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È vero che gli angeli...?

Ciro se ne sta zitto e fuma nervosamente, lo sguardo perso nel vuoto. L'osservo ad occhi bassi perchè so che è nervoso e diventa una bestia se viene stuzzicato. A me vuole bene assai e mi chiama fratello, anche se le nostre mamme si chiamano Nunziatella e Filomena. Siamo cresciuti nello stesso vicolo senza mai vedere il sole e forse è per questo motivo che siamo tutt'e due pallidi e anemici, ma il sangue scorre nelle vene azzurre e trasparenti dandoci una carica vitale che altri guaglioni del quartiere non hanno.
Ciro è bruno con folti capelli ricci, occhi cupi e grandi in un viso piccolo e smunto, un corpo magro e asciutto che non è mai riuscito ad ingrassare. A tavola gli spaghetti erano sempre pochi e non toglievano la fame, quasi una lotta fatta di ruberie per distrarre i fratelli per una forchettata di più. Io sono la sua ombra, ma sono biondo e piccolo di statura, capelli pettinati all'indietro per nascondere le cicatrici delle mazzate in testa quando m'arruffavo con gli scavezzacollo del quartiere. La cintura dei calzoni è sempre stretta allo stesso buco e mia madre mi dice che sono come gli angeli... perchè sono senza culo. A volte mi guardo allo specchio dell'armadio della camera da letto di mammà e scopro con orgoglio che la mia magrezza è sempre lì, sfrontata e muta, amica della mia infanzia ed ora della mia adolescenza. Certo non sarò mai come a Vincenzo che è grasso assai e non riesce a vedersi la punta delle scarpe e sbuffa se fa una corsetta. Ma io non voglio essere grasso perchè non potrei piacere alle ragazze che mi guardano con occhi sognanti. Ciro mi dice che sono brutto e che lui mi porta via le ragazze con uno schiocco di dita, ma so che è bugiardo e lo fa per farmi ingelosire.
Ora Ciro se ne sta zitto e fuma nervosamente. Ci siamo presi per le mani e ci siamo dimenticati che ci vogliamo bene come fratelli, graffiandoci come gatti furiosi e tempestandoci di pugni al viso e allo stomaco. Ho vinto io, ma gli ho gridato di smettere perchè avevo voglia di piangere e di buttarmi per terra, desideroso solo di abbracciarlo per non fargli pesare la sconfitta. Ciro mi ha fissato con occhi feroci, mentre il naso gocciolava sangue, e si è fermato come se volesse capire le mie parole. Poi ha tossito e si è curvato piegando le ginocchia, ansimando e frenando il dolore che provava. Mi ha detto a bassa voce che Serenella me la potevo pigliare io, che lei mi ama e lui non lo può vedere. Io mi sono sorpreso e gli ho risposto che lui è mio fratello, che Serenella non conta nulla e lo ammiro per il suo coraggio. A casa ognuno di noi due è stato mazziato, nonostante le botte che ci eravamo dati, ed abbiamo saltato la cena. A me non è dispiaciuto perchè odio il cavolfiore bollito e l'uovo sodo, così mi sono addormentato di un sonno agitato. Pigliavo a pugni Ciro perchè si spanzava i miei spaghetti con l'olio e il peperoncino, mentre Serenella se la filava con Vincenzino.

 

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 20/10/2014 14:34
    Ritrovarsi amico... e' il pregio del terreno vivere... Elogiabile racconto...

3 commenti:

  • Carmine Impagnatiello il 22/10/2014 16:50
    Sono felice per la sua risposta, signor Salvo. Grazie per i commenti sul mio profilo che però non posso leggere.
  • Carmine Impagnatiello il 22/10/2014 16:49
    La ringrazio signor Rocco.
  • salvo ragonesi il 20/10/2014 21:06
    Una grande prova di coraggio rifiutare la ragazza per un amico. Bella la storiella. grazie per il commento alla mia poesia, si si è decisa a sposarmi già da 46 anni è diventata mia moglie. ciao. salvo

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