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Sogno di un passato lontano

"Ma nonna non posso portarti fuori!"
"Ti prego tesoro, è il mio ultimo desiderio, portami via da qui, poi mi riaccompagni stasera, promesso"

È così che si trovano a vagare per un boschetto verde e rigoglioso, con la carrozzina per nonna Tina e un piccolo badilino pieghevole legato dietro lo schienale.
Solo ora Janine si rendeva conto di quanto quel luogo fosse magico in tutte quelle sfaccettature di vita (e morte). Il verde era prepotente attorno al sentiero sterrato dove la sedia a rotelle aveva qualche difficoltà a proseguire dritta senza tremare ogni secondo per sassolini o i piccoli rametti caduti dalle piante che coprivano anche le loro teste.
Tina in quella piccola parte di mondo si sentiva a casa, era libera, libera di piangere, di ricordare e rilassarsi.
Procedeva lungo il sentiero sterrato, tutto attorno a lei era verde e rigoglioso, tutto era vivo e i pochi raggi di sole che raggiungevano il sottobosco conferivano a tutto un'aria quasi fatata.
E ricordava, ricordava di quell'amicizia troppo forte per essere dimenticata, quel bene così forte che non avrebbe mai potuto scordare nemmeno col passare di 60 anni esatti quel giorno. Sessant'anni senza lei, una vita senza la sua migliore amica, 21, 900 giorni dove il suo angelo l'aveva guardata da lassù.
Janine la accompagnò in un punto esatto sulla destra della stradina e inizio a scavare col piccolo badile in un punto sotto una roccia ricoperta interamente di muschio. Dissotterrò una valigetta marrone in pelle e la porse alla nonna poi la guardò negli occhi mentre i suoi si riempivano di lacrime. Le diede un bacio sulla fronte e si allontanò ripercorrendo la strada dell'andata.

Tina spinse la sedia a rotelle poco più avanti e poi chiuse gli occhi e i ricordi tornarono a ravvivarle la mente.

Correvano, correvano veloci, quasi come il vento che scompigliava i loro capelli mori e biondi mentre i loro occhi ammiravano tutto attorno a loro e i loro due giovani cuori, senza che se ne accorgessero, ringraziavano per quei momenti.
Saltavano, scherzavano e cantavano più forte che potevano sotto un sole fiero di splendere in quello che si sarebbe trasformato nella volta celeste più blu e stellata di sempre quella notte.
Quel giorno risero così tanto che venne loro un mal di addominali incredibile tanto da portarle a piangere per le battute stupide e ridicole della donna che ora ricorda dolorosamente la sua risata così dolce e vera.
Le mancava tantissimo la sua voce, sentire anche solo un "ehi" le avrebbe riempito il cuore di gioia ma sapeva che da quando Lei non c'era più, il cielo aveva acquistato una stella che prima non c'era, e brillava, brillava così forte che le illuminava tutta la stanza di notte passando da quella piccola finestra sopra il suo letto.

Riaprì gli occhi e scorse la loro altalena, le corde erano tutte ricoperte di muschio e una di esse era rotta ma quel luogo nel tempo non aveva perso il suo splendore.
Si sedette per terra con la schiena poggiata al grande tronco lasciandosi cullare dal rumore delle foglie che fischiavano con la dolce arietta che si era appena sollevata.
Aprì la valigetta e dopo aver guardato le loro foto con le lacrime agli occhi prese un quadernino e andò subito all'ultima pagina dove vi era una margherita secca. Si ricordò dell'amica con quel fiorellino tra i capelli mossi che mettevano così in risalto i suoi occhi chiari e trasparenti come l'acqua di un ruscello.
Chiuse gli occhi e sentì la ragazza sempre più vicina, come se le avesse dato il permesso di mollare e di rilassarsi.
Passò poco tempo prima che si addormentò e dormì, dormì così tanto che solo il cielo sapeva dire quanto il suo viso fosse candido e beato lassù in cielo quando ritrovò il suo angelo.

 

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1 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Michele Sperduto il 19/04/2015 23:42
    Un racconto emozionante e anche se letto con cura è anche del tutto strappalacrime, brava Giulia riguarda l'ultima parte per un ulteriore modifica, comunque brava

1 commenti:

  • Ellebi il 14/04/2015 13:18
    Si percepisce l'emozione in questo racconto ed è appunto la sua virtù, mi permetto di dire che lo rivedrei nell'ultima parte. Un saluto.

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