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Il progetto - stralcio dal libro edito di Dorella Dignola

...

Ubaldo la vedeva venirgli incontro verso la stazione, con il volto ilare; si sentiva emozionato come quel giorno in cui era andato da lei dopo le cattiverie di suo padre. L'abbracciò con forza e le disse:

"Non riuscivo a stare a Roma senza di te; Certo non ho fatto una bella figura, ho appena iniziato il mio lavoro... ma, credimi Violante, forse sono diventato più fragile in questo periodo ma non ce l'ho fatta ad aspettare che tornassi, Volevo vederti, avevo bisogno di vederti ed eccomi qua."

Sul volto di Violante il sorriso era scomparso; le parole di Ubaldo le erano suonate nuove eppure quante volte gliele aveva sentite dire; non se ne era mai preoccupata, erano le ovvie parole di una persona amatissima e che aveva condiviso la sua vita da sempre.

Gli fece un sorriso e si volse verso Gianluca che l'aveva seguita d'appresso: "Ecco Ubaldo, questo è Gianluca, il figlio dei cugini di mio padre."

Il giovane rimise i piedi per terra e guardò Gianluca come fosse stato sorpreso a rubare la marmellata. Scusami, sapevo che saresti venuto a prendermi anche tu ma, non avendoti mai visto ho trascurato di chiedere a Violante di te. Sono lieto di conoscerti e ti prego di accettare il mio grazie anticipato per l'ospitalità."

Gianluca non aveva pensato a questa ovvia conseguenza della visita dell'amico di Violante ma era riuscito ugualmente a fare buon viso al giovane sebbene, dopo averlo guardato, si sentì pungere nel mezzo del petto, poiché Ubaldo era molto bello.

"Andiamo, la macchina non è lontana e i miei genitori sapevano che eri in arrivo"

Erano saliti sulla vettura e Violante aveva preso posto accanto a Gianluca ma, durante la guida, aveva spiegato ad Ubaldo la città come gliel'aveva mostrata Marcello.

Aveva parlato per lui, solo per lui; aveva voluto sapere tutto quello che aveva fatto a Roma in sua assenza ed aveva continuato ad interessarsi ed a farsi ridire le mille nuove vicende della sua vita, che Violante conosceva interamente ma che intendeva far sentire a Gianluca, come fosse l'inizio di un virtuale programma in cui Gianluca avrebbe dovuto fare i conti anche con la presenza di Ubaldo e di Rocco.

Gianluca risentì la puntura nel petto: "Ma quanto lo conosce, come è intimo il loro parlare! Io però non ho neppure un'amica cosi vicina alla mia vita; ma che sciocco che sono, dimentico che loro si conoscono fin da quando erano bambini ed è logico che sappiano tutto l'uno dell'altro; parlerò con Violante anche di questo", pensò.

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 03/05/2015 06:45
    PIACEVOLE LEGGERE I TUOI COSTRUTTI E RITROVARSI IN UN CAMMINO DI EMOZIONI DILIGENTEMENTE LASCIATE... LIETA DOMENICA

1 commenti:

  • Verbena il 03/05/2015 08:23
    TI RICORDO CARO ROCCO CHE QUESTE SONO PAGINE DI UN ROMANZO E, COME CREDO TU SAPPIA, IL ROMANZO MASCE DALLA ATTIVITA' CREATIVA DELLO SCRITTORE E CHE DIFFICILMENTE CONTIENE ESPERIENZE DI VITA. PUO' ESSERE AL MASSIMO IL RACCONTO PARZIALE DI AVVENIMENTI CONOSCIUTI E VISSUTI DA ALTRE PERSONE, IN ALTRI LUOGHI CHE NULLA HANNO A CHE VEDERE CON LA VITA DI CHI SCRIVE.

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