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Kim e Borg - parte seconda

Kim a Roma aveva preventivato di andarci ma la possibilità di rivedere Raf costituiva, sicuramente, un ottimo motivo in più per farlo, e presto.
Dopo neppure una settimana dal loro incontro suonò, trepidante, all'indirizzo che aveva accuratamente appuntato. Per un attimo, quando la porta si aprì, ebbe la sensazione di essere tornata in patria. Un giovanotto alto, atletico, con biondissimi capelli lunghi fino alle spalle, la guardava incuriosito con occhi sorridenti di un azzurro profondo. In Nuova Zelanda ce ne sono a bizzeffe di tipi così, ma in Italia è decisamente più raro ed è per questo che a mio fratello Gabriele gli amici hanno affibbiato un soprannome, Borg, con cui ormai lo chiamiamo anche noi e che rimanda al periodo romantico del tennis, quello in cui le racchette erano pesanti e fatte di legno.
Raf non c'era, non era ancora rientrato dal suo viaggio in moto. Quando lo seppe, Kim si sentì cadere il mondo addosso. Era stanca, affamata, non aveva più un soldo: si mise a piangere, lì, nell'ingresso dove Borg l'aveva fatta accomodare. Mamma Franca, che tra le sue caratteristiche di maggiore spicco ha quella di raccattare qualunque randagio le capiti sotto mano, tanto che la nostra casa pullula di cani e gatti trovatelli, si fece in quattro per accoglierla e rincuorarla: "Figlia cara, non fare così! Su, su, puoi stare qui da noi in attesa di Raf! Chissà quando tornerà... quel figlio è un vagabondo! Vieni, vieni... ti piace la pasta? Te ne preparo un bel piatto! Intanto mangia la frutta: sei magra, figlia mia! Da quanto non mangi? Vieni! Fatti una bella doccia, ti ristorerà! Gabriele, non rimanere lì impalato! Mettile lo zaino nella cameretta!"
Borg, in effetti, dopo il primo moto di stupore, era rimasto imbambolato, senza riuscire a staccare gli occhi da Kim. Non era magra, era stupenda! Non era sporca e affamata, era... la ragazza dei suoi sogni!

(segue)

 

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4 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • antonina il 05/07/2015 20:03
    Bello Stan, daccene un po' di più... condivido ciò che ha detto Giacomo.. mi sembra di tornare indietro nel tempo. La mamma di Raf è simile alla mia, sempre disponibile e pronta con gli amici.. Solo una volta ebbe da ridire.. avevo conosciuto due giovani fidanzati francesi, in pulman, ma, quando entrammo in casa, mamma offrì loro una bibita ma non il pranzo.. in effetti erano vestiti come i figli dei fiori, zaino, chitarra. e capelli lunghi.. Io ero curiosa, avrei voluto approfondire la conoscenza... Mio fratello mi prese in giro per molto tempo..("alla signorina piacciono i figli dei fiori"- diceva ridendo.. venite! venite! la casa è per tutti..)

4 commenti:

  • Marysol il 08/07/2015 19:33
    Mi piace questo racconto, le storie inaspettate sono la realtà della vita. Ben scritto e godibile. Si mangia con gli occhi...
    Trovo molto ben proporzionata la brevità dei capitoli, non stanca leggerlo, merito anche del tuo stile scorrevole.
    Ambientato a Roma poi, la mia città... cosa chiedere di più...
  • vincent corbo il 08/07/2015 16:04
    Il racconto è interessante e scritto bene ma troppo brevi queste puntate, ora vado a leggere la terza.
  • Stanislao Mounlisky il 06/07/2015 07:46
    Grazie, ragazzi, per il vostro apprezzamento! Ho postato la terza parte! Presento il racconto con il contagocce perchè, pur avendo in testa la storia per intero, scrivo un pezzo alla volta, quando ho tempo, e in questo momento ne ho pochissimo. Ciao! Stan
  • Anonimo il 05/07/2015 19:43
    Bello Stan... cavoli, ma col contagocce'... ci vuoi far morire di curiosità?... dai, posta subito il seguito... bravo, bel racconto, sembra la sceneggiatura di un film, ma così è la vita, un film... kalispera.

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