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La giornata di un pensionato vecchio, vedovo e solo

Il risveglio avviene a qualsiasi ora della notte o del mattino, apri gli occhi e accanto a te, nel lettone non c'è nessuno, ti dai il "buongiorno", vai a lavarti i denti e nel bicchiere "c'è un solo spazzolino" il tuo. Prendi il caffè e non hai nessuno che ti porge lo zucchero. Ti vesti e regolarmente, indossi i calzini spaiati e non t'accorgi, metti la camicia ma ha una macchia sul davanti, nessuno ti dice cambiala.. Esci a prendere il giornale e le persone che incontri e che conosci ti dicono "Salve, come va", "bene", rispondi, poi se ne vanno di fretta come se tu avessi una malattia contagiosa. Rientri, leggi il giornale, commenti a voce alta le notizie da solo. Metti in lavatrice i panni, neri, bianchi, rossi, tutto assieme; fatto il ciclo a 90° gradi! quando li stendi, te li ritrovi con tonalità di colore che vanno dal grigio topo al giallo foglia morta. Cucini in un padellino quattro rigatoni, che quando bollono sembra ti guardino con tristezza. Mangi e davanti a te c'è una sedia vuota..., il boccone per un attimo ti si ferma in gola. Finisci il pranzo, e metti a lessare le patate per la cena, ti appisoli, e ti svegli dopo due ore con un odore di patate bruciate; nel tegamino non c'è una goccia d'acqua solamente tre masse informi carbonizzate. Vai dal medico; gli anziani, di solito quelli che vivono soli, vanno spesso dal medico più che altro per scambiare qualche pettegolezzo con gli altri pazienti in sala d'aspetto. Torni a casa, ma ti fermi per un bicchiere di vino al solito bar dove c'è la banconiera giovane e carina che ti fa un sorriso e scambia con te un paio di battute spiritose; unico momento lieto della giornata. Rientri a casa prepari la cena, più che preparare consiste nell'aprire una busta con dell'insalata e scoperchiare una scatoletta di carne, così la cena è servita!
Ti metti davanti alla TV e regolarmente ti addormenti per un po' sul sofà, ti svegli e vai a letto, chiaramente non riesci a prendere sonno, ti alzi giri per la casa come un sonnambulo, reciti qualche preghiera confusa, osservi tanti oggetti che ti ricordano LEI e piangi in silenzio, poi ti domandi: domani sarà come oggi? Il tempo inesorabilmente ti porta verso la fine dei tuoi giorni. Al tuo capezzale, nel momento estremo, non avrai nessuno che ti saluterà per l'ultima volta...

 

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2 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • oissela il 08/11/2014 15:33
    Ho letto con simpatia questo brano, visto che mi avvicino di corsa verso la vecchiaia.
    Vero è quello che tu descrivi, ma permettimi di dire che non è poi tutto così nero.
    L'importante è conservare la lucidità.
    Oissela
  • Francesca La Torre il 06/11/2014 21:14
    Hai descritto cio' di cui io ho molta paura, ma mi sono sentita molto capita perche'hai saputo trasmettere in parole un'ansia comune a tanti.

2 commenti:

  • Ellebi il 09/11/2014 00:35
    Si tratta di un brano satirico sulla vecchiaia, è comico ma non fa ridere. Un saluto
  • eurofederico il 07/11/2014 07:02
    hai scritto benissimo questa terribile verita'... che e' un po' gia' mia!

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