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Amore senza tempo

Giornate di novembre umide, con quel cielo grigio sembravano tutte uguali, così le azioni quotidiane di Clea:impegni cadenzati da orari rigidi, poco tempo per sè, il pensiero sempre rivolto alle numerose incombenze da sbrigare.
In fretta dopo il lavoro:spesa, preparazione di un pasto veloce, pulizie domestiche ed altri piccoli impegni.
Ma lei non ne voleva più sapere!
Spesso si era detta che., dopo quelle giornate passate in ospedale, anzi quei mesi trascorsi a preoccuparsi della madre anziana malata, il pronto soccorso, i ricoveri sempre più frequenti, la sua vita, già poco interessante, era divenuta insostenibile per le responsabilità e gli imprevisti.
Voleva cambiare e quella porta attirò la sua attenzione, un giorno che percorreva una strada che conosceva già.
Entrò con passo silenzioso, vide qualcuno sbucare da un piccolo spogliatoio che dava sull'ingresso della scuola di danza. Era un insegnante vestito sportivamente:pantaloni arancioni, maglione a righe verdi blu arancioni.
Le accennò un rapido saluto, lei disse che le sarebbe piaciuto frequentare un corso di danza contemporanea, dopo tanti anni non le sembrava possibile, ma forse si poteva?
Lui ascoltò e la invitò ad entrare nella sala studio.
Comincia così una storia di faticose lezioni, difficili da comprendere nelle articolate sequenze dove a ritmi veloci si assommano movimenti mai provati.
Clea si impegna determinata a riuscire. La pervade un forte desiderio: concedersi di più. Comincia ad avvertire antiche sensazioni mentre riprende possesso del suo corpo. Perchè non tentare una lezione di classico?
E così una mattina bussa di nuovo a quella porta a vetri, chiusa a chiave dall'interno:
una figura maschile, pantaloncini e calzettoni di lana grigia le apre:
è sempre lui; è meravigliato, la guarda curioso.
Con tensione impacciata Clea dice: "Posso fare la sbarra con te?"
Lui risponde semplicemente sì.
Ed iniziano così le più emozionanti mattinate degli ultimi venti anni.
Quel corpo agile, scattante, quello sguardo incupito, la catturano, lentamente.
Le posizioni, nei momenti di riscaldamento, la attraggono;come è possibile fare una tale spaccata? In un uomo non l'aveva mai vista e poi i piedi : piccole frecce, scattano quasi prive di comando.
Comincia a parlare con lui, é scoraggiato e lei sente che qualcosa sta nascendo: un interesse mai provato per un uomo, forse bisogna tornare indietro di molti anni, al padre di suo figlio.
Ma quella era stata una passione repentina, poco tempo per pensare.
Ora invece in lei serpeggia una domanda, ma lui chi è? Cosa pensa?
"Come sei capitato in questo piccolo paese? In questo buco profondo?"

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1 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 26/06/2015 01:04
    Meravigliosamente pregevole... ne la sua scorrevolezza... ne lo tema trattato...

1 commenti:

  • Stanislao Mounlisky il 26/06/2015 08:17
    Chi mi conosce, in questo sito, sa che non amo l'inutile buonismo.
    Mi dispiace, ma devo dire che questo non è un racconto ma un abbozzo di racconto, per giunta presentato in forma alquanto sciatta in quanto a impaginazione.
    Che ti succede? È un momento "no"? Ho letto tuoi precedenti testi in prosa e sono tutti decisamente migliori di questo.
    Coraggio, riprendi l'idea e riscrivila in modo degno di te. Una ballerina può cadere ma, dopo rialzata, si eserciterà ancora e ancora e danzerà sempre meglio.
    Stan

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