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All'improvviso capisco

È ancora gennaio, le mattine sono insopportabilmente umide. Piove da giorni. La pioggia mi rende triste, anche oggi avverto quel no so che d'inquietudine tipico di certe mattine piovose; ho dormito poco, un sonno frammisto ad immagini strane, da incubo.. angoscianti e non facilmente descrivibili, che mi perseguitano da anni. Quello che ad occhi aperti ricordo è sempre quell'ombra che avanza al buio, con passi felpati e si avvicina al mio letto.. al risveglio una sensazione di disagio e paura. Sempre la stessa ombra, sempre la stessa sensazione di disagio. "Chissà che significato può avere!"- penso- mentre assaporo un caldo e fragrante caffè. Ho la mente confusa e mentre i pensieri si accavallano mi viene da rimuginare : " Mi pare d'aver vissuto veramente quell'incubo! e se l'incubo rappresentasse qualcosa che ho rimosso? no basta! non voglio far parte di quelle persone che vogliono dare sempre un significato ai sogni, per capire se e cosa si cela nel nostro io profondo.."
Intanto la pioggia è insistente, batte sui tetti e con un lento ticchettio bussa sui vetri inumidendoli, come lacrime sugli occhi. Piove da ore.. sembra che il mare abbia deciso di uscire dai suoi angusti confini e le acque, sfuggendo all'alta marea, si siano avventurate ad invadere i campi fino alla periferia della piccola cittadina sulla costa. I viottoli sono ormai colmi di fango e anche i gatti si sono rintanati, in attesa di riprendere la caccia. I comignoli s'allungano nel loro nero fumo mattutino, che s'insinua nella nebbia ancora fitta. Pare d'essere sospesi nel cielo, sopra le nuvole e, mentre l'alba ormai svanisce, s'odono i primi rumori del giorno che nasce. Motori accesi che stentano a partire, il primo vociare delle persone, i primi pedoni che si urtano nella scarsa visibilità, qualcuno che scivola.. rimproveri contro colui che, passando in macchina, lancia schizzi sul capotto del primo malcapitato che si reca al lavoro.. La nebbia mi disorienta, è come trovarsi ciechi all'improvviso.. anche se il baluginio delle luci, in diversi punti delle strade, appaiono come i raggi del sole dentro una teca di vetro. "Anche la paura mi disorienta. . la paura fa quest'effetto.. credo che almeno una volta nella vita ogni uomo abbia avuto un attimo di paura. . molta o poca, cosa importa! è una situazione che ti dà il significato dell'impotenza e che spiega la fragilità degli esseri viventi.. "Ma che pensieri cupi occupano la mia mente stamane! " penso.. Tento di scrollarmeli di dosso perché m'attende una giornata di lavoro intenso e non posso arrivare in ritardo al mio negozietto. Mi conforto pensando in positivo: "Ho dormito poco.. con il solito mal di pancia e gli incubi, ma sono giovane e ho tutto il tempo di recuperare le energie!" Esco di casa che ancora piove..
M'incammino a piedi, perché il negozio non è molto distante dalla mia abitazione e ho anche il tempo di comprare il terzo opuscolo dell'inglese per tutti, eh si! una sorta di corso a puntate per principianti. Improvvisamente il mio sguardo si posa sul titolo di un giornale scritto a caratteri cubitali : "Ettore Collina è morto in carcere.. il mostro era stato condannato all'ergastolo.. "È troppo tardi per leggere l'articolo!" penso tra me e me."Che strano! il mostro ha il mio stesso cognome.. eppure mio padre era figlio unico. Potrebbe essere un lontano parente.. pietà per lui! speriamo si sia pentito!" Rifletto mentre apro la porta del negozio. Giovanna, la sarta rumena che ha l'atelier vicino al mio negozio, mi saluta con un sorriso, come al solito: "Ciao Silvia!" Si sente che è straniera.. io invece sono nata in questa cittadina e anche i miei genitori e i miei nonni. Il nonno era morto quando ero piccola, non ricordo niente di lui infatti non mi è mai mancato. . La nonna, invece, è ormai morta da qualche anno, ma la ricordo premurosa e dolcissima anche se i suoi occhi avevano un velo di malinconia. Ricordo le corse in bici , le passeggiate nel bosco assieme a lei e il suo viso che, in quei momenti, si trasformava, quasi che la natura tutto intorno l'avvolgesse di un'aura nuova. In negozio quel giorno ebbi un gran daffare, ma non mi sfuggirono i discorsi appena accennati delle mie clienti e le parole aspre e dure nei confronti di quel mostro, che aveva infangato la reputazione della nostra città. Trovai strano che alcune clienti alle mie domande rispondessero in modo evasivo. Eppure quando c'era un argomento particolare su cui parlare, si buttavano come mosche al miele. La morte di quel vecchio mi aveva scosso, il pensiero era sempre rivolto a lui e si associava al ricordo di mia nonna; eh si! mia nonna! Di lei mi venne in mente la leggera ironia delle sue sopracciglia e spesso la fissità delle sue pupille sfolgoranti. I suoi occhi che sapevano di troppo.. capaci di parlare, di guardare, sentire, ma nello stesso tempo di essere percepiti come portatori di qualcosa d'indecifrabile.. perché ora questa immagine mi sovviene nella sua interezza. Nei suoi occhi vedevo a volte il dolore. O forse paura! nessuno mi aveva mai detto che la paura è simile al dolore. . La rivedo con il suo soprabito lungo, i guanti in mano e gli occhi tristi. Ho in casa un suo ritratto, una foto che la ritrae giovane e serena, diversa dalla donna dagli occhi tristi, rassegnati e malinconici. Da adolescente mi capitava ogni tanto di chiedere notizie di mio nonno e sia lei, sia mia madre, mi parlavano di una malattia che lo aveva colpito quando io avevo circa cinque anni. È difficile mettere in dubbio ciò che ti viene raccontato durante la tua fanciullezza. È anche facile che nella fantasia dei bambini tutto poi diventi vago. A ripensarci nessuno parlava di lui e chi poteva evitava il discorso. È allora che mi venne in mente un ricordo perduto dell'infanzia, cose minime sfuocate.. scene insignificanti che ritornano confuse.. fugaci come cantilene! una figura maschile senza volto che si china su di me. . poi un forte odore di cloro. Odo dei passi che si avvicinano, una cliente che mi viene incontro e mi chiede: " Non chiudi per lutto? in fondo.. era tuo nonno..!!"È bastato un attimo.

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7 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • Anonimo il 25/06/2015 16:48
    Eh sì, concordo con tutti i commenti, ciascuno degli autori che ti ha commentato ha visto quaolcosa di buono. In più io devo dire che anche in questo racconto di fantasia, drammatico direi o quanto meno realista, hai conservato la tua tipica narrazione pulita, precisa, scorrevole, con una punteggiatura consona e perfetta per i tempi e i modi, un modo di scrivere che aiuta il lettore e lo culla con la dolcezza della linearità di pensiero e di esposizione.
    beh, il contrasto che nota Vincent c'è, molto curata la prima parte, fulminante il finale... ma per questo racconto forse era giusto così. Brava brava, chissà come mi era sfuggita questa nostra brava scrittrice sarda... eheheheh... grave colpa la mia ( intendo come Colosio, duliamo è un imberbe autore di PR)
    Kalispera... e kalinicta, tu non ne hai di questi problemi di ansie notturne... o no? se li hai ti insegno il metodo... ti mando alcuni miei rebus da risolvere... ahahahah
  • frivolous b. il 22/06/2015 09:25
    davvero avvincente nella sua drammaticità... sei un'autrice davvero di talento, brava!
  • vincent corbo il 22/06/2015 06:34
    Scrivi molto bene e la prima parte mi ha catturato, incuriosito. Le descrizioni sono accurate, le atmosfere avvolgenti ma il taglio finale è stato troppo affrettato, nel senso che si ha la sensazione che manchi qualcosa. Voglio dire, troppo bello e descrittivo nella prima parte, troppo veloce e definitivo nella seconda. Comunque, hai il taglio della scrittrice.

7 commenti:

  • Anonimo il 25/06/2015 17:01
    Me l'ero perso questo racconto che lascia il lettore col fiato sospeso. La tua bravura, cara Antonina, nella descrizione dei particolari e nella caratterizzazione dei personaggi, con le loro paure, i ricordi, gli incubi notturni... tu sei tagliata per divenire una brava sceneggiatrice del cinema.
  • antonina il 23/06/2015 08:23
    Grazie Stan, l'argomento è bruciante, esiste.. bisogna trattarlo con estrema cautela.. ricordo questa frase, non so chi la pronunciò: "L'abuso ha spessissimo le chiavi di casa!". È una cosa sconvolgente!!
  • Stanislao Mounlisky il 23/06/2015 06:05
    Mi ha fatto venire in mente il film "La bestia nel cuore".
    L'argomento è bruciante. Brava, ciao. Stan
  • Vincenzo Capitanucci il 22/06/2015 08:15
    molto bello Antonino... finale corto... bello e improvviso come un fulmina a folgorare le nebbie della mente.. ...
  • vincent corbo il 22/06/2015 07:16
    Non devi modificare soltanto per le mie impressioni. Che il finale sia veloce non significa che sia brutto.
  • antonina il 22/06/2015 07:08
    devo anche dire che il racconto prosegue nella seconda pagina e ciò purtroppo rovina,.. spezza il finale.
  • antonina il 22/06/2015 07:00
    caro vincent, vedrò di modificare. poi aggiungerò la parte con una correzione;i suggerimenti sono sempre preziosi. In effetti ho voluto un finale veloce, lasciando al lettore il commento finale in base all'emozione suscitata. grazie.

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