accedi   |   crea nuovo account

Ricordo di un poeta: Nino Oxilia (1889-1917)

Ho scoperto recentemente Nino Oxilia, poeta nato a Torino nel 1889 e morto giovanissimo in combattimento, durante la prima guerra mondiale. Egli è apparso come una cometa nel firmamento dei poeti italiani, ma credo che se fosse sopravvissuto, ci avrebbe lasciato versi eterni. Vi invito a soffermarvi su queste due liriche, le quali, pur se collocate nel momento crepuscolare, aprono già al superamento di quella fase e si profila un incipit di futurismo. Le sue uniche due raccolte sono " Canti brevi " del 1909 e " Gli Orti", pubblicata postuma nel 1918.

Da " Gli Orti"
È tardi

È tardi. È molto tardi. È bene che si vada.
Vieni, dammi la mano;
rifacciamo la strada.
La tua casa è lontano.
Perchè taci e ti guardi
la punta delle dita?
Piccola tu, mia vita,
vieni, fa tardi.
Le nubi si sono raccolte
tutte su Monte Mario
chiudendo l'ali grige.
Tu piangi e non sai perchè piangi.
S'accendono i lumi;
tu vorresti dirmi qualcosa
e mi accarezzi le mani
e i tuoi occhi luccicano
tra le lacrime.
Vieni, dammi la mano;
è bene che rincasiamo.
Non dirmi nulla: io so bene
perchè tu piangi.
Andiamo mia piccola, vieni.
Tu piangi perchè fa sera.


Da " Sono stanco delle parole consuete"

Sono stanco delle parole
consuete
Ho sete
di cantarti, o cuore,
liberamente
saltando ridendo piangendo d'amore.
Il mio scrittoio fuma
come un cratere.
Il cuore è una palla di gomma:
rimbalza, è un 'onda di schiuma...
Lasciatemi bere
la lava che fuma!

Lo propongo perchè mi è cara la semplicità dei suoi versi e la capacità di creare contrasti di sentimenti e di umori non sondati. Si sente che in Oxilia v'era la bella giovinezza.

 

3
2 commenti     3 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

3 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati
  • Vincenzo Capitanucci il 04/03/2015 08:08
    Quanto son belle.. grazie Maria Teresa.. pensa se ci fosse lo Staff in Dnnato le boccerebbe.. come quando non permetteva a Giacomo.. di pubblicare i racconti di Fulvio Musso..
  • roberto caterina il 04/03/2015 05:20
    Anche a me piace codesta tua proposta di riletture: personalmente trovo Oxilia un po' lontano, tuttavia è innegabile una certa bellezza e semplicità. Per completezza di informazioni cito una raccolta dove alcune poesie di Nino Oxilia si trovano: Poesia italiana del novecento, a cura di Edoardo Sanguineti (2 voll.), Giulio Einaudi Editore, Torino 1993
  • Verbena il 04/03/2015 01:36
    Molto gradita la tua idea di proporci queste belle poesie di un Oxilia a me sconosciuto ma che mi ha rallegrato il cuore con le sue parole, come dici tu, semplici e capaci di penetrare nelle contrastanti sensazioni che possono dare vita ad un tempo incerto ma illuminato in un occaso pieno di luce.

2 commenti:

  • Anonimo il 04/03/2015 07:49
    La penso come Verbena... l'ho gia detto per l'altro saggio... opera meritoria la tua. Anche questo Nino Oxilia non lo conoscevo. ciaociao
  • mariateresa morry il 04/03/2015 07:04
    carissimi, ha ragione roberto:infatti la raccolta Einaudi da lui citata è la sola in cui si trovano questi autori italinani. La mia edizione è addirittura precedente. Edssa ha delle belle introduzioni critiche per autore. Se poi a uno piace la vera critica storico letteraria, avrà anche il piacere di leggere le pagine diSanguineti che nel suo genere è stato un grande.

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0