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I morti

I morti urlano. I morti sussurrano. I morti guidano le nostre speranze.
Quando penso ai miei genitori, li immagino in vacanza. Partiti per una meravigliosa crociera intorno al mondo. Ogni anno una enorme nave salpa da un porto della Liguria e, superato lo stretto di Gibilterra e Madera, giunge sulle coste brasiliane e poi Panama, California, Hawaii, Tahiti, Nuova Zelanda fino al mar Rosso. Un viaggio di cento giorni indimenticabili e costosissimi.

Sono loro che guidano i miei passi, ho quasi dimenticato i terribili momenti della loro fine, penso soltanto alle loro voci, al loro volto, le loro mani, il loro calore, quello che solo i genitori possono dare senza chiedere nulla in cambio. Non mi mancano, perchè ci sono. Io sono con loro, perchè la loro presenza è continua, costante, rassicurante. C'è qualcosa che mi fa credere in qualcos'altro, esiste una dimensione appena sfasata rispetto alla nostra, è possibile toccarla con mano, basta avere fiducia, rispetto, amore.

Il fratello di mio padre, il mio padrino, Vincenzo come me, ricordo il suo dolce sguardo, la tenerezza, il sorriso col quale mi accoglieva quando andavo a trovarlo nella sua bella casa con giardino. I suoi dodici figli erano una massa indistinta di voci, sguardi, complimenti, elementi di un puzzle tutto da comporre. Quanta gente meravigliosa è scomparsa dalla mia vita in questi anni! Li sento vicini, non sono mai scomparsi nè mai lo saranno.

Io sono vivo, vivo ancora, ma la gente che amo non lo è più. Sono morti. Scomparsi dalla vista, non dal cuore. Cammino in queste strade sporche, perchè sembra che lo sporco abbia infestato vie e quartieri, una polvere sottilissima che non permette di guardare oltre. Cammino e mi sento un granello di questa polvere, solo un misero, minuscolo granello che i pensieri sovrastano e soffocano senza riuscire a illuminare.
Oggi ritorno a vivere, nel sogno di questo mio ricordo che non può non tornare a essere realtà.

 

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7 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • antonina il 19/07/2015 21:43
    bellissimi pensieri. Sono le stesse riflessioni che faccio anch'io. Ho davanti agli occhi l'immagine di mio padre che mi saluta mentre mi appresto a partire per la città in cui abito, gli occhi dolci e malinconici a descrivere quanto un'intera lunga giornata fosse invece.. per lui breve. Quanti ricordi... i nostri cari è vero ci accompagnano sempre..
  • Anonimo il 19/07/2015 10:22
    È molto triste quanto scrive, Mr. Corbo ma nonostante ciò il pensiero ha questa dolce, malinconica bellezza; di ciò che comunque sarà per sempre - anche dopo - .
  • Rocco Michele LETTINI il 19/07/2015 10:04
    I morti sono la nostra infinita catena. Espressivo verseggio. Lieta Domenica.

7 commenti:

  • vincent corbo il 25/07/2015 06:49
    La poesia è un genere difficilissimo che mi lascia sempre la sensazione di aver scritto una emerita stupidaggine...
  • Anonimo il 24/07/2015 19:08
    Molto in sintonia con questi pensieri, che condivido ed apprezzo. Anche ben scritti, di una chiarezza che non lascia dubbi all'interpretazione. In poesia invece sei un altro uomo, sembra che a comporre versi sia il lato "storto" di te, ma non storto geometricamente, e nemmeno psicologicamente, ma storto nel senso della parte di diversità che è in noi... bello questo mistero. Kalispera.
  • Stanislao Mounlisky il 21/07/2015 07:59
    È vero, non ci lasciano, sono più presenti ora che quando erano qui. E, secondo me, ci sorridono.
  • antonina il 19/07/2015 21:45
    Proprio oggi 19 luglio mio padre avrebbe compiuto 102 anni. Non lo scordo mai..
  • Chira il 19/07/2015 17:48
    Riflessioni che in gioventù ci sfiorano appena ma che poi ci accompagnano sempre più intensamente e consapevolmente. Pensieri in cui la vita è anche la sua fine, serenamente pare, ma accanto a tutto ciò ci si sente anche come un "minuscolo granello che i pensieri sovrastano e soffocano senza riuscire a illuminare"... ed allora ritrovo le mie paure, l'ombra. Arrivata ogni tua parola nel mio cuore.
    Chiara
  • Anonimo il 19/07/2015 14:12
    Commento anonimo di Ellebi.
  • Anonimo il 19/07/2015 14:11
    A un certo punto della vita, con l'avanzare dell'età, succede che sono i morti, quelli con cui ci confrontiamo maggiormente, il mondo ci appartiene sempre meno, perchè sono sempre meno o sono morti coloro che facevano parte della nostra vita. Sono sempre più, invece, i vivi che non conosciamoe e che poco ci dicono. Forse qualcosa da dire lo avremo noi, ma ai giovani piace poco ascoltare. Ci sono vecchi che vivono in un mondo di morti molto prima della loro morte. Mi ha indotto a questa riflessione il tuo ottimo brano, complimenti e saluti.

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