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Claire

"... ti avevo chiuso dietro una delle tante porte del mio cuore".
In realtà... pensavo di averti sepolto in un posto più profondo, un posto da dove mai saresti riuscita a riemergere"... e invece... erano bastate due note, due... fottutissime note di una vecchia canzone perché quella porta si riaprisse,... anzi,... sarebbe più giusto dire, si frantumasse.
Quanti anni erano passati? 10? 15?... in realtà erano già passati 21 anni.
Migliaia di ricordi iniziarono ad uscire, senza un preciso ordine temporale ma, così, alla rinfusa, accavallandosi, rincorrendosi, incrociandosi come una mandria di cavalli selvaggi chiusi da troppo tempo dentro uno stretto recinto.
Sembrava che essere finalmente liberi gli avesse dato una gioia o meglio, una voglia di vita, irrefrenabile, quasi umana; così, era come... essere al cinema, anzi, mi sembrava di essere il protagonista di Arancia Meccanica, in un certo senso anch'io ero quasi costretto a guardare e a rivivere cose che vigliaccamente avevo rimosso.
È strano ma il tempo a volte sa essere bastardo, salva i bei ricordi, magari ingigantendoli e nasconde i dolori, i pianti, le urla, i litigi ma, non era questo il caso perché, quello che stavo rivedendo, in realtà, era veramente accaduto... tutto era meraviglioso... una scarica di adrenalina mi stava attraversando, regalandomi un piacere che non provavo da tanto tempo.
Tutto ciò che era bello, o lo era stato, mi dava però una sensazione di paura mista a terrore... quello che avevo perso era in realtà reso più doloroso da quella miriade di splendidi ricordi che avevo vissuto... era per quello che avevo deciso di archiviarli nel mio cuore e di buttar via la chiave!
Un'ondata di rabbia iniziò a montarmi dentro, ero furioso con la radio, con me stesso, col mondo intero,... con Dio. La notte fu travagliata, in realtà non so neanche se ero riuscito a chiudere gli occhi. Mi alzai un paio di volte, tutto sudato poi alle 5. 00 ero davanti allo specchio del bagno... mi guardavo, senza vedermi.
Alle 10. 00 stavo uscendo dal O'hare Chicago Airport. Giuro, non so come c'ero arrivato, ma stavo andando là, dove tutto era cominciato e... ahimè, finito.
Il tempo era pessimo, sicuramente aveva piovuto tutta la notte, c'erano pozzanghere dappertutto e, guardando il cielo, di li a poco avrebbe ricominciato.
Mi avviai verso la fila di taxi al lato dell'entrata principale dell'aeroporto, ma la fila di persone che erano in attesa mi scoraggiò e, rallentando, iniziai a guardarmi intorno. Dall'altro lato della strada incrociai lo sguardo di una persona. Era in piedi di fianco ad una vecchia Ford di un colore tra il grigio e il bianco sporco con una grossa ammaccatura sulla portiera. Appena mi vide, iniziò a chiamarmi con ampi gesti. Era sicuramente un tassista abusivo, dalla faccia, direi un pakistano. Riguardai la fila e mi diressi verso di lui.
Appena entrato in quella macchina mi maledissi. Non so se erano i sedili di pelle o era la pelle del pakistano ma, c'era un odore di montone bollito e, anche se non credo di aver mai mangiato in vita mia del montone bollito, ero sicuro che l'odore fosse quello. Mi guardò con due occhi grandi e scuri, probabilmente anche lui si stava maledicendo per avermi chiamato... non so che strano sguardo avessi ma, lui, aveva paura di me. Finalmente gli diedi l'indirizzo e i lineamenti del suo viso si ammorbidirono, si girò, mise in moto l'auto e partimmo.

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3 commenti:

  • fabrizio costa il 03/12/2014 08:56
    wow, lasciami tirare il fiato ed asciugarmi qualche lacrimuccia per la bellezza del tuo racconto a per la maturità con cui hai gestito l'intelaiatura complessiva, solo su un punto avrei da obiettare, la figura di Claire ' è chiaramente vaga e un tantino indeterminata sommersa dalla graniticità ed ampiezza dei tuoi stati d'animo che dipingi magistralmente. nulla di strano anche io sono così e lo trovo del tutto naturale in chi si fa carico attraverso la scrittura della descrizione di vicende.
  • fabrizio costa il 03/12/2014 04:17
    sono arrivato al capitolo 5, non una virgola fuori posto nella descrizione degli stati d'animo di una persona che ha icontrato e poi perso il suo amore
  • fabrizio costa il 01/12/2014 21:17
    bravo, ne ho letti solo 2 capitoli ma ti dico già che mi piace il tuo stile narrativo fresco e creativo. domani leggo altri 2 capitoli

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