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Micol B

Entrammo nell'ambulatorio al secondo piano del reparto. Ci eravamo andati già diverse volte da quando era in gravidanza. Erano le dieci di sera e mia moglie si accomodò sul lettino. La ginecologa accese l'ecografo e le mise la gelatina sulla pancia, poi prese la sonda.
Dopo pochi secondi mi fu tutto chiaro. Guardai rapidamente tutti i presenti e mi passarono dalla mente, come premonizione, gli avvenimenti che sarebbero accaduti, dopo che dalla ginecologa fossero uscite le parole che mi aspettavo in quell'attesa che non finiva.
Il battito era sparito.
"La gravidanza si è interrotta." - disse la dottoressa - facendoci sprofondare in un caldissimo settembre.
La gravidanza si sarebbe chiamata Micol B.


Centodieci drammatico

 

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2 commenti:

  • Anonimo il 27/01/2016 13:55
    Un racconto breve ma, al tempo stesso, intenso nella sua drammaticità. Una dedica ad un piccolo angelo che non ha potuto vedere la luce ed il cui ricordo vivrà sempre nel cuore dei propri genitori. Testo apprezzato.
  • Anonimo il 17/09/2015 19:57
    Ho rivissuto la staria del mio Manfredi B.

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