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Fiore di Loto

Marco Antonio avvertì il cuore palpitante della regina fremere sotto le lenzuola di lino candido.
Avrebbe dato qualunque cosa per possederla di nuovo, steso sulla stuoia regale.
Ma le sue gambe conserte gli vietavano l'accesso a quel mondo così divino e desiderabile.
-Mi stai fissando- mormorò ad un tratto la regina, socchiudendo gli occhi.
L'uomo scosse la testa -No, mia signora-.
La donna si tirò su, e il lenzuolo le scivolò dal corpo, rivelando i capezzoli turgidi.
Marco Antonio li guardò ammaliato e attonito finché la regina non se ne accorse e rise di piacere.
L'uomo avvampò e nascose il viso nella stuoia.
-Non devi vergognarti se brami il mio corpo- le parole della regina lo lasciarono interdetto.
Sollevò lo sguardo e incontrò il suo.
Era così intenso, così dolce.
L'uomo annuì -Sai che ti desidero-
Avvicinò le mani alla sua schiena inarcata, pronto a riprenderla, ma lei si spostò.
Scivolò via, strappando il lenzuolo dal corpo del generale.
-Ma non posso vendermi come una prostituta che bazzica le rive del Nilo, o una donna di taverna; sono una regina!- la donna si lisciò il lenzuolo sul seno.
Marco Antonio scosse la testa e si alzò.
Il suo corpo nudo e muscoloso, imperlato di sudore, risplendette alla luce del sole appena sorto.
Era un bell'uomo; forte e vigoroso; nel fiore degli anni.
-Non mi posso neanche più fidare di te, Antonio!- la voce della regina tradiva una nota di amarezza -Hai tradito la mia fiducia di regina e di donna-
L'uomo abbassò la testa; sapeva a cosa alludeva la regina e se ne vergognava.
Le aveva giurato amore e fedeltà, inebriato dall'odore del suo corpo che come un fiore di loto, lo mandava in estasi.
Ma quando era tornato in patria si era sposato con un'altra donna, costretto dalla mirabile posizione di lei.
La regina lo era venuta a sapere e non l'aveva perdonato.
-Hai ragione, amore mio- disse l'uomo con voce flebile -Ma che cosa vuoi da me?-
Gli occhi della donna brillarono di una strana luce, le sue labbra si mossero repentinamente ma le parole si udirono forti e chiare -Il divorzio!-
L'uomo sbatté le palpebre, confuso e attonito
-Sai che non posso ... - sussurrò.
-E allora non mi avrai!- il tono della regina non ammetteva altre opzioni, e infatti si avvolse ancora più stretta nel lenzuolo.
-Ti prego - la implorò Marco Antonio.
Ma la regina scosse la testa, l'espressione indurita dal rifiuto -Non mi pregare, ingrato! Ti ho offerto il mio corpo per consolarti, ma sono stata trattata come una puttana qualsiasi! Sono stufa del tuo atteggiamento e il mio comportamento non si addice a una donna della mia stirpe! - disse, poi si accarezzò i nastri d'oro tra i capelli corvini.

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2 commenti:

  • Stanislao Mounlisky il 30/04/2015 20:42
    Una donna affascinante e potente... un connubio nefasto... povero Antonio!
  • Ellebi il 14/04/2015 13:08
    Ben raccontata questa favola d'amore romantico sempre di attualità. Un saluto

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