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una storia

Avevo molto caldo quel pomeriggio di fine luglio, la camicia si attaccava alla pelle, i pantaloni erano quasi bagnati, l’odore forte del sudore si mescolava al profumo del bosco che faceva filtrare caldi raggi di sole, ero in piedi vicino alla vecchia auto e lei era davanti a me, piccola minuta con i capelli ricci e ispidi, senza un velo di trucco, con i pantaloni larghi che non davano misura alle sue forme, il seno era piccolo ed era infilato in una piccola canottiera con disegnata la Tour Eiffel, era impaurita da me, dai miei movimenti sapienti ed atti a provocare in lei una reazione che tardava ad arrivare, abbassava sempre lo sguardo, non aveva il coraggio di guardarmi, sapeva che dietro il mio ansimare c’era qualcosa di bestiale che la spaventava ed eccitava nello stesso momento…Successe tutto in pochi minuti, dopo di che lei, corse a casa sua a lavarsi per togliersi l’odore del sesso, mentre io dopo aver bevuto un whisky al bar mi diressi a forte velocità verso la mia  casa con quella vecchia macchina.
Lei mi stava aspettando nella cucina bianca, distrattamente si accorse del mio “stato”, evitai di avvicinarla ma il suo sguardo inquisitore mi seguì fino al bagno, io riuscì a chiudermi dentro mentre lei riparlava di una cena con alcuni amici da fare il sabato successivo, io dissi che me ne sarei occupato mentre ero indaffarato a togliermi l’erba che mi si era appiccicata addosso, i resti del bosco tra i capelli.
Quando uscii la baciai dolcemente e le sue labbra carnose e profumate mi avevano riportato alla realtà, parlai della cena del sabato sera, per una decina di minuti allontanai il ricordo di quel pomeriggio, quasi per provocarne la scomparsa, come se nulla fosse avvenuto, come se quella piccola ragazza appartenesse a miei incubi etilici, invece no, il suo sguardo triste di chi aveva sofferto mi travolse con una forza devastante, il suo piccolo sorriso nella bocca stretta dalla vergogna mi trafisse il cuore, in quel momento tutta la mia tranquilla vita fu sconvolta da qualcosa che ancora oggi non mi so spiegare.

Oggi quella piccola donna è diventata grande, decisa, si veste di blu, guarda senza spavento i suoi nuovi amori, sceglie di combattere, sceglie di troncare quella relazione che secondo lei non aveva più motivo di esistere ed io… io sono qua più vecchio di 12 anni a guardare il vuoto della mia stanza, il silenzio della solitudine, la morte dei progetti di vita comune, sono a qua a guardare il mio fallimento, l’albero stanco della mia salute,  sempre con la porta aperta nella speranza che quella giovane donna minuta riappaia vicino alla mia mano tremante, ma,  non sarà così,  io camminerò solo per i piccoli paesi, pregherò solo nelle vecchie chiese, guarderò il cielo cercando una risposta alla mia domanda…. quel giorno nel bosco chi c’era con me?
Non può essere la stessa donna che adesso mente tra le lacrime che si inventa una vita da un momento all’altro, non posso credere che la stessa donna che mi aveva giurato eterno amore e fedeltà adesso sia tra le braccia di un altro, non voglio crederlo …. voglio sperare di non aver vissuto questa storia dal brutto finale, voglio sognare che sia solo una recita ben riuscita ed organizzata per chiudermi in un angolo,
non sei mai esistita, me ne accorgo ora con i tuoi eterni silenzi che accompagnano le mie giornate.

                   
                                    Con rabbia

 

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3 commenti:

  • Anonimo il 04/08/2010 16:48
    io credo che tu... sia un po confuso
    ma non lo sai!
    mi dispiace..
  • Andrea Exiohouse il 06/05/2007 15:06
    Grazie Kx volevo chiederti, che musica faresti suonare alla mia storia in sottofondo.. grazie ciao
  • Anonimo il 05/05/2007 12:14
    Una lettera, un ricordo, un pensiero... l'amore è ciò di cui l'uomo ha bisogno. Molti non hanno il coraggio di crederci e di abbandonarsi nel suo fluire.
    Io credo nell'amore e spero per il tuo cuore.

    Mi è arrivata diretta al cuore... la tua rabbia, il tuo amore!

    A nuove letture

    KX

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