accedi   |   crea nuovo account

La realtà onirica di un etilista

Quella sera l'orologio era più lontano del solito dal negozio di ferramenta e il giardiniere assunto pochi giorni prima non sarebbe certo riuscito a scorgere l'ombra del campanile senza che suo zio se ne accorgesse. Come ogni giorno, infatti, le ore diurne aumentavano anziché diminuire e questo non era di alcun aiuto a chi aveva quel tipo di necessità, presto anche la fontana al centro della pizza avrebbe rispecchiato ciò che tutti si aspettavano e che allo stesso tempo temevano. Stava finendo di riporre disordinatamente gli attrezzi all'interno dell'ampia radura sul retro della vecchia stazione quando vide il parroco avvicinarsi con passo impetuoso scivolando sulla coltre di sabbia. Ebbe un sussulto quando anche il resto degli spettatori accorsi per l'evento si voltarono ad osservarlo e fu in quel momento che riuscì a scorgere qualcosa di strano, qualcosa che lo turbò profondamente. Le particelle di pulviscolo che rimanevano in sospensione stavano infatti per ricoprire quasi completamente sia la lattuga che le lussureggianti erbe spontanee che penzolavano dalla cornice. Ed invece, come se nulla fosse accaduto, il vento smise improvvisamente di soffiare, e un piccolo stormo di cardellini andò a posarsi delicatamente proprio lì, sul bordo di mattoni, non riuscendo ad evitarne il crollo.
Quasi tutti rimasero completamente indifferenti al cumulo di macerie che adesso occupava nella sua interezza il greto del fiume, ciò che stava accadendo nei pressi della panchina su cui sedeva il parroco non lasciava adito a dubbi. Eppure, anche se la catasta di legna sotto il balcone appariva perfettamente ordinata, il selciato sembrava la raffigurazione di un arabesco che volesse indicare una via, un percorso da seguire. Decise comunque di continuare a cercare di determinare quale nuvola all'orizzonte fosse più grande, anche perché era ovvio che capire in anticipo le intenzioni di chi aveva accanto fosse troppo rischioso.
Poi, quando anche l'ultima falce di sole andò a morire dietro i pali della staccionata, tutto scomparve, ed io finalmente riaprii gli occhi e vidi che era di nuovo giorno.
Fu allora che me ne resi definitivamente conto: dovevo assolutamente smetterla di cenare con vino e sambuca.

 

0
0 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

0 commenti:


Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0