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Visione distorta?

"Cazzo! Cazzo! CAZZO!!"
Disse prendendo l'ascensore a calci.
Aveva appena finito di lavorare 12 ore di file dopodiché gli avevano dato la notizia.
Lui era vicedirettore Marketing, aveva appena passato 12 ore a guardare e riguardare statistiche per correggere gli stupidi errori dei suoi dipendenti idioti.
Aveva fatto solo una paese di 15 minuti per mangiarsi un hot dog sotto il palazzo.
Gli occhi gli dolevano, erano rosso sangue, li chiudeva per qualche secondo per avere un momento di pace, ma quando li riapriva il computer era ancora li con tutti i suoi dati immobili, pronti ad essere scomposti e analizzati.
Era arrivato a un punto in cui odiava tutte le macchine, odiava i loro programmi e i loro modo di pensare perfetto e invariabile
Gli si aprì una scarpa e un dolore acuto partì dal mignolo e gli risalì tutto il dorso "CAZZO! CAZZO!"
Impreco fino a scendere al piano terra.
All'ingresso, altri dipendenti lo guardarono con sguardo penitente, sapevano cos' era accaduto.
La Compagnia l'aveva fottuto, c'erano state promesse e promesse, era li da vent'anni, ancora catalogato A3.
Carl aveva da poco passato i quaranta, e questa batosta gli aveva dato il colpo di grazia.
Prese la metro superaffollata, l'aria era terribilmente pesante.
Dovette fare a spallate con qualche anziana ciccione prima di trovare un minuscolo angolo dove rintanarsi, cominciò a tossire, anche l'anziana affianco a lui tossì, senti l'umido che gli colpiva il volto, schifato prese un fazzoletto e lo strisciò sul volto.
Rifletteva sul futuro, come l'avrebbe detto a Mary, pensava a gesti estremi.
Guardo a terra e fu come ipnotizzato da quelle ombre dinamiche, chiuse gli occhi, si rilassò cerca di non pensare al rumore al fischio prolungato della metro a tutti i suoi suoni distorti, agli starnuti e ai colpi di tosse, per un attimo vide campi desolati, completamente deserti;una volta aveva letto di quelle zone, cosa poteva essere vivere in un posto deserto, tutto quel tempo.
Fu risvegliato brutalmente da spallate e colpi da ogni direzione, c'era una fermata le persone dovevano scendere.
Nessuno chiese scusa e nessuno lo insultò, proseguirono.
"Dopo vent'anni, non gli è bastato, vent'anni del cazzo"
Eppure suo zio.
Era meglio non pensarci e affrontare la realtà, quelli erano altri tempi ora col governo che si era instaurato era praticamente impossibile, soprattutto per un uomo in salute come lui.
Fissò una donna.
Sui quaranta, magrissima, di un biondo opaco, gli occhi scavati dall'occhiaie fissavano il vetro senza energia, accanto a lei un ragazzina di 11-12 anni aveva lo stesso sguardo, come se potesse essersi già tramandato.

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9 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 12/04/2015 18:23
    Ho letto solo la prima pagina...è piena di errori e refusi... mi chiedo, io ho postato un aforisma tre giorni fa e non lo pubblicano, lei pubblica due racconti per volta e non si degna nemmeno di rileggerli... ma che sito è mai questo?
    Inoltre mi dispiace assai dirglielo, ma al di là degli errori a lei manca proprio la propensione narrativa... immagino sia un giovane inesperto, nel qual caso le do un consiglio: legga, legga e ancora legga, autori bravi, non quelli come lei, ed impari. Un saluto.

9 commenti:

  • gianmarco barnabei il 19/04/2015 13:35
    L email è gianmarco. barnabei@libero. it
    Saluti
  • Anonimo il 15/04/2015 07:11
    gianmarco, sbaglio o l'indirizzo mail è impreciso?... ti è arrivata la mia mail? se vuoi mandamela sui messaggi, in privato... un saluto.
  • Anonimo il 14/04/2015 18:58
    Bene... lo farò immediatamente... un saluto.
  • gianmarco barnabei il 14/04/2015 15:08
    Mi invii il racconto gianmarco. barnabei@libero. it
  • Anonimo il 13/04/2015 18:53
    Adesso capisco... lei signor barnabei crede di essere su un sito dove nessuno può essere bravo e quindi si permette questi ragionamenti ed inoltre ammette di aver postato così alla buona, senza nemmeno rileggere.
    regola numero uno per uno scrittore. rileggere almeno 10 volte prima di pubblicare... poi ce ne sono altre, se le interessa allora posso anche spiegargliele.
    bene... se mi manda la sua mail le mando un mio racconto premiato... così si convince che su un sito qualsiasi si può trovare qualcuno che sa scrivere e da cui si può imparare... e comunque io mi chiamo Duliamo, e qui non ho ancora pubblicato racconti... la redazione è di una lentezza fuori norma.
  • gianmarco barnabei il 13/04/2015 16:30
    Avete ragione sul fatto che non abbia riletto il racconto ed è vero che sono un giovane inesperto lei Zuliani è sicuramente uno scrittore straordinario visto che pubblica racconti qui...
  • Anonimo il 12/04/2015 21:06
    Il commento delle 21, 04 è mio. Sono Stanislao Mounlisky
  • Anonimo il 12/04/2015 21:06
    Il commento delle 21, 04 è mio. Sono Stanislao Mounlisky
  • Anonimo il 12/04/2015 21:04
    Ho letto per intero il racconto e a me non è dispiaciuto, è un genere surreale con note tragicomiche finali di tutto rispetto.
    Noto anch'io gli errori e i refusi nei testi pubblicati: ciò mi infastidisce e ho incominciato da un po' a segnalarlo anche se a farlo si passa per antipatici e presuntuosi. Secondo me i problemi derivano, in larga misura, dal fatto che gli autori non rileggono con attenzione i testi prima di pubblicarli.
    Qui di errori e refusi ce ne sono parecchi ma ciò che mi ha colpito di più è l'uso degli accenti: mancano quasi sempre dove servono e ci sono dove non servono...

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