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Io sono una castagna

Ho trascorso tutta l'estate senza avere nulla di cui aver paura godendomi il tepore del sole, anche se non sono mai riuscita a vederlo. Potevo solo avvertirne la presenza attraverso le pareti della mia piccola casetta. Da qui non potevo rendermi conto di cosa succedesse fuori ma avevo imparato a riconoscere il fruscio del vento, il gocciolare della pioggia e persino il canto di varie specie di uccelli. Non mi ero però resa conto del trascorrere del tempo anche se mano a mano che diventavo più grande sapevo che si stava avvicinando l'autunno.
Il calore non era più quello di prima e c'erano sempre più giornate in cui il vento faceva dondolare le pareti, il pavimento, il soffitto. Poi pochi giorni fa ho iniziato a vedere lassù in alto un piccolo spiraglio di luce entrare da una fessura sulla parete. Era la prima volta che la vedevo e rimasi per qualche istante fissa ad osservarla. Iniziai a guardarmi intorno, e con mia grande sorpresa mi resi conto che in casa con me c'era qualcun altro. A dire il vero avevo sempre avvertito altre presenze intorno a me ma credevo che si fosse trattato solo della mia immaginazione. Adesso eravamo in tre ad osservare con un po' di preoccupazione la fessura allargarsi lentamente, ogni giorno di più. Iniziavamo a distinguere il mondo fuori dalla nostra piccola stanza, si vedevano alberi, tanti alberi, illuminati dalla luce del sole che mai avrei immaginato così forte e luminoso.
La notte scorsa c'è stato molto vento e al mattino per poco una di noi non è caduta fuori rischiando di finire addosso ad uno di quegli strani animali scuri che tutti i giorni arrivano qui sotto e iniziano a scavare con il muso tra le foglie. Chissà cosa stanno cercando?.
All'improvviso uno di loro ha sollevato la testa e in un angolo della bocca ho visto una cosa che mi ha sconvolta: una di noi, aveva tra i denti una di noi!
Mi sono guardata attorno, per fortuna c'eravamo tutte. Non potevamo cadere adesso, non potevamo fare quella fine! Ci siamo allargate per tenerci alle pareti fino a che, dopo alcuni interminabili minuti, li abbiamo visti allontanarsi. Il pericolo per il momento era scampato. Appena in tempo, poiché una folata di vento ci fece ondeggiare e all'improvviso una dietro l'altra siamo scivolate fuori e cadute sulla terra morbida.
Non riuscivo a vedere dove fossero finite le mie compagne, forse erano rotolate più in basso. Potevo solo sperare che stessero bene. Vidi vicino a me una cosa quasi rotonda, completamente piena di spine con una piccola apertura. Riconobbi subito l'interno, era simile alla casa in cui avevo vissuto fino a pochi secondi prima, non potevo credere che vista da fuori fosse così brutta.
Ad un tratto sentii un lamento; poco distante uno strano essere che camminava su due zampe si era appena punto con una di quelle casette cadute a terra. Cosa stava facendo? Si abbassava, raccoglieva qualcosa e lo gettava in uno strano oggetto che aveva appoggiato vicino a sè.
Era arrivato a pochi passi da me quando lo vidi piegarsi e prenderla. Non potevo sbagliarmi, con quella macchietta bianca sulla pelle e poi tra noi era l'unica con il ciuffetto appena visibile. Solo allora capii cosa stava per accadere. No non potevo finire così anch'io, dovevo fare qualcosa ma ero paralizzata dalla paura. Guardava a destra e a sinistra mentre si avvicinava a me poi in un attimo di distrazione un soffio di vento fece volare una foglia proprio sulla mia testa. Sarebbe bastato? I passi erano sempre più vicini, sempre più forti. All'improvviso la terra tremò così forte che la foglia si sollevò scoprendomi. Ci siamo, è arrivata la mia ora. Proprio in quel momento però un'altra di quelle casette si staccò da un ramo e cadde proprio su una di quelle zampe che stava usando per prendermi. Non so cosa significassero i suoni che emetteva dalla bocca, ma subito dopo lo vidi allontanarsi mentre prendeva a calci tutte le casette che incontrava. Ero salva, non sapevo per quanto tempo ancora, ma ero salva.

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2 recensioni:

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  • Giuseppe B. il 03/04/2015 07:09
    Il mito della castagna, il frutto dell'appennino Tosco emiliano...
  • gianni castagneri il 28/03/2015 11:02
    delizioso raccontino! complimenti

1 commenti:

  • bruno il 03/04/2015 07:36
    Adesso che so che anche loro hanno un'anima le raccoglierò lo stesso, ma con un pizzico di senso di colpa

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