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Diario di un mediocre perduto nelle gole del mondo 6

Questa notte sto piuttosto bene. Il vento caldo solletica i pensieri, tira fuori emozioni che altrimenti resterebbero sepolte chissà dove. Sto piuttosto bene e la musica mi aiuta a tirare avanti. Musica confidenziale, quasi sussurrata. Crea quell'atmosfera giusta.
È strana la vita, pensavo. Un giorno credi di essere il padrone del mondo e il giorno dopo quello stesso mondo ti crolla addosso da un momento all'altro. Tutto può cambiare rapidissimamente. Tutto può esplodere senza che tu neanche te ne accorga. Almeno per me è stato così. Ero un ragazzo. Gioviale. Entusiasta. Vivo fino al midollo. Poi la crescita. La rottura. Qualcosa che non va più per come andava prima. È cambiato qualcosa e ancora oggi porto i segni di un passato troppo faticoso. Sarebbe bello se la vita fosse sempre per come vorremmo che fosse. Quand'ero più giovane pensavo per me un futuro spettacolare. Vedevo nella vita un immenso orizzonte che si espandeva continuamente. Ora quell'orizzonte si è offuscato. Il silenzio e la riflessione sono gli unici compagni che danno un senso alla mia esistenza.
È veramente raro essere la persona che si desidera essere. Siamo quel che siamo e questo è quanto. Ho desiderato a lungo di non incappare nei guai che mi porto dietro da un po'. L'ho desiderato e forse lo desidero ancora. Ma questi sono arrivati e bisogna accettarli.
Va bene, meglio non pensarci troppo.
È difficile essere sinceri quando si scrive. Si compie uno sforzo immane.
La bellezza della propria esperienza racchiusa in una semplice pagina bianca. È questa la magia dello scrivere. Apre il cervello. Sputa fuori l'anima. Credo che qualunque scribacchino sia una persona migliore dopo aver scritto qualcosa. Tutti. È qualcosa di scientifico. È un'autoanalisi. Più di un'autoanalisi. È un atto dovuto per chi vuole capire qualcosa in più. Per me scrivere è come fare un tuffo in un fondale profondissimo. Andare giù, sempre più giù fino a raccogliere qualcosa. Qualunque cosa. Anche sia una cosa di poca importanza. Scrivere fa questo, mi aiuta a tirare avanti, come la musica, la famiglia o l'aria che respiro.
Ora è il momento di staccare. La notte è inoltrata ed ho bisogno di riposare un po'. A presto.

 

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1 recensioni:

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  • vincent corbo il 17/07/2015 07:28
    Molto coinvolgente questo pezzo. Mi piace la parte in cui parli del cambiamento. Come sopravvivere? Cercare il silenzio e la riflessione a meno che non diventino troppo opprimenti. Quando il silenzio e la riflessione cominciano a far paura dove rifugiarsi?

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