisare che fu sempre gentile e paziente, anche se non volle ricevermi. Aveva tante cose da fare la Poveretta!
La coscienza, ragione e religione della nostra condizione umana, legittimò il possesso della Pietra. Essere possessori o posseditrici non è cosa da poco.
Dondolando sull'amaca, concentrai l'attenzione sul fossile, che biancheggiava ai piedi del melograno ancora spoglio. Fossile o pietra che fosse, va detto che era, un enigma. Il muso è pronunciato e i due occhi frontali di media grandezza. La curva delle labbra accentuata e il collo molto robusto. Sono evidenti gli altri due occhi, di cui uno al centro della fronte e l'altro a destra, sotto il cranio. La massa cerebrale non inferiore a 600 grammi, come da risonanza, oltre ad un'espressione seriosa, tutta da interpretare.
Così si presenta la testa dell'ominide. Quali potevano essere le sue grandi potenzialità, visto che da almeno due milioni d'anni era morto? Mentre rimuginavo, una macchina di grossa cilindrata si arrestò, davanti al cancello.
"Mister Oissela, I suppose" / " Yes, I am"/ Intuii che si stava per giocare una sfida. "I don't speak English"" No problem, I speak... "No I speak Italian,,,. so che possiedi una pietra che m'interessa. Pago bene" Quel figlio della perfida Albione mi stava antipatico e poi mi dava del tu, senza che mai fossimo stati presentati. Studiavo la parolaccia per gratificarlo, quando fui costretto a trasecolare. "Offro un milione di sterline in oro".
(continua, quasi sicuramente))

 

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3 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 20/08/2014 12:41
    Fantastico... aveva ragione Jung... anche le pietre hanno un'anima... i fossili poi, figuriamoci... a naso va antipatico pure a me, il tipo... aspetto con ansia il seguito.
    A Ponza devo venire... ho amci pescatori lì che mi hanno invitato... venivano a pesca di pezzogne all'isola d'elba... artisti del mare, dal nome vagamente francese... D'alarcon, mi pare... che ricordi... gli facevo piccole riparzioni subacquee e loro mi davano le pezzogne da chilo, un pesce impareggiabile che si nutre di gamberetti... non si trova nei mercati, quelli di città dico... gran bel raccopnto, complimenti...è pure curioso, sembra un racconto del mistero... ciaociao.

3 commenti:

  • Anonimo il 20/08/2014 22:16
    Incredibile bella fantasia devo leggere la seconda parte
  • Anonimo il 20/08/2014 15:51
    Bello e avvincente. Lo seguirò.
  • oissela il 20/08/2014 12:52
    In questa storia c'è un trenta per cento di verità. Tipo il Ministero, il Museo e altri personaggi che entrano in gioco.
    Il Sasso (merita la maiuscola) ci sorprenderà a partire dal terzo episodio. Ciao. Oissela

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