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Piatto Caldo

Quando la vita ti mette su uno dei suoi piatti caldi e te lo serve...

Scorre via una tiepida serata d'agosto gallipolina, sotto un'immensa luna che tutto tace e tutto osserva, mentre io (quasi scrittore), Andrea (prof. di lingue e letterature straniere) e Gianpaolo (quasi medico), ce ne stiamo su una panchina nel bel mezzo della città vecchia, spalle al porto e occhi persi tra l'eccentrica torma dei vacanzieri sulla passeggiata.

"Ne' André, ma quando arriva questa?"... mica mi risponde quell'altro!

No, non fece un gran spreco di parole, il prof., nel descriverci la sua amica d'adolescenza; davvero poche parole, anche se a noi bastarono a farci capire che a breve qualcosa di speciale, di friccicoso, avrebbe di colpo scosso la nostra quiete serale. Sicché anche il quasi medico, anche lui, che sin lì se n'era stato seduto su quella panchina fantasmatica presenza, spettro immoto tutto il tempo, ce lo ritrovammo d'improvviso tutto scosso, che fremeva e fremeva, di soli palpiti per l'attesa, con l'occhio che tosto rifacevasi agile e svelto - il tutto per il vivacizzante potere che ha l'umana immaginazione nel riaccenderti un certo tipo di sentimenti... nel riaccenderti tutto!... Era di nuovo fra noi il nostro amico, di nuovo al mondo.

Ebbene, una leggera brezza, il lucore della luna, e una donna vestita di gran mistero da aspettare... cos'altro chiedere per una serata solo da sognare?... Ora, però, da dove sarebbe sbucata, la meraviglia, dalle parti della rotonda o da quelle del bar Canneto?... voglio dire, eran quei due gli sbocchi a quella piazza... e mica sbucava da qualche parte quella!...

Ah, le donne! sempre lì che le aspetti, ore su ore, che si fan desiderare... che son mai pronte!... Insomma, se quella col suo gran tardare era mossa dal proposito di tenerci sulle spine... be', stava meravigliosamente riuscendo nel suo intento... meravigliosamente!... Nemmen più si parlava fra noi, s'aspettava soltanto lei a quel punto della serata, una curiosità che ci faceva seri e sordomuti a tutto il resto...

"Ah, eccola lì!"...
Sì, eccola lì, la nostra stella nella notte, nei pressi della rotonda. È il prof. che l'ha avvistata, anche se è con tono alquanto secco che ci rende partecipi della sua presenza, quasi privo di colore. Dunque, dopo tanto attendere ci saremmo trovati davanti una persona come un'altra? dalle nulle attrattive?... la delusione delle delusioni?!... Com'è o come non è, io sulle prime non mi volto, mi faccio bastare l'espressione sul volto del mio caro amico 'quasi un dottore'... la faccia che gli resta!... E dunque resisto, resisto, resisto alla tentazione... poi però mi lascio andare, mi volto anch'io.

Ah, ora capisco!... voglio dire, sculetta che è un morire nei suoi short di jeans, con la bionda coda di cavallo che ad ogni passo ribadisce l'onduloso portamento delle natiche a passeggio, con la fascia leopardata attorno al petto che le strizza quei due cocomeri di seni... Insomma, tutto ciò lo si distingue benissimo, anche da lontano. Ohi ohi, però, che spalle!... belle grosse, le spalle!...

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