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La cors del tempo

la corsa del tempo







e solo un breve racconto per non dimenticare per far rivivere la memoria per fare capire che l corsa del tempo e implacabile, andare via nel mondo sconosciuto e una triste realtà, dimenticarsi di se di ciò che si era... racconti di viaggio verso mete migliori verso posti che dovevano diventare casa... era cosi freddo in quelle mattine di dicembre il freddo gelido che non faceva scendere le lacrime, l abbraccio dolce ai parenti agli amici ai legami che potevi avere ed a quelli che portavi nel cuore... mia madre stretta a me in questo viaggio della speranza... mio padre giovane e dolce ragazzo morto ancor prima di avermi visto crescere mi faceva male lasciarlo li al meno andare alla tomba sfogare li le mie lacrime mi dava sollievo ma gli ho promesso che lo avrei portato eternamente nel cuore. eravammo in molti in quella mattina fredda di dicembre il mio lui d allora mi accompagno ai pullman, ci segui da dietro per un po ma non abbastanza da fermarmi li con lui, non era il mio legame d unione in fatti nei mesi a seguire orizzonti migliori esso ricerco. ero cosi giovane i primi anni da quando avevo iniziato a conoscere la vita 19 sentivo il mondo tutto in gloria anche se avevo avuto un infanzia tragicamente marcata. strinsi mia madre a me mi faceva tenerezza ma al meno avevo lei accanto. i pullman erano gremiti di gente che aveva speso come noi molti migliaia di euro le lire d allora per un biglietto alla lotteria della salvaguardavo dal finestrino gli ultimi paesaggi della mia amata terra le colline ricoperte di neve della Transilvania e tutto svaniva nella notte come mai fosse esistito. dopo 48 ore logoranti viaggio in piena notte profonda stazione di Milano in breve tempo noi emigranti del 1999 senza documenti, clandestini nella terra promessa dobbiamo farci posto nella gente far sperdere le traccia ed iniziare a sopravvivere ho provato paura, voglia di morire come la morte desse sollievo al quel straziante sentimento, non conoscevamo nessuno, molti di noi si sono persi per le strade, alcuni con mete o gente che gli attendeva... ma noi ed altri come noi soli in mezzo al nulla... e quel posto cosi enorme e sconosciuto... avevamo fame e sonno tanto sonno da dormire anche solo su una panchina senza sentire il mondo, e mia madre che si disperava e che con le sue parole logorava la mia anima, ha fatto davvero una misera vita quella giovane donna non si meritava cominciare un altra agonia ma nulla di diverso fu possibile gliel'abbiamo trovato un posto semplice dove dormire in un edificio abbandonato non lontano dalla stazione e per non spendere i pochi spiccioli in possesso abbiamo cercato tra i rifiuti qualcosa da mangiare... e vita lunga a chi dice che la diaspora e bella
il seguente mattino con il mio inglese scolastico sembra di aver trovato una chiesa che si occupava dei clandestini dando loro abiti, posto da dormire e trovare qualche lavoro come accudire anziani in nero, presi mia madre e abbiamo trovato un tarocco molto gentile che in una casa della chiesa rammucchiava tanta gente solo ed esclusi mante donne tutte da palpeggiare a discrezione in cambio di un posto letto, qualche indumento ed del cibo... pregai tanto per mia madre affinché trovasse un ottimo lavoro che almeno la sapevo al caldo lontano da ogni pericolo, dopo qualche sorriso forzato, palpeggiamenti a oogonio fui esaudita la mamma aveva trovato lavoro come badante in nero preso una decente famiglia nei intorniante alloggio offertami sembrava che ero l unica ad attendere di più delle altre il lavoro forse perché per me avevano ulteriori potenzialmente tramite una paesana rivelatasi poi una grande donna ho cambiato casa offrendomi alloggio presso di lei e tanto di compagno perugino, qualche lavoro a ore di pulizie ed assistenza e tutto sembrava andare alla grande, i giovedì ed i lunedì vedevo mia madre ed era ok, non speravo tutto ciò a 19 anni ma era meglio di prima e era ok. il compagno del amica concorde con la sua donna portava amici a domicilio che sostenevano le loro spese di affitto, compere, viaggi, cene, ristoranti ma solo più tardi capi che tutto il giro era rivolto verso di me. il passaporto sequestrato il fatto di non poter denunciare perché mi avrebbero espulsa, le minacce a mia madre povera donna a cui avrebbero fatto del male se mi sarei ribellato si vita lunga a che dice che la diaspora e bella... e poi incontrai lui 40 anni più grande di me lui che decise di farmi fuori quel giro e mi porto a migliore dimora la sua ad essere oggetto di proprietà merce propria con la quale si può fare ciò che si vuole e quando si vuole fui portato in un paesino lontano di città venduta al mercato come schiava dalla mia dolce amica che forse con quei soldi se la goduta per un po. il paesino era lontano dalla città impossibile fare tutta quella strada a piedi se non si conosce e ve lo racconto perché ho provato a farla in un momento che mi e costato qusi la vita e molte costole fratturate lui uomo di dura sostanza con moglie e figli maltrattati e abbandonati nel mondo, lui che girava con la porche, ripieno d oro come una donna nozze, lui che ti vestiva come gli pareva a lui, che ti portavo in giro a fare il ganzo che si mantiene giovane con ormoni giovani, lui che si eri guardata da qualche ragazzo in giro ti riempiva di sangue a casa peche eri stato tu a guardare... tu che se stavi zitta e pensavi in vuoto perche solo il vuoto e la morte che potevi provare venivi maltrattata perché non avevi diritto nemmeno di pensare, te che dovevi cibarti, fumare persuadere piaceri di un lui che per te era l aguzzino, te che non avevi nemmeno più il diritto, il telefono di una madre che ti ha dato vita, tu che avevi paura che se tu scappavi lui avrebbe colpito lei con clan di persone misere di cui ne faceva parte eh si tu cara ragazza che hai sognato di trovare una vita hai trovato la morte della tua anima. tu ragazza dolce che sognavi un amore perfetto e miracoloso e curativo tu che potevi ritrovare un uomo che ti donava la protezione della sua alla come fosse un padre hai trovato un uomo vecchi che ogni attimo voleva godere di te come per succhiarti la vita e la gioventù , e tu ad occhi chiusi con le labbra gonfie di sangue e gli occhi che lacrime tenevano segregate perché non si poteva piangere, te che ogni giorno dovevi essere sua sentendo la fine lama del coltello con cui ti minacciava, tu eri sua. e dentro di te dopo tutti questi mesi di agonia nasceva vita... vita dalla morte della tua anima e grande fu quella fortuna che la vita si spense per inerzia altrimenti grande e grave fardello di quel doloroso ricordo avresti avuto. corraggio... non sapevo più cosa era ma non per me temevo per mia madre, nel mio corpo lacerato dalla miseria umana a tal punto se la lama scendeva profondamente nelle viscere avrebbe messo fine a quel atroce tortura... un giorni lui uscii ed brancolando nella pazzia decisi di saltare dal balcone e perdermi nel bosco circostante senza paura, e lo feci coraggio e salvezza... brancolando, strisciando con il dolore delle ossa rotte ma nulla paragonato a ciò che si era dentro, passai giorni nascondendomi alla luce del sole e proseguendo di notte vedevo le luci all impazzata dell auto che mi cercava ma poi il silenzio... dopo un po arrivai in ospedale e con il mio mediocre inglese spiegai tutto e fui curata per un po... ed incontrai un maresciallo meraviglioso che mi disse essere clandestini ed essere sfruttati si deve denunciare non abbi paura ti troverò un posto dove stare, ma io non feci denuncia lasciai tutto a giudici migliori, poco dopo presi mia madre con me senza che nessuno sappia e cercammo altre mete... e vita unga a chi dice che la diaspora e bella... nelle nostre mete il destino non fu migliore per me persone ingrate e osceni che hanno sfruttato i mii anni migliori ho rincontrato e sono ricaduta nel mirraggio del essere un corpo soltanto donato a miseri infami violenti personaggi ma tutto ciò non feriva più perché le cicatrici si erano indurite... ma in quella ragazza di 19 anni che sperava al amore eterno l ideea che esso esisteva rimase un miraggio... anni dopo un po di serenità ed un uomo tacito e silenzioso che non da molto ma non richiede altrettanto ed il silenzio divento il mio migliore amico... ed i figli della speranza nati per aver qualcuno di te che speri mai debba sperimentare il tuo dolore, e tu dolce anima che nei tuoi silenzi cerchi un po di pace, qualcuno che ti capisca senza dirgli il perché e tu povera dolce anima alla ricerca di un tempo senza spazio dove il tempo si fermi in un quadro divino resterai per molto a cercare... ed ho promesso al mondo che mai avrò una casa, mai apparterò ad un posto, mai alla gente come una nomade alla ricerca della mia anima camminerò nel mondo... la diaspora sogni spezzati, ricordi amari, perdite d identità ... e se questo e un uomo

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