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La regina dei fiori

II prato ubertoso attorno al lago argentato, era abitato da fiori; un popolo di creature di rara bellezza.
Miosotis, con l'azzurro tenue del suo abito era tra le fanciulle più belle dell'abitato. Ninfea candida scivolava tra le foglie galleggianti, era la sua amica del cuore e ogni giorno stavano in dialogo per ore sulla riva erbosa,, occhieggiando tra il verde
Erano molto eccitate perché avevano saputo che entro pochi giorni sarebbe venuta in visita la regina.

Miosotis pregò l'amica di controllare i petali dei suoi fiorellini; temeva di non essere al meglio della fioritura. "Non ti preoccupare, mia cara, sei bellissima sotto il cielo azzurro il tuo colore è intenso e luminoso" rispose Ninfea.

Una coccinella venne ad informare che le amiche lumache e formiche, avrebbero preparato il tappeto rosso per il passaggio della regina e la moltitudine di tutte le coccinelle del prato erano invitate a disporsi compiutamente nelle prime ore del mattino.
Furono invitate anche le libellule dalle ali impalpabili e dei colori più belli, a fare ala al passaggio della regina.

Poco più in là due girasoli litigavano perché non riuscivano a guardarsi in viso: entrambi attratti dalla stessa parte dove sfolgorava il sole, non avrebbero potuto stare immobili a lato del trono.
Nugoli di farfalle celesti volavano basse nelle vicinanze; a loro venne chiesto di formare corona sopra il capo della sovrana.

Nel lago, un coro di ranocchie si esercitava con canti leggeri e bassi, alternando le loro voci a quelle del fringuello che le accompagnava con il suo canto dal tono soave e melodioso.

Uno tra i più alti e bei tulipani, con i petali rosso carminio e variegati, si disponeva a fare da gran ciambellano per il grande evento.
Ridondanti sulla riva opposta, grappoli di lillà avrebbero fatto da damigelle precedendo il corteo reale.

Due giorni dopo, all'alba, iniziarono i cori. Alle ranocchie del lago ed al fringuello, si unirono usignoli e capinere cantando musiche dolcissime in attesa della sovrana che di lì a poco sarebbe apparsa con il principe consorte sotto l'arcata di ghirlande composte da pervinche e bottoni d'oro.

Giunse: alta, con il capo eretto, i candidi petali morbidamente appoggiati allo stelo, la più bella rosa del reame. La mano delicatamente appoggiata al braccio del suo sposo, un giglio bianco che profumava tutto il percorso.

Apparve improvvisa una nuvola cupa, gravida di pioggia, si abbassò sulla coppia reale che col solenne incedere si dirigeva a prendere posto sul trono sorretto da quattro giaggioli alti e di colore rosa.

Uno scroscio improvviso cadde sul capo della regina, i petali delicati, sfumati di rosa e intrisi, grondarono di pioggia, la corolla reclinò e si pose sul candore dello sposo ed appassì.

Le gocce in breve tempo, si confusero con le lacrime dolorose dei fiori che avevano perduto la propria amatissima regina.

Una rondine sfrecciando sullo stagno gridò il suo garrire mentre s'inarcava l'iridato arcobaleno. Una grigia pozzanghera pregna di fiori spezzati, sfociava nelle acque del lago argentato.

 

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 28/10/2014 20:41
    È un piacere scorrere sì fantastici racconti. Buona serata.

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