username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

Daniele

Forse i suoi genitori non lo volevano.
Era nato troppo tardi.
I tempi erano duri e tutto intorno a loro lo ricordava.
La casa ancora parzialmente distrutta dai bombardamenti, il mobilio approssimativo, i vestiti ceduti dai parenti; tutto aveva l'aria di essere messo li per caso.
L'asilo, squallido e freddo, sembrava giusto il prosieguo della vita familiare.
Soltanto la Domenica poteva godere un po' di libertà sul lungomare e una volta gli comprarono anche un lecca-lecca che un "chiccaio" portava tenendoli infilati in una specie di sostegno di sughero bucherellato in cima ad un bastone.
Dal viale a mare si vedevano navi alla fonda che evocavano mondi diversi e avventure da vivere intensamente, come aveva letto in un libro di Salgari che qualcuno gli aveva prestato.
La scuola finì presto per lui e il padre, che lavorava in cantiere, lo fece assumere come scalda chiodi.
Prendere dalla forgia i rivetti incandescenti e porgerli ai chiodatori non era certo come veleggiare su un galeone al largo di Mompracen e così Daniele lavorava con le mani e con il corpo ma con l'immaginazione veleggiava in mondi lontani.
Con i compagni di lavoro legava poco e anche al "Partito" si iscrisse senza entusiasmo.
Conobbe Adele ad una festa dell'Unità; friggeva le patate in uno stand e quando Daniele gli si fece davanti con il piatto, glielo riempì e gli sorrise.
Una ragazza gli aveva sorriso. Una ragazza gli aveva sorriso.
Impiegò una quindicina di giorni per rintracciarla, girando tutte le sedi del partito.
Lei lavorava alla MAR e se la fece presentare da una sua parente magliaia.
Uscivano insieme da pochi giorni, quando arrivò la cartolina.
CAR di Sassari.
Non sapeva nemmeno dove era Sassari e dovette cercarlo sull'Atlante.
Quando capì che si trovava in Sardegna si sentì perso.
< Adele, io devo andare ma ti prometto che quando ritorno. . . . . >

Quando ritornò Adele si era sposata ed era incinta di quattro mesi.
Il cantiere era in crisi e non lo riassunsero e così trovò qualche occupazione occasionale aspettando l'occasione buona.
L'occasione buona non si presentò mai.
< Daniele, me lo faresti un lavoretto? C'è da guadagnare bene.>
< Perché no Giulio, di cosa si tratta?>
Con Giulio si erano conosciuti al cantiere e poi si erano persi di vista.
< Niente, si tratta di portare un furgone fuori dal porto.>
< Solamente? Va bene.>
Si accordarono su tutti i particolari e si salutarono.
La notte Daniele rifletté a lungo ed il giorno stabilito non si presentò all'appuntamento.
Non si vide più con Giulio ma trovò le gomme del motorino tagliate.
Si sentiva un essere inutile.
Per la resistenza, si diceva, ero troppo giovane e per il sessantotto troppo vecchio.
Ora lo chiamano Isaia e tutte le sere, nella sala d'aspetto della stazione, intrattiene i suoi compagni di sventura con racconti fantastici di bucanieri, tesori nascosti e donne bellissime.

 

1
0 commenti     2 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

2 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati
  • Glauco Ballantini il 22/03/2016 09:31
    Una specie di personaggio verghiano de "I vinti" troppo presto o troppo tardi...
  • Rocco Michele LETTINI il 22/01/2016 13:49
    UN RACCONTO SEQUELATO MIRABILMENTE. LIETO WEEKEND.

0 commenti:


Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0