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Salviamo il soldato Paolo

Paolo era un giovane e bellissimo soldato. Stava bene Paolo con la sua divisa da "emo", i vestiti scuri, come il bel ciuffo che gli ricadeva sulla faccia smorta dai lineamenti delicati.


Sì certo, la suddetta divisa gli andava un po' larga, ma perché lui era tanto mingherlino - lui era un soldato fragilissimo.


La sua missione di vita era quella di essere amato. E lui decise di svolgerla a Milano e non nella natia Brescia o a Parma, la sua città adottiva.

Questo perché per il giovane, tra le grandi metropoli nordiche, Milano era la più terrificante e affascinante, quindi quella che lo attraeva di più. Milano era ed è un'austera capitale europea.

Era, nella fattispecie una fredda e avvolgente giornata di Gennaio, quando il nostro soldatino sbarcò a Milano. E alla stazione Centrale, come al solito, scorreva una fiumana di gente di tutte le razze. A dire il vero il ragazzo era spaventato da questa cosa, ma doveva farsi coraggio e guadagnare l'uscita, del resto lui era pur sempre un soldato! Così superò la marea soffocante di egiziani e quant'altro che popolavano a quell'ora, ma come a qualsiasi altra, la stazione e mi raggiunse.

Io non ero, non sono, un soldato. Io sono un disertore, un voltagabbana, un miliziano, un partigiano. Io ho deposto le mie armi tempo fa, e ora come allora vivo felicemente, nell'ombra.


In fondo ero la persona perfetta per portare quel bimbo-soldato nell'"inferno" del mondo. Ci frequentammo per un po' di tempo. Lo portai nei locali più froci e porci di Milano.


Poi una notte la faccia angelica da eterno efebo di Paolo incontrò quella da orco, mascherato da giovane, di Andrea. Andrea era un nemico di Paolo, e un mio amico. Il corpo del giovane Paolo si mescolò con quello del trentacinquenne.


Poi seguì una grande guerra ad armi impari. Io rimasi ad assistere e a soffrire in silenzio.


Un giorno, che non ricordo, Andrea mi chiese : " Ma quando posso uscire con coso? Con Paolo? No, perché testa zero, ma fargliela picchiare contro la parete della cabina in cui lo castigo è davvero super!" La tentazione era di rispondergli "mai", che mai avrebbe potuto rivederlo.

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