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La luce blu

C'era una volta una stella, e come tutte, si preoccupava di illuminare e riscaldare.
I pianeti e i pochi satelliti del suo sistema erano contenti della loro posizione, e disegnavano ellissi e cerchi intorno a lei.

La vita delle stelle non ha grandi soddisfazioni, specie se non si è nelle grandi costellazioni, quelle che tutti ammirano dando loro significati che sono solo dell'osservatore.

Un giorno la vita però, può cambiare e come nei film migliori è l'arrivo di qualcosa che la cambia. E per lei fu un nuovo pianeta, che nel suo vagare tra le stelle, incontrò il suo sistema ed entrò nella sua orbita.
Sarà stata la novità, certo, o non si sa che accadde, fatto sta che la stella s'innamorò di quel pianeta.
Lo vedeva girare attorno a se nelle sue evoluzioni, ma come succede per la luna rispetto alla terra, mostrava il solito lato.
Certo che erano proprio belle le sue evoluzioni, diverse da quelle di qualunque altro, oltretutto non aveva mai la stessa traiettoria.
Anche questo non la faceva annoiare, era quello che distingue una danza da un corso di ginnastica, il movimento con un senso per la mente, e quello solo per i muscoli.
Anche i colori cambiavano, nel suo amatissimo pianeta; e le stelle se ne intendono vedendo anche i più piccoli cambiamenti da distanze lunghissime.
Così la stella s'illuse che quel pianeta, che intersecava gli altri in tangenti traiettorie, trovasse la sua stabilità orbitale.
Per questo lo seguiva con lo sguardo, sperando di vedere in lui, la sua speranza. E il suo sogno che rimanesse nel suo sistema, piccolo e familiare.

I sogni, purtroppo però, muoiono all'alba e il suo fu' un triste giorno quando vide che il pianeta, venuto da chissà dove, non era più tra quelli del suo sistema.
Se ne era andato come un bel sogno inutile, interrotto dalla luce del mattino.
La stella provò a cercarlo, poi ad aspettarlo.
Magari, dopo un'altra ardita traiettoria, sarebbe tornato, come un boomerang che, saputo tirare, torna docile tra le mani di chi ne è esperto.
Questo non accadde, e la stella rimase con la sua luce a illuminare i suoi pianeti di sempre, anche se la luce calda che prima li illuminava, era diventata ora tendente all'azzurro.
Era la luce del solo dovere.

Se ne accorsero, certo, i suoi pianeti, ma i pianeti non possono migrare, e si accontentarono della sua luce divenuta bluastra. In fondo il calore arrivava, e loro continuavano a girarli intorno. Era necessaria.
E lei si accontentò del suo ruolo dispensatore di luce e calore, sopportando che quello che dava agli altri non lo aveva per se.

Precisa per le albe e tramonti dei suoi pianeti e sognante, nelle sue notti nevose, per ritrovare di nuovo, nel suo sogno, quel pianeta passato a illuminare la sua vita.

 

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1 commenti:

  • Anonimo il 02/10/2014 16:09
    Bella favola... significati nascosti ma anche evidenti che possono fungere da insegnamento... anche originale la personificazione di stella e pianeta... holahola.

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