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Via G. Dannunzio 465

"Quattrocento metri all'arrivo" mi avverte il Tom-Tom con la sua vocina metallica. Finalmente; queste strade della Brianza sono tutte uguali e senza il navigatore non troverei mai gli indirizzi dei clienti.
Fermo il Ducato di fronte al 465, scendo e suono.
< Siiii? >
< Buongiorno, sono della ditta SMARTPOOL, ho il trampolino da montare. >
< Arrivo. >
Una colf di colore mi apre il cancello e mi indica dove posteggiare il furgone. Nello spiazzo ci sono parcheggiate una Porche Cajenne, una Mercedes classe A, una Smart e una Duna colore verde marcio. < Quella di sicuro è della Colf > Mi dico scendendo.
< Scusi, dove posso prendere corrente? >
< Le prese sono accanto al barbecue. >
Al barbecue c'è un cartello pubblicitario " SCARPANOVA la scarpa che si affeziona al vostro piede " con l'immagine di una scarpa; deve essere il business di famiglia.
Scarico il materiale e, portandolo a bordo piscina, non posso fare a meno di valutare la villa. La posizione è splendida ma la villa non mi piace. Sembra disegnata frettolosamente da un geometra poco fantasioso su un tecnigrafo e poi quelle palme in Brianza; questa è l'apoteosi della pacchianeria.
Mentre preparo gli attrezzi si avvicina quello che reputo essere il padrone di casa.
< Pensi di farcela a finire in mattinata? > mi dice senza salutarmi e dandomi subito del tu.
< Buongiorno. Credo proprio di si, signore. > rispondo calcando quel "signore" anche se non credo che il mio interlocutore colga questa sfumatura.
< La posizione è questa. > mi dice indicando un punto sul bordo della piscina.
< Si lo so, signore, ho la planimetria. > rispondo tirando fuori da una cartellina il disegno dell'architetto.
< Benissimo. Ah, già che ci sei, potresti darmi un'occhiata ai filtri secondini che l'altra sera al party mi hanno buttato dentro di tutto? >
Io ci avrei buttato dentro te, brutto stronzo; te e i secondini che hai conosciuto in galera dove sei stato di sicuro prima di avere tutto questo; hai fatto i soldi ma sei rimasto un ciabattino, senza offesa per quelli che riparano le scarpe.
< Va bene, signore. Mentre tirano i tasselli chimici do un'occhiata ai filtri secondari. >
< Bravo. Ciao. . . si vengo subito stai tranquilla. Solito posto. . . a presto >. con voce ovattata al telefonino e poi, rivolgendosi verso casa < Adalgisa, faccio un salto in azienda e torno per pranzo. > dice strizzandomi oscenamente l'occhio.
< Ma neanche il Sabato puoi rimanere un po' a casa! >
< Oh Signur, se non ghe vadi mi . . . > dice montando sulla Cajenne.
Certo, se non ci vai te, chi la tromba quell'altra?

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1 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 11/12/2014 19:56
    Mi piace e molto, ma non tollero gli anglicanesimi.
  • Glauco Ballantini il 31/10/2014 11:22
    Bel racconto, mi ricorda la famiglia di Sordi nel film "finchè c'è guerra c'è speranza" con lui che vende armi mantenendo nel lusso la famiglia che si indigna quando sul giornale esce la cosa. Salvo poi preferire che continui il mestiere per rimanere nel lusso al quale è abituata...

1 commenti:

  • Vincenzo Capitanucci il 31/10/2014 11:43
    Au certo punto.. avevo pensato a Teorema di Pasolini.. poi al piacere di D'Annunzio.. a causa dell'indirizzo.. ed invece sfocia.. sulla povertà dei ricchi.. molto bello.. Marcello.. letto con piacere..