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Una grazia impossibile

Mammà ha cambiato opinione, s'è fatta un sussurro di parole pietose che ci hanno sconvolto. Ora dice che ne ha abbastanza di santi che non mantengono le promesse, che hanno la mente altrove dove nessuno prega e implora. Sì, mammà chiede perdono ai suoi figli. Ne ha fin sopra i capelli di Roma e di Sant'Ippolito, è tornata delusa assai perché non ha fatto la grazia a zia Carolina colpita da un ictus. Sperava tanto nella grazia di restituirle la parola, ma la zia continua a guardare con un sorriso stupido la poltrona a fiori rossi del salottino dove vive tutto il santo giorno. Dal collo le pende il medaglione d'argento del santo, ma la spesa non è valsa a impietosire il viso radioso di Ippolito. Quello lì sta a godere della beatitudine divina in estasi perfetta! Mammà ora non parla più della signora Mariolina che l'aveva invitata a Roma e dice infuriata che è una donna falsa e scostumata assai che non merita la sua stima. Chissà che le ha fatto! Certo noi non eravamo d'accordo ad accompagnarla a Roma, ma ora siamo contenti di avere avuto ragione e chiediamo a mammà di spiegarci come sono andati i fatti. Lei ci grida che siamo sfacciati e che certe faccende non si devono raccontare pena la scomunica. Perché mammà crede ancora che si vada all'inferno e che san Gennaro farà o non farà il miracolo a seconda dell'umore e dello stato di grazia in cui si trova. Quella Mariolina-si mormora- era tenutaria di una casa chiusa durante il Fascismo ed anche ora che è vecchia e sgangherata riceve in casa uomini che si accompagnano a gaudenti signorine... Lei è tutta casa e chiesa, vestita di nero, del colore dei suoi denti marci e puzzolenti. Mammà avrà scoperto il segreto e non vuole più sentire parlare di quella malafemmina. A mio fratello, che l'ha informata della sua decisione di fare un viaggetto a Roma, ha gridato che lo disereda se oserà partire. E dire che mammà non possiede nulla, se non la fede in Dio. Lui invece ha voglia di scoprire come è fatta la vita e ripete che ogni lassata è perduta... E poi potrebbe intercedere ancora con Sant'Ippolito per fare la grazia a zia Carolina e a lui... per godere di certe grazie femminili.

 

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3 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 02/08/2015 18:23
    La donna del racconto è' un personaggio reale, Carmine, o è inventato? Non posso rimanere insensibile a questa gustosa descrizione e ti confesso che san Gennaro batte Sant'Ippolito. Hai l'estro artistico dei napoletani che parlano e gesticolano senza essere attori, ma attori lo sono veramente. Saluti a mammà!

3 commenti:

  • Carmine Impagnatiello il 28/07/2015 19:59
    Grazie assai Duliamo.
    Grazie myatic, non speravo tanto.
  • myatyc myatyc il 28/07/2015 14:37
    La prima frase è meravigliosa, ben scritto. Il narratore mi ricorda un bambino di un libro di Faulkner.. piaciuto!
  • Anonimo il 27/07/2015 18:32
    Bello... godibilissimo questo mix tra sacro e profano... e bravo il nostro Carmine che mancava da mò ( si dice così a Napoli?)... forse sbaglio... kalispera, Carmine, sono amico di Giacomo, me l'ha detto lui di leggerti... eheheheh...

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