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Fuga in Via Borra

Io sono scappato di casa
Quando avevo tre anni.
All'epoca abitavamo in Via Borra accanto al Monte di Pietà.
Per arrivare a casa nostra si passava da dove ci sono quelle belle colonne di marmo sormontate da un balcone con la balaustra di marmo e le palle; ma la nostra casa non era quella.
Fra il palazzo sulla Via Borra e quello sugli Scali Montepio del fosso di Venezia c'è un bruttissimo palazzo interno che prende aria e luce dalle corti: noi si stava li.
Le scale erano strette, umide, ripide e poco illuminate da lampadine ingabbiate messe dentro nicchie nelle pareti.
La casa aveva stanze enormi, una dentro l'altra e i soffitti erano altissimi.
L'ingresso prendeva luce da una lunetta con inferriata in alto che dava sul corridoio dell'appartamento di sopra; in pratica si vedevano le gambe di quelli che passavano.
Era una mattina e io ero in casa con nonna e la zia Rossana che abitava a Castagneto Carducci dove lo zio era veterinario e ogni tanto ci veniva a trovare.
Babbo era al lavoro al Pronto Soccorso, mamma era a scuola alle Marradi, Isella, mia sorella, era a scuola al Paradisino (1) e nonno a fare la spesa.
Nonna e la zia chiacchieravano mentre rifacevano i letti; io giocavo con le costruzioni sulla cassapanca dell'ingresso e le stavo ad ascoltare.
- Rossana, Laura come va a scuola?-
- Bene, la maestra le fa lavorare tanto per l'esame.-
- Che esame?-
- Come che esame mamma? L'esame di quinta. L'anno prossimo va alle medie.-
- Alle medie! Mi sembra ieri. . . . . -
Ad un certo punto io sono andato in cucina ho preso una seggiola l'ho trascinata al portone di casa, ci sono montato sopra, ho aperto e me ne sono andato.
La mia idea era quella di andare a prendere Isella al Paradisino senza aspettare nonno.
Ho sceso le scale e attraversato il cortile bello con le colonne e gli archi dove giocavo con Enrico il figliolo della "sora" Lina, la nostra portinaia.
Enrico era due o tre anni più grande di me e mi ha insegnato tutto; la trottola, il circuito con i tappini e il pingozzo (2).
Sicuramente la sora Lina era nello stanzino dietro la portineria a sorvegliare la cottura di uno dei suoi minestroni che riempivano l'androne con la loro fragranza; sono passato davanti allo sgabuzzino e sono uscito sulla via Borra.
Dopo un po' nonna, andando verso la cucina, si è accorta della seggiola e della porta aperta.
- Rossana, Rossana corri, Marcello è uscito.-
- Mamma, ma sei sicura stai calma.-
- Dove sarà andato? -
- Ma è un bimbo, dove voi che sia andato, sarà giù nella corte. Vado a riprenderlo; guarda è venuta anche la signora Rita. Aspettatemi qui.

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1 recensioni:

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  • Glauco Ballantini il 21/03/2016 07:58
    Un bel po' di aria livornese con i termini e i luoghi del quartiere Venezia. Il trasporto sulla canna della bicicletta... mi ci portava ir mi nonno!

1 commenti:


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