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Distretto Di Polizia (Invenzione) Parte 9 - Pierluigi Coppola

Il cielo iniziò a riempirsi di nuvole e la pioggia venne giù lentamente. "Perfetto... ci mancavano solo i temporali." Disse Ira con voce bassa. Era uno di quei risvegli che non avresti mai voluto rivivere una seconda volta. Si alzò così, infatti: con una gran voglia di riposarsi e gli occhi ancora assonnati per la serata di ieri sera. Per oggi, poteva rimanere a casa... Dopo l'incidente di ieri, la ferita continuava a far male e ad avere degli effetti poco buoni. Erano le undici... Qualcuno suonò alla porta. "Anna!" - "Disturbo?'' - ''No, tranquilla! Ieri sono tornato tardi e non sono abituato a quegli orari..." Rispose Ira andando in cucina per preparsi un caffè. "Ti va un caffè?" - "Sì, grazie... la ferita come va? Ho saputo del fatto di ieri... del fatto di Sabina..." - "Diciamo che mi son fatto una gran litigata con Sabina..." - "E cosa gli hai detto? Conoscendoti, gli avrai detto qualcosa..." affermò Anna. "Che non si va a correre a quell'ora di notte, che deve star attenta perchè i rischi ci sono... Solo che magari l'ho detto in un modo..." - "Conosco il tuo modo, Ira. Però, ti dirò: per me hai fatto bene. Alle ragazze della sua età, serve sapere cosa devono o non devono fare... a loro serve un appoggio. Certo sgridarle non è il miglior modo per conquistare la loro fiducia... però hai fatto bene perchè penso che con le tue parole, gli hai fatto aprire gli occhi sulla realtà." - "Conquistare la sua fiducia? No... non intendo avere la sua fiducia... mi può detestare, può provare rancore e maledirmi ogni volta che mi vedrà... però a me basta solo fargli capire dove sbaglia." - "Sei sicuro?" - "Certo che sono sicuro..." Rispose. "Perchè cosa ti fa pensare che non sia sicuro?" aggiunse Ira guardandola e dandole il caffè. "Da tante cose... Ad esempio mi è stato detto che quando eri lì...'' - ''Che quando ero lì?'' - ''Insomma... Ti sei comportato come un uomo che amava follemente la sua donna... - "Baggianate... io mi sarei comportato così anche avendo un altra donna che non era Sabina, vicino. È il mio modo di essere. Qualunque poliziotto, vedendo dei ragazzi avvicinarsi ad una ragazza, si sarebbe avvicinato per difendere." - "Questo è vero... allora posso dire che le mie supposizioni erano sbagliate?" Rise Anna. "Va bene, accetto il tuo sbaglio!" Ira rise con lei bevendo il caffè. "Il lavoro?" - "Giulia mi ha chiesto di accertarmi che stavi bene. Riattacco tra due orette!" Rispose Anna... "Ah, va bene! Allora film?" - "Sotto le coperte con cereali e latte?" Chiese Anna con tono allegro."Ci sta, ci sta!" Rispose Ira ridendo e andando a prendere le coperte... Intanto Anna accese la tv e iniziò a scegliere il film da vedere. Ira ritornò con in mano la coperta... la aggiunse sul divano e si sedette. "Che film hai scelto?" Chiese Ira. "Al di là dei sogni" Rispose Anna alla domanda. "Te lo raccomando: La storia è un po' triste..." aggiunse. "Sono un patito dei film sentimentali! Nessun problema in vista..." - "Gli esseri umani: che mostrano poco a poco le loro passioni!'' Rise Anna iniziando a vedere il film con Ira. In quell'arco di tempo, Mauro e Roberto erano al Distretto già da un pò... iniziando un caso che richiedeva prudenza ed occhi aperti. Si trattatava di un ragazzo di nome Lorenzo, dove dichiarava di essere picchiato spesso dai suoi genitori. Ma questi segni... questi lividi di cui raccontava, non venivano fuori... non si vedevano. Mauro e Roberto non riuscendo a capire, contattarono i genitori... ma singolarmente. Uno in una stanza, e l'altra in un altra. Ma entrambi dicevano che non si sarebbero mai sognati di alzare la mani ad un bambino, specialmente se era un figlio. ''La madre mi ha detto che qualche litigata c'è stata... ma solo tra lei e suo marito. Mi sembrava tranquilla e non sembrava nascondesse niente. Che facciamo?'' - Chiese Mauro a Roberto. ''Cerchiamo di far parlare davanti a noi mamma, figlio e padre. Magari il figlio davanti a loro non continuerà più di tanto a dire la cosa... se questa si tratta di una bugia, ovviamente.'' Rispose Roberto mentre fecero entrare i tre nella stanza. Il figlio all'inizio taceva, ma poi prendendo coraggio, confessò la cosa... ''Io ho mentito.'' A quelle parole, Mauro sorrise... alla fine aveva solo tredici anni, e forse quella bugia voleva 'salvare' un rapporto che si stava distruggendo. Ed il rapporto che si stava distruggendo era tra il padre, il figlio e la madre. ''Ho mentito perchè volevo che voi mi guardavate... che mi dedicaste più attenzioni. Sono sempre esistiti i vostri problemi, ma i miei dove finivano? Non mi sentivo più al centro di niente... Tornavo a casa e neanche un saluto da parte vostra. I vostri occhi guardavano il vuoto. Ecco perchè ero andato a dormire dal mio amico... perchè ormai a casa non avevo nessuno che mi consolasse o che mi facesse sentire fiero di aver una famiglia. Ecco perchè questa bugia... così la smetterete di pensare sempre ai vostri problemi!'' Ribattè Lorenzo guardando i suoi genitori. ''Ma perchè c'era bisogno di dire questa bugia per attirare le attenzioni su di te?'' - ''A quanto pare...'' rispose Lorenzo arrabbiato e con voce fredda togliendo la mano che la madre voleva mettere sulla guancia del figlio. ''Sbagli Lorenzo... io e tua madre abbiamo solo passato un momento tra noi... mi dispiace se ti sei sentito escluso...'' - ''Un momento? Papà due mesi! Due mesi di solitudine sono stati... per cosa? Per voi che non facevate altro che darvi colpe addosso! Se io non ero qui... Voi ora ve ne sareste accorti di me?'' - ''ma certo Lorenzo, è stato un momento... te l'abbiamo detto.'' - ''No, io credo di no. Io credo che voi neanche vi siete fatti una domanda sul fatto se stavo bene o no. Fate i figli... e poi non vi prendete la briga di controllare se in quella camera da letto stanno piangendo o se invece stanno bene... Mi fate schifo.'' Urlò Lorenzo andandosene via. I genitori ringraziando gli ispettori, inseguirono Lorenzo che andò via dal Distretto. ''Certo che famiglia...'' Disse Mauro guardandoli andar via. ''Ce ne sono molti di casi così... dove i genitori pensano solamente a se stessi e non pensano al bene del proprio figlio. Purtroppo certi sono finiti anche peggio.'' Rispose Roberto abbassando gli occhi. ''Mi sono stupito del coraggio del ragazzino però. È veramente in gamba e si sono fatti scappare l'emozione del stargli vicino. Che è una cosa che ogni genitore non si dovrebbe dimenticare...'' Aggiunse mentre Ira e Anna arrivarono al Distretto. ''Ira! Ma che ci fai qui? Non dovevi stare a casa?'' Chiese Mauro, salutandolo. ''Sì ma preferisco stare qui... La ferita guarirà. Stare a casa non ha senso... Sarà che amo il mio lavoro!'' Rispose Ira. ''No, ci ami a noi... è diverso!'' Rispose Mauro ridendo. Mauro, Roberto, Ira e Anna si abbracciarono tra loro... Mentre Antonio passò per i corridoi. ''Tutto questo affetto... che è successo di nuovo?'' - ''Che Ira ieri sera ha fatto a botte con sei tipi... e non ne ha mancato uno'' Rispose Mauro a Parmesan. ''Ma davvero?'' - ''Già... ma sono vivo, tranquillo! Fortunatamente non si è fatto male nessuno.'' Rispose Ira ad Antonio. ''Però le urla di Ira con Sabina...'' Aggiunse Mauro... ma Ira iniziò a detestare già il nome di ''Sabina'' dal solo suono... Prese Mauro per un braccio delicatamente e lo portò nell'ufficio chiudendo la porta. ''Che diritto hai di dire tutto agli altri? Io voglio che questa storia sia dimenticata e tu la porti a galla...'' - ''Ira ma che vuoi? Ormai sapevano quasi tutto di quello che era successo. E se non ero io a dirlo, era un altro... E poi mi spieghi una cosa di Sabina?'' - ''Dimmi...'' Rispose freddo Ira, non era lucido in quel momento. "Se vedi come un problema la sua presenza, allora vuol dire che qualche sentimento forte c'è dietro... anche se tu ora me lo negherai. Davvero non provi niente per Sabina?" Ma appena Mauro lo chiese, Ira non rispose e prese il via il silenzio. "Davvero non significano niente tutte queste liti e tutti questi diti puntati contro? Per me la ami... ma è il coraggio che ti manca. Il coraggio ce l'hai per rispondere, per difenderti, per dire la tua... ma per mostrare i sentimenti... quelli veri, quelli d'amore... non ce l'hai. E dimmi di tutto: dimmi che sarò stupido, che mi starò sbagliando... ma io come tutti, vedo quello che vedo. Hai un po' stufato con questa storia di stargli lontano... è una brava ragazza... E io se ero in lei, già ti ci avrei mandato da un pezzo. Non ti sembra di esagerare a volte? Non ti sembra che se rimane non sarà la solita ragazzina che vuole solo divertimento? Sei uomo... dovresti capire la differenza. Dovresti capire che se varcava quella porta, era per venire a vederti. E non di certo per sua sorella... perchè lei potrebbe vederla a casa." Ma appena finito il discorso di Mauro, Ugo bussò alla porta. ''Scusate... hanno trovato un cadavere a pochi chilometri da qui.'' - ''Ok, grazie Ugo... ora arriviamo.'' Rispose Mauro vedendo Ugo uscire. ''Senti, mi dispiace per averti trattato così... Ma per il fatto di Sabina non credi che se mi interessava veramente, le sarei stato dietro invece di soffocarla con gli insulti?'' - ''Tu non le stai dietro perchè è lei che lo fa. Ma una volta che lei smette di farlo: inizi ad avere paura. Perchè ormai ti sei abituato che è sempre lei a cercarti!'' - ''Non lo so Mauro, però anche il fatto dell'età... è quello che non mi permette di andar avanti e mi impedisce di avere un normale rapporto con lei'' - ''Ma scusa allora con le ragazze della sua età come facevi? non mi dire che non hai mai avuto un amicizia che era nel cerchio dell'età di Sabina?'' - ''Sì, certo, ne ho avute... ma quando scoprivo che avevano qualche sentimento verso di me, le lasciavo stare.'' - ''Il tuo problema è che se sai che una ha diciotto anni, pensi che ha le stesse idee di tutte le altre. E quindi la stessa mentalità.'' ... ''Purtroppo non riesco a togliermi questo pensiero... Che, da una parte può essere un male... dall'altra, una salvezza. Ora scusa ma vado a raggiungere gli altri. Ci vediamo dopo!'' Rispose Ira. ''Va bene, comunque ora dipende tutto da te...'' Rispose Mauro vedendo Ira andare via. Tutti si trovarono al posto dove avevano trovato il cadavere... ''Anni?'' chiese Anna alla dottoressa vicino al corpo del ragazzo trovato a terra. ''Diciannove, è stato strangolato... Oltre trovare segni sul collo, li abbiamo trovati anche sui polsi delle mani... quindi forse prima lo hanno legato forte, e dopo è successo il resto...'' abbassò lo sguardo la dottoressa iniziando a pensare alla scena e a come sarebbe continuata. ''Queste sono solo idee, purtroppo non vi so dire molto. Arrivederci.'' Andò via lasciando i poliziotti riflettere... ''Avete interrogato i genitori?'' Chiese Ira rivolgendosi agli altri. Si fece avanti a rispondere Anna:''Purtroppo no, non ci sono più... sono morti quattro anni fa. Lui viveva con la nonna.'' - ''Gori e Droscorcic andate a casa della nonna, noi intanto andiamo dentro i negozi e chiediamo nelle vicinanze se lo conoscevano... o se avevano qualche contatto con lui.'' Disse il Commissario andando con Mauro e Roberto in giro per i negozi, mentre Anna e Ira andarono a casa della nonna.

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