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Qualcosa Che Non Viene Trattenuto

Camminava da quasi un'ora ormai, in una notte buia e quasi tempestosa. Faceva un freddo cane, con un vento teso e gelido che le sferzava il volto al punto che sembrava volesse spaccarlo, e che le faceva battere i denti con tanta violenza che aveva paura andassero in frantumi da un momento all'altro. Per fortuna aveva una giacca a vento che le permetteva di riparare almeno le mani nelle calde tasche. Non aveva incontrato nemmeno un'auto, né in un senso né nell'altro, camminava da quasi un'ora e l'unico essere vivente nel quale si era imbattuta era un non meglio identificato animale a quattro zampe, che all'improvviso le aveva attraversato la strada circa quindici minuti prima procurandole non poca strizza. Si erano guardati negli occhi alcuni istanti, poi l'animale aveva fatto un giro su se stesso ed era sparito, lasciando in sospeso la domanda su chi fosse l'indigeno e chi l'invasore, chi la potenziale vittima e chi l'ipotetico carnefice.
Una folata di vento particolarmente freddo le fece svolazzare la chioma bionda e lacrimare gli occhi azzurri, come reazione naturale si strinse il bavero della giacca attorno al collo e sprofondò il più possibile le mani rattrappite nelle tasche. Più di una persona di sua conoscenza avrebbe avuto qualcosa da ridire a vederla camminare da sola in una notte simile, specialmente con quello che stava succedendo in quella zona. Ma era successo, e lei non aveva nessuna colpa.
Guardò in alto; il cielo era stranamente limpido, nonostante il mercurio della colonnina che indicava la temperatura doveva aver preso stabilmente posizione ben al di sotto dello zero. La luna era piena e luminosa, un tempo da lupi. Ricordò di come da bambina non riuscisse a capire come a volte potesse fare così freddo con il sole, o comunque quando non c'erano nubi nel cielo. A quell'età era normale fare l'associazione freddo-cielo nuvoloso. Fino a quando qualcuno non le spiegò che proprio l'assenza di nuvole impediva che il calore del sole si accumulasse fra la superficie terrestre e l'atmosfera qualcosa che non viene trattenuto e si perde, non permettendo quello che in seguito sarebbe stato tristemente famoso come "effetto serra". Era passato del tempo dal giorno in cui ricevette quella spiegazione, e ne erano successe di cose da allora: da bambina era diventata ragazza e da ragazza era diventata donna. In più di un'occasione aveva avuto l'impressione che la vita le stesse scivolando addosso. Ma lei non era certo il tipo da perdersi d'animo e da compiangersi.
Anche in quella situazione pensò che ben poche sarebbero dove ora si trovava lei, specie con quella banda di pazzi scatenati che sembrava all'opera nella zona. Tornò a guardare la luna piena splendente nel cielo. Abbozzò un sorriso quando pensò ai film sui lupi mannari; la sua sembrava proprio una situazione classica di uno di quei film: una ragazza sola ed indifesa, una notte buia, fredda e deserta, il primo essere vivente rappresentante della razza dominante sul pianeta poteva essere a chilometri di distanza, ed in più, non ultima, la probabile presenza di non uno, ma di un'intera banda di pazzi criminali assetati di sangue. E non solo in senso figurato.
Già perché, nonostante la presenza della luna piena alta nel cielo che avrebbe potuto farlo pensare, non era dei lupi mannari che ci si sarebbe dovuti preoccupare se si fosse avuta la sventura di passare in quella zona. Non dei lupi mannari, ma dei vampiri. O meglio, visto che per una comune opinione generalmente condivisa i vampiri non esistono, di una banda di pazzi maniaci convinti, magari in buona fede, di essere diretti discendenti del conte più famoso del cinema dell'orrore. Sapete di che genere di persone si tratta, no? Di quei fanatici che si fanno limare i canini, che dormono nelle bare e non escono mai con la luce del sole, questo genere di cose. Di solito queste persone non fanno male a nessuno, si limitano ad una condotta di vita non molto ortodossa ma non fanno seguire i fatti alla loro secolare sete di sangue. Al massimo uccidono qualche piccolo animale per berne il sangue, oppure si feriscono a vicenda a si succhiano le vene tra loro, e così alla fine la loro presunta immortalità viene spazzata via da qualche malattia infettiva. Altre volte la loro ossessione ha radici più profonde, più organiche; magari si tratta di emofiliaci, o di persone affette da una particolare e patologica ipersensibilità alla luce del giorno. Niente di non spiegabile scientificamente, ma queste persone si convincono di essere delle vere e proprie creature della notte, e si comportano di conseguenza.

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  • Anonimo il 27/04/2015 17:14
    Nero, ho letto la prima pagina, non mi ero accorto... questo passo non mi convince: Già perché, nonostante la presenza della luna piena alta nel cielo che avrebbe potuto farlo pensare... toglie ritmo, per non dire che è sbagliato... molto meglio:
    Già, perché, nonostante la presenza della luna piena alta nel cielo che avrebbe potuto farlo pensare etc... questione di gusti. Ora che faccio?... mi prenderò del tempo... mannaggia a te... ma quanti mesi per pubblicarti tutta sta roba, se non sono indiscreto?... se me lo dici continuo a leggere. saluti

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