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Navi incrociate

C'era un pensiero nella testa di Giuseppe che era tanto forte da tormentare la presa della tazza di tea, caldissima, e la bevanda sembrava quasi un fantasma dalle imprevedibili sette vite... Così fanno le idee, ma l'uomo è sempre stato un mercante con la mente di viaggiatore. Pensava Giuseppe a chi lo definiva schiavista perché organizzava continui viaggi dall'Africa di persone disperate che forse il suo mestiere era molto antico, ma migliorabile. Navi scadenti stracolme da abbandonare poi che senso aveva? Sì era un buon affare, dalla sua casa a Leptis guardava il mare autunnale con le sue dolci e ciniche premure dove il bello si mescola sempre all'ignobile, ma basta non vedere troppo. Non è poi molto importante per nessuno esistere, si attraversa un attimo d'onda ed è sciocco ritenersi importanti, quale che sia il ruolo avuto... Poi lui svolgeva un servizio e questo era un fatto...
Ma anche così non necessariamente si perde la fantasia e i sogni si autoalimentano da graziose osservazioni... Ad esempio nei naufragi le grandi navi passeggeri soccorrono i superstiti che vengono accolti con sospetta umanità, tante affettuose premure sotto gli occhi un po' strani di passeggeri là per divertirsi, turisti, più o meno estranei a tutti questi drammi, di una bontà buona tutto sommato, ma superficiale e stupita forse di essere costretta ad ammetterlo, perché non tutti sono eguali e ci sono gli eroi, pochi e quelli che si rammaricano di non esserlo...
Pensava Giuseppe ad Alberto, una modesta pensione da metalmeccanico, anche lui era stato costretto a lasciare l'Italia e viveva in una villetta vicina alla sua...
E così il sogno prendeva la forma di una donna sorridente e di una nave che avanzava maestosa, come il Rex di Fellini -si può avere no lo stesso sogno? - carico di emigranti accolti con umanità e sbarcati in una colonia, pronti ad accoglierli e poi un viaggio di ritorno con tanti pensionati, fiduciosi ed incazzati... Tante villette costruite per loro sulla costa libica, ristoranti di buon pesce e piadineria e lui Giuseppe aveva fatto tutto lui e da schiavista era diventato benefattore e tutti volevano che fosse sindaco, maestro, mentore.. La migliore politica si alimenta dai sogni degli ignobili.
Già, la tazza di tea era ora diventata fredda... e c'era qualcosa che non andava bene in questo sogno, non sapeva cosa, non volle neanche saperlo e pensò che era meglio continuare come prima, lui era vecchio, i giovani sanno far apparire le cose migliori, e non con i sogni purtroppo. Sulla spiaggia c'era un rarissimo fiore di ibisco.

 

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 14/11/2014 17:28
    "l'uomo è... un mercante con la mente di viaggiatore" (osservazione ENCOMIABILE)
    "Sulla spiaggia c'era un rarissimo fiore di ibisco (Simbolo fugace della bellezza a chiudere una meravigliosa historia).
    IL MIO PLAUSO ROBERTO...

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