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Macaia

Bruno pescava con i "filaccioni", cordicelle raggomitolate su un grosso sughero al quale era attaccato un nylon da pesca, molto grosso, che terminava con un amo dell'otto.
Ne aveva molti, stivati nella cantina umida che sapeva di "macaia": li calava la notte, per pescare murene e polpi, recuperandoli la mattina presto.
Solitamente, però, prendeva i gronghi; serpenti di mare, anche di grosse dimensioni, utili per fare la minestra di pesce, da mangiare a tranci o nel cacciucco.
Quando erano troppi, c'era da trovare qualcuno che li volesse, perché il grongo non era molto apprezzato.
Di cucinare, comunque, si occupava Albertina, sua moglie, perché lui non sapeva cuocere neanche un uovo.


Centodieci salmastro

 

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3 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Vincenzo Capitanucci il 12/10/2015 10:57
    Genova apriva le sue labbra scure / al soffio caldo della macaia". ... molto bello Glauco.. il grongo.. ricordi dell'atlantico.. ed il caciucco... non si può saper far tutto.. anche se molti pescatori sanno cucinare il pesce..
  • Don Pompeo Mongiello il 12/10/2015 10:52
    Buona descrizione in questo tuo bellissimo.

3 commenti:

  • Glauco Ballantini il 30/10/2015 14:57
    @ Don Ho citato De Andrè - figlio- perché i versi citati da Vincenzo erano i suoi...
  • Don Pompeo Mongiello il 30/10/2015 12:51
    Carissimo tutto è discutibile, lo stesso De André, che ad es. a me non piace, a parte una eccezione don raffae'
  • Glauco Ballantini il 12/10/2015 22:02
    Cristiano De Andrè è un coetaneo di nascita, il mio stesso giorno mese ed anno...

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