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Cronaca di un matrimonio negato

La mamma mia s'è sposata giovane assai, aveva quattordici anni, una bella età, ma non aveva un corredo nè una dote. Un matrimonio d'amore ma di scarso ragionamento, senza una stanza e il pane quotidiano. Due cuori c'erano, ma mancava la capanna. Mia nonna Filomena era alta e radiosa come il sole, con lo sguardo duro di chi ha preso la vita a morsi e ripeteva alle figlie" Femmena aggraziata vole essere pregata!" . E se gli occhi andavano per i fatti loro, trascurando le faccende di casa o il ricamo, inseguendo i giovanotti che ronzavano come le api sul miele, allora erano tirate di trecce e lacrime amare. Urlando chiudeva la porta del fondaco e lasciava fuori il sole che faceva il fesso come i giovanotti. Gridava nonna Filomena e diceva" L'ammore è comm' 'o ffuoco, guaje a chi ce pazzia!". Il nonno era un uomo buono e accomodante, ma sognava di sposare presto le figlie per faticare di meno e mangiare di più. Fu così che Reginella lasciò gli occhi addosso a Ciro che l'amava con sguardi sofferenti, di lontano, mai vicino alla casa della sua bella perché aveva paura di donna Filomena. Lei soffriva e moriva d'amore, lui fremeva e si era dichiarato in fretta alla fontana del paese dove le ragazza andavano a prendere l'acqua. Mancò poco che mamma mia non spaccasse la brocca, eredità della zia Antonina. Quando Ciro si presentò in compagnia dei suoi 18 anni e del fratello maggiore perchè il padre era morto sotto un carro, Filomena si fece una grassa risata e gli rispose che era pazzo a volere sua figlia. Mio nonno aveva simpatia per Ciro che era un giovane a modo, buon lavoratore e robusto assai. Aprì bocca per chiudere quella della moglie con un cenno forte della mano e disse" 'A femmena è comm' 'a campana: si nun 'a scutuleie nun sona!". Guardò fisso la figlia e le chiese "Tu sei una campana sorda o vuoi suonare per Ciro?". Ma non ci fu verso per far cambiare idea alla nonna e mammà con Ciro se ne fuggirono di giorno. Quando tornarono ci furono lacrime a abbracci. Nel vicolo tutti ridevano e piangevano di gioia quando Reginella e Ciro salirono su un vecchio carro trainato da un asino e raggiunsero la Chiesetta della Vergine Assunta. Lì si giurarono eterno amore e poi nacqui io. Mia sorella Giuseppina e mio fratello Domenico aspettarono un po' prima di nascere. Le sorelle di mammà non ce la fecero a fuggire perché nonna Filomena le teneva nel fondaco in sottoveste.

 

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2 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • antonina il 29/05/2015 09:07
    Ho scoperto che sei "bravo assai". Bellissimo racconto, scorrevole, raccontato come una favola d'altri tempi.
  • Stanislao Mounlisky il 21/03/2015 09:08
    il mio commento era una recensione... rinnovo i complimenti postandoli qui se no perdo i punti!
  • Vincenzo Capitanucci il 20/03/2015 09:28
    bello... Carmine né una dote... ma tanto Amore nel cuore..

2 commenti:

  • Carmine Impagnatiello il 21/03/2015 09:39
    Complimenti accettati e punti... regalati.
  • Stanislao Mounlisky il 21/03/2015 09:06
    dalla memoria del cuore un quadro di pregio su uno spaccato d'Italia che non c'è più
    complimenti

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