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Distretto Di Polizia (Parte 4 - Invenzione) Ira Droscorcic - Pierluigi Coppola

"Ira?... Ma che ci fai qui?" - "Sono venuto per scusarmi.. Penso di aver esagerato un pò..." Disse Ira con voce dispiaciuta. "Lascia stare..." - "No, non lascio stare. Tu non ti meritavi di essere trattata così, sopratutto da me che sono arrivato da poco e mi sono già preso la briga di rispondere in questo modo. Se sono qui, ora, è per chiederti di perdonarmi." - "Mentirei se adesso racconterei che non ci sono rimasta male o che tu ti sia comportato bene... quello che non capisco è perchè non volevi raccontarmi nulla... insomma, avresti dovuto notare che non sono cattiva... non ho il volto di una severa e nè di una con la faccia che giudica." - "È perchè quando ti ritrovi da solo, smetti di credere anche alle persone sincere. Non distingui più il bene e il male... E fai fatica poi a legarti. So solo che quello che è finito, voglio iniziarlo con te. Da buoni amici..." Finì Ira porgendogli la mano... "Da buoni amici." Rispose Anna stringendo la mano di Ira, per poi avvicinarsi per abbracciarlo. Ira ricambiò l'abbraccio e entrò in casa di Anna. "Dai, visto che è ora di cena, fermati qui..." Aggiunse Anna. Ira la aiutò a cucinare... per lui non era un peso. Amava cucinare, e solo sentire il profumo del sugo o entrare in una cucina, lo faceva rinascere. I due chiacchierarono tutta la sera, tra risate e misteri svelati, si fece già mezzanotte. "E quindi quella ragazza non l'hai più rivista?" Chiese Anna ascoltando il passato del ragazzo. "No, non più. Vedi, io sono un tipo un po' strano..." - "L'ho notato. L'ho notato eccome!" - "Ma vattene!" Ridacchiò Ira facendole il solletico. "Dai, apparte gli scherzi... perchè ti consideri un tipo un po' fuori dalla norma?" - "Perchè quando si tratta di legarmi a qualcuna, sento che mi prende solo in giro... In molte credo che stavano con me solo per desiderio o per far vedere che avevano vicino a loro una figura maschile... e in poche volevano scoprire cosa si tenesse nascosto dentro di me." - "Beh, d'altronde come il resto del mondo fa... Non ti stupire, è veramente difficile trovare una persona che convive con la parte di noi stessi che non mostriamo. Io ero sul punto di sposarmi, ma poi non l'ho fatto più... ora, non voglio che pensi male di me... ma c'era un motivo, ovvero perchè quella persona che doveva essere lì, all'altare insieme a me, non aveva abbastanza fiducia nelle cose che facevo. E si sa, senza fiducia, l'amore va a perdersi come una foglia si perde nel vento..." - "Già..." Ira guardò l'orologio: "Si è fatto un po' tardi, è quasi l'una..." - "Se ti va puoi fermarti qui, senza che riprendi la macchina... insomma, puoi dormire nella stanza degli ospiti" - "No non preoccuparti, grazie Anna... ma devo andare, devo sbrigare alcune faccende. Ci vediamo domani a lavoro!" - "va benissimo" Sorrise Anna. Ira la abbracciò di nuovo: "Non ti ci abituare", Anna rise... E salutò Ira, guardandolo andar via. Iniziò quindi, una nuova giornata... all'insegna di altri pericoli e altri sorrisi. Roberto, Mauro, Anna e Ira entrarono tutti insieme nel Distretto. "Oh ragazzi, stasera vi voglio tutti presenti... Facciamo un uscita con il Commissario e tutti gli altri. Nessuno prenda impegni!" Urlò Mauro. "Ma io devo accompagnare mia nonna a far la spe... Scherzo, ci sono!" Rise Ira dando una piccola pacca sulla spalla a Mauro. "Quant'è burlone sto ragazzo!" Disse Mauro ridendo. "Che matti! Comunque oggi ci dovrebbe essere la ragazza nuova, Federica Battaglia mi sembra." Disse Anna sorridendo ad Ira. "Bene, un altro bocconcino." - "Mi sa che la serata di ieri sera, ti ha fatto male!" Rise Anna guardando Ira. "Un pò!" Rise Ira. "Dai, allora, ritornando al lavoro... Il commissario mi ha detto che dovevamo andar a vedere una zona poco abitata, perchè pare abbiano distrutto un po' di case e dato fuoco a degli alberi lì vicino... si dice che siano stati quelli del posto." Concluse Anna andando con Ira in questo posto semi-deserto. Appena arrivarono: bottiglie per terra e puzza di bruciato si sentiva in lontananza... Un signore era ad attenderli su una sedia. "Buongiorno, lei sa qualcosa di chi ha combinato tutto questo casino?" - "Purtroppo sì... sono quei vandali... Un gruppo di cinque ragazzi, tutti sui diciannove, vent'anni... ce l'avevano a morte con noi e guarda caso sono stati bruciati solo gli alberi vicino alla mia casa e a quella dei miei amici." - "Ma lei ne è sicuro? Insomma, se c'era qualche antipatia, non vuol dire che siano stati loro a dar fuoco e a distruggere tutto..." - "Non li ho visti in faccia, erano coperti, ma sono sicuro che erano loro... può testimoniare un mio amico che di sfuggita ha visto un ragazzo di questi, togliersi il passamontagna..." - "Dove possiamo trovarlo questo suo amico?" chiesero i poliziotti. "Dopo queste tre case." - "Va bene, grazie." I due andarono diretti dopo la terza casa e videro il signore con la moglie. "Salve, noi siamo della polizia. Vorremmo sapere cos'è successo, se può seguirci in commissariato..." Il signore salutò la moglie e li seguì in commissariato con un nodo alla gola e mordendosi le labbra. "Erano in cinque... Uno di loro l'ho visto togliersi il passamontagna quando stava per andar via con la moto. Si chiama Bruno Garzi, gli altri non li conosco, mi spiace..." - "Va bene, grazie. Ci è stato molto utile" Rispose Anna salutando il signore e andando a casa del ragazzo. Suonarono alla porta e uscì di casa la madre. "Lei è la madre di Bruno?" - "Sì.." - "C'è Bruno? Dovremmo fargli qualche domanda." - "Va bene, è in camera sua. Un attimo che ve lo chiamo..." Ma quando la signora si spostò, Bruno già si era buttato dal balcone. Le urla delle signora, fecero venire i poliziotti dove si trovava lei... Passò un ora e nel tempo che la signora si riprese, gli nominò gli "amici" del figlio, in cui trascorreva maggior parte del tempo. Anna e Ira ritornando al distretto, interrogarono i cinque ragazzi con Mauro e Roberto. Ma nessuno dei cinque osava dire qualcosa. Solo uno di loro, si fece avanti dicendo: "Se lo è meritato di morire Bruno" con tono scherzoso. "C'è poco da scherzare, e non vedo l'ora di trovare le prove che siete stati voi così avrò il piacere di arrestarvi. Andate, andate!" Disse Ira facendogli un sorriso, come una sfida che aveva inizio. Si fece tardi, e appena i cinque ragazzi ritornarono alle loro case, Ira indossò il giacchetto e andò via salutando gli altri. "A stasera! A casa mia, alle nove e mezza." Urlò Mauro ad Ira. "Ah, è cambiato il posto? Perfetto, allora a dopo!" Rispose Ira salutando con un gesto di mano. Ma nel tempo che Ira stava aprendo la porta del Distretto per andar a casa, arrivò la ragazza nuova..."Ciao! Tu lavori qui?" Chiese. "sì, perchè?" - "Io sono Federica Battaglia, quella nuova." - "Ah, molto piacere! Io sono Ira, scusa ma vado un po' di fretta, comunque benvenuta tra noi!" Sorrise correndo a prendere la macchina. Anna, Mauro e Roberto andarono via, presentandosi a Federica... Parmesan, Giuseppe, Vittoria e Ugo rimasero nel Distretto con Federica che li raggiunse. Arrivò sera... Si erano fatte le nove e mezza... tutti erano a casa di Mauro e Roberto ad aspettare Ira. Ma ecco che il ciutofono suonò. "Eccolo!" Disse Mauro andando ad aprire. C'erano Giulia, Sabina, Anna, Roberto, Germana. Vittoria arrivò nel momento in cui era arrivato Ira... Appena salirono le scale, Mauro li guardò: "Abbiamo fatto il Bis! C'è anche la grande Vittoria..." Rise. Appena Ira entrò, Sabina lo salutò subito mantenendo la voglia, dentro di sè, di guardarlo ripetute volte. Anna lo abbracciò e in quell'abbraccio, Sabina rimase impietrita... "Un amore in corso!" Rise Roberto guardando Ira e Anna. "Ma che amore, ragazzi! Io guardo solo le signore dai sessanta in su!" Disse Ira ridendo. "Ti crediamo!" Dissero in coro Roberto, Mauro e Germana. Chiacchierarono un po' tra loro, dopo un pò, si sedetterono tutti attorno ad un tavolo. "Prendo le carte, giochiamo ad Uno!" Disse Mauro. "Ma non è meglio Merda?" chiese Ira, quando tutti scoppiarono in una grande risata. "Lo so che è il tuo gioco preferito, ma se vuoi ci giochiamo insieme, dopo. Sai, tra simili ci si capisce!" Mauro e Ira iniziarono a ridere insieme. Germana e Roberto li guardarono come per dire: "E le carte?!"... Infatti, Mauro, corse subito a prenderle. Sabina guardò Ira ma Ira appena si accorse di essere guardato, distolse lo sguardo in un secondo. "Si è fatto un po' tardi... io andrei" Disse Sabina alzandosi dalla sedia. "Ma no, ma dai... rimani a giocare con noi, no?" Chiese Roberto. "No, tranquillo Robè... è tutto ok. Ci vediamo domani, tanto passerò sicuramente per un saluto. Non vi saluto ad uno a uno perchè siete troppi, ciao a tutti e grazie per la serata!" Salutò e andò via. Giulia rimase un po' scossa... Mauro tornò con in mano le carte. "Ho sentito il rumore della porta, ma chi è uscito?" - "Mia sorella, è andata via... dice che era tardi, dice. Non so proprio che le prende in questi giorni..." Rispose Giulia alla domanda curiosa di Mauro. "Beh dai, continuiamo..." Parlò Anna, iniziando a mischiare le carte. Mentre mischiarono le carte, Ira si sentì un po' al centro dell'attenzione... come se in quell'uscita di Sabina, c'entrasse qualcosa anche lui. Infatti, quando finì la serata e tutti stavano per andar via, bloccò un attimo Giulia quando era scesa per andar a casa. Erano da soli... "Giulia, ti posso parlare?" chiese Ira. "Certo, dimmi." - "no è che... mi è nato un dubbio... ti chiedo di non pensare male ma: c'entro qualcosa io con il fatto che Sabina è uscita di fretta e furia stasera?" Giulia prese un po' di tempo per rispondere... era come se dovesse scegliere quale risposta dire. Mentire o dire la verità? Ma alla fine Sabina se la sarebbe cavata da sola e quelle parole poteva anche non dirle. In fondo non c'era neanche la certezza che Sabina fosse interessata veramente a lui. "No, perchè? Era solo un po' stanca... ha avuto ieri sera una festa di compleanno di una sua amica e aveva fatto abbastanza tardi... ed oggi si era alzata presto per andare a lavoro." - "Ah, ok... allora era solo una mia impressione" Sorrise Ira... "Ci vediamo lunedì. Buon lavoro per domani!" - "Ah, è vero... Dimenticavo che fosse sabato e c'ero solo io e alcuni del distretto. Perdonami, Che sbadata! Allora a lunedì!" - "Niente, buonanotte!" Sorrise Ira andando via. Giulia appena tornò a casa, trovò Sabina a letto. "Stai dormendo?" chiese Giulia... "No. Puoi spegnere la luce per favore?" Disse Sabina. "Sono molto stanca, lasciami dormire." - "Sabina... vorrei parlarti di stasera..." - "Non c'è niente da dire!" - "e invece sì. C'è da dire. C'è da dire che ci mancava poco ed Ira si accorgeva che tu hai una cotta per lui!" - "Non mi interessa... Ora se non ti dispiace, devo dormire. Buonanotte." E si rinfilò nelle coperte mentre Giulia andò in cucina e prese un bicchiere d'acqua...

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