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Distretto Di Polizia (Parte 10 - Pierluigi Coppola, Giulia Bevilacqua)

Ritornando al Distretto a fornire informazioni, un volto nuovo si presentò davanti ai quattro poliziotti attenti alla conversazione col commissario: Una ragazza dagli occhi verdi e dal volto solitario... Dai capelli color nero raccolti da un piccolo elastico. E come d'incanto, si fece padrona della sua voce porgendo la mano agli altri: ''Sono Isabel (Carlotta Tesconi), il nuovo ispettore... Mi sono trasferita qui per passare ad un livello più alto e ad un grado più difficile rispetto a quello che facevo prima all'altro Distretto...'' - ''Ah, Ciao! Benvenuta nella nostra squadra! Mi avevano informato di una nuova ragazza, ma non immaginavo saresti stata tu... Tu nonchè poliziotta e una delle più brave, sei anche una giornalista, a quanto so...'' - ''Sì, scrivere è una mia passione che ho sfruttato col tempo... Ho scritto per alcuni articoli dove il soggetto eravate anche voi, ovvero il Decimo Tuscolano. Infatti, ho sentito parlare molto di voi, quindi non mi siete sconosciuti.'' Rispose Isabel con voce tranquilla. ''Spero bene ne hai sentito parlare...'' Aggiunse Mauro con un sorriso. ''Certo, mi hanno anche detto che potreste essere l'esempio di poliziotti perfetti...'' - ''-Perfetti-, è una parola grande... però facciamo il nostro lavoro, e credo che -farlo bene- dipenda anche dal fatto che adoriamo farlo. Un ispettore che non ama il suo lavoro, avrà difficoltà a dimostrare di esser capace... non credi?'' Chiese Giulia a Isabel. ''Assolutamente. Un po' di mesi fa ad esempio, avevamo al Distretto un ragazzo... che, purtroppo, non aveva molta esperienza nel campo... ma pian piano ha imparato. Solo che i primi giorni voleva far credere che era capace di fare tutto quanto. Ma poi quando arrivava il momento e prendeva in mano una pistola, aveva gli occhi terrorizzati... diciamo gli stessi occhi che avevo io il primo giorno quando entrai.'' Sorrise Isabel. ''Quello è normalissimo... Siamo esseri umani, e abbiamo i nostri sentimenti, le nostre paure, le nostre ansie. Quanti anni hai?'' - ''Ventitre.'' - ''Mi sembri già abbastanza matura... ti troverai bene qui con noi! Gli altri ti mostreranno il distretto... Ah, solo una cosa dimenticavo...'' - ''Sì, mi dica.'' - ''Prima di tutto: dammi del tu, come fanno gli altri. Poi, sono venuta a sapere che hai un caratterino... ma è vero?'' - ''Io espongo soltanto le mie idee... Non posso dargli tolto a chi ha dato questa affermazione, inoltre sono anche molto testarda. Non posso non dire che non ci sono state litigate all'altro distretto... Maggior parte, tutte a causa mia... ma spero non sia un problema!'' - ''Non ti ho vista stupita di quando te l'ho chiesto... come mai?'' - ''Ma perchè non è la prima volta che sento qualcuno lamentarsi del mio carattere. Quindi la cosa non mi è nuova, anzi!'' - ''Ah, ho capito... Comunque non preoccuparti... quando ci sarà da fermarti, un intera squadra sarà a tua disposizione. Anche da noi ci son litigi come in tutti i Distretti. Ed hai trovato un tuo sosia qui...'' Disse il commissario, puntando il dito contro Ira... ''Ah, grazie!'' Rise Ira, mentre vide anche gli altri puntargli il dito. ''Dopo ne discutiamo, sa!'' Rise con gli altri. ''Allora è un onore... Fa uno strano effetto trovare un mio simile... Solitamente sono tutti così perfettamente normali.'' - ''Perchè io sono strano?'' Chiese Ira. ''Un pochino...'' Rispose Anna ridendo. ''Tu non fai testo... Taci!'' Ridacchiò Ira. Ma finiti gli scherzi, gli altri andarono con Isabel a farle vedere il suo ufficio. ''Ecco qui... Questo è il tuo ufficio... e se sei una maga della pulizia, ti troverai ancora meglio! Perchè c'è tanto da pulire...'' Disse Anna. ''Pulire è il mio forte... Mia madre è sempre andata a lavoro fino a tardi come mio padre, ed io sistemavo la casa... Non è un problema'' Sorrise Isabel ad Anna. ''Perfetto! Per ora nell'ufficio lavorerai da sola... Deve entrare uno nuovo tra pochi giorni e lavorerà con te. Buon lavoro!'' Dissero gli altri ritornando a lavoro... ''Grazie!'' Rispose Isabel. Intanto si girò attorno perlustrando quell'ufficio che gli diede un senso di compagnia e dolcezza... come se stesse di nuovo a casa... tra quelle mura. Si erano fatte le sei di sera, la lampadina dell'ufficio di Isabel si fulminò... Passò il commissario che era tra quei corridoi e vide la scena. ''Fulminata?'' - ''A quanto pare...'' Sorrise Isabel. ''Arrivo subito!'' Disse il commissario, e infatti dieci minuti dopo ritornò con gli attrezzi. ''Tu te ne intendi di queste cose?'' - ''Certo, non è la mia passione, ma me ne intendo...'' Sorrise Giulia. ''Vorrei imparare come te...'' - ''Serve ascolto e attenzione... Io ho imparato da mio marito.'' - ''Dev'essere fantastico aver qualcuno pronto ad insegnarti qualcosa... Io, per ora, non ho mai avuto qualcuno che mi dedicasse tempo.'' - ''Anche io prima di conoscere mio marito, dicevo così... poi le cose cambiano. Devi aver fiducia! Comunque puoi andare da Mauro e Roberto... così poi loro mi diranno come lavori.'' - ''Va bene... allora a dopo!'' Sorrise Isabel raggiugendoli nell'altro ufficio. ''Che succede?'' Chiese Isabel. ''Un ragazzo di nome Mauro, diciannove anni, è stato strangolato... abbiamo trovato anche segni sui polsi delle mani... quindi sembrerebbe sia stato legato...'' - ''Avete già interrogato i genitori o qualche parente?'' - ''I genitori sono morti quattro anni fa, ma la nonna ha saputo dirci qualcosa... vivevano insieme dopo la morte dei suoi... e lei, ha parlato particolarmente della fidanzata di lui. Non l'ha mai sopportata, quindi noi già avremmo un idea su chi possa essere stato...'' - ''Che non l'abbia mai digerita, non significa ora che sia lei la colpevole di tutto...'' Rispose Isabel a Mauro. ''Io vado di nuovo dalla signora, credo che c'è qualcosa che vi sia sfuggito... Me lo sento!'' Finì la frase Isabel andando via e raggiungendo la casa di Rosa, la nonna di quel ragazzo. ''Questa è appena arrivata e già se la comanda. Ha preso il posto del commissario? E poi... Aveva un caratterino strano: su questo non c'erano dubbi!'' Concluse Mauro. ''Dai... é arrivata da poco e già giudichi... facciamola orientare...'' Rispose Roberto. ''Mi pare che si sia abituata a tutto. Già è corsa via da sola... Neanche il momento di entrare...!'' Disse Mauro, mentre i due la raggiunsero frettolosamente. ''Quanti movimenti al Distretto... ma che succede?'' Chiese Anna ad Ira. ''Mah, nulla... Ho visto che Isabel già ha preso in mano la situazione ed è andata a risolvere un caso... L'ho sentito dire da Mauro che borbottava nella stanza.'' Rise. ''Vedo che ci sarà molto da divertirsi con la nuova arrivata! Come con te... i momenti di litigi non sono mai mancati. Ci voleva un altra Droscorcic!'' - ''Ma smettila!'' Rise Ira abbracciando Anna e tornando a lavoro. Dopo che Mauro, Roberto e Isabel erano stati a casa della signora per fargli qualche altra domanda, ritornarono al Distretto con qualche notizia in più. Il commissario li attese impaziente. ''Novità?'' Chiese Giulia guardandoli arrivare. ''Molte... La signora ci ha detto che lei (la fidanzata del ragazzo) aveva un ex, che la tormentava spesso. Veniva sotto casa sua, le impediva perfino di andare ad un bar. Non accettava il fatto che si fossero lasciati... e quindi io penso c'entri qualcosa lui. Ne sono sicura.'' Disse Isabel con tono convinto. ''Devi anche ascoltare i pareri degli altri... magari può capitare che ti sbagli e non è quella la persona da prendere...'' Rispose Mauro a Isabel. ''Scusa?'' - ''Non eri tu prima quella che diceva che non bisognava partire subito con le idee chiare? O sbaglio? La prossima volta risparmiatelo quel -scusa?-... Sei arrivata da poco e già ti credi chissà chi!'' Gli rispose Mauro andando a casa. ''Scusate...'' Sospirò Roberto mentre raggiunse il suo amico. ''Isabel, la prossima volta magari vorrei un po' più di dolcezza... siete partiti con il piede sbagliato, entrambi. Dovrete lavorare tutti insieme e non accetto questi atteggiamenti del tipo: 'la tua teoria è sbagliata, il mio modo di pensare è più giusto del tuo'... perchè può essere anche che la tua sia errata e la sua sia giusta... non si può sapere... per cui, per oggi è andata così. Domani non voglio discussioni. Per il resto, puoi andare... A domani!'' - ''Mi scusi... Buona serata!'' Rispose Isabel al Commissario andando a casa.

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