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Cronaca di un'Ossessione

Quando sono arrivato in via Grande, Clara stava camminando verso la fermata, ma quasi in preda al panico, sono andato oltre, dalla parte opposta, senza fermarmi, dritto per tornare a casa.

Ero sulla corsia opposta a quella del suo bus e non so se mi abbia visto, ma questo ha poca importanza. Mi sono trovato oltre la fermata quasi senza volerlo, il motorino andava da solo io ero sopra ma la strada non la vedevo e in uno stato d'ipnosi stavo andando tranquillamente a casa senza fermarmi, dopo che avevo calcolato i tempi per quell'incontro "casuale".
La cosa stana, poi, è avvenuta a casa.
Sapevo che non avrei resistito a rimanerci e, arrivato, non mi sono fermato girando il motorino, tornato sotto controllo, e, facendo il percorso inverso verso la città ma senza andare alla fermata.

Sono passato per le vie parallele, di lato, tornando verso il capolinea dove era ancora fermo il bus. Quando è partito, l'ho seguito da lontano vedendo entrare la sua "bellezza acerba" sul bus alla fermata subito dopo; si è messa in piedi agguantandosi alla maniglia sul retro, con quell'aria distratta di "bionda senza averne l'aria."
Ho superato allora il bus ed ho proseguito verso il porto, in fondo via Grande.

Tutto questo succedeva in meno di mezzora in un susseguirsi di cose assurde, una cazzata dietro l'altra, dentro una nausea dietro la precedente che si susseguiva in una confusione mentale totale, quasi un incubo senza uscita.
Il motorino era appena sufficiente a tenermi attaccato alla realtà, di poco, perché andava quasi da solo: una sensazione di paura mista a volontà di vicinanza; ma come, ero andato apposta calcolando i tempi per l'incontro casuale e poi facevo l'opposto.
Mi sono fatto un po' schifo e spero non mi abbia visto perché avere il pubblico, a uno spettacolo del genere, sarebbe stato troppo triste.

Sono arrivato sfinito a casa, svuotato di ogni energia con un pesante fastidio per come mi ero comportato.

Anche, però, in un certo modo sollevato per averla vista.

 

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7 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 27/04/2015 12:10
    bel racconto... prende il lettore che si ritrova a fare il tifo per il motorino e il suo conducente. una chicca la frase: con quell'aria distratta di "bionda senza averne l'aria."
    Un saluto

7 commenti:

  • Anonimo il 27/04/2015 20:57
    Ultima spiegazione, il nome Clara è un omaggio a Clara Calamai interprete di"Ossessione" film di Visconti che diede l'inizio al cinema neorealista in Italia.
  • Glauco Ballantini il 27/04/2015 19:56
    Per Stanislao: un appunto su un vecchio diario trasformato in un racconto veloce, come si dice del vino giovane, di pronta "beva". Ma non artefatto!
  • Glauco Ballantini il 27/04/2015 19:54
    Bhe sono raccomandato... ahahahah. Devo dire che la frase che le (devo passare al lei)piaciuta è tratta da un testo di Guccini
    "Belle di una sua bellezza acerba/bionda senza averne l'aria/quasi triste come i fiori e l'erba/ di scarpata ferroviaria" Autogrill.
  • Stanislao Mounlisky il 27/04/2015 18:50
    Fresco sapore di gioventù... complimenti
  • Anonimo il 27/04/2015 15:56
    Glauco, ma allora lei è raccomandato... non sarà per caso della famosa famiglia dei ballantini?... eheheheh... amicizie altolocate, eh... io aspetto giorni, a volte, poi tutto d'un botto mi pubblicano tutto insieme. saluti.
  • Glauco Ballantini il 27/04/2015 14:49
    @ Duliamo dopo pochi minuti...
  • Anonimo il 27/04/2015 12:11
    ah, dimenticavo: quando ha spedito questo racconto?... quanti giorni fa, intendo?

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