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Sanctificetur

Dopo lo scippo di un iPod touch ad un ragazzo, derubò i soldi dalla cassetta d'elemosina della chiesa di Santa Giulia ubicata in un paesucolo collinoso. Braccato dal parroco, che sprangò tutti gli ingressi del tempio, e finito in una "casermuccia" dell'Arma, il ladro Angelo giocò sporco. Due militi, reclute fresche, dovettero tenerlo a bada. Il più "ragazzo" dei militi lanciò un'occhiata al "catturato" che, con le mani protese fuori dalle sbarre, chiese di mangiare una pizza!
"Tra poco verrai trasferito al Comando Provinciale." gli comunicò.
"Allora fammi "pisciare" prima che urini sulla "gazzella"!" canzonò al milite e questi girò le chiavi nella toppa.
La serratura scattò, la porta s'aprì e Angelo uscì. Questi tese le braccia per ricevere le manette, ma giocò la sua violenza partita. Con aspetto feroce afferrò il milite per un braccio e lo spinse dentro la cella dalla quale era appena uscito. Il milite andò a sbattere con una gamba contro la branda, emise un gemito di dolore e inciampò andando a cadere in un angolo. Angelo s'accostò allo stordito e tirò fuori dalla fodera l'arma.
"Scusa tanto, amico, non voglio farti del male. La tua pistola d'ordinanza mi è utile." digrignò, e rivolto all'altro milite che già aveva impugnato la sua pistola, replicò: "È bene che collabori con me. Io potrei uccidere il tuo collega e tu sparare subito a me, e la vicenda qui finisce! Oppure posa la tua arma sul tavolo ed entra in cella a coccolare il tuo socio."
"Ma io non voglio! Ti converrà che..."
Angelo lo fece tacere con uno sguardo minaccioso, poi fece un sorriso di scherno sotto i folti baffi.
"Sii bravo! Entra dal tuo collega e bacialo sulla fronte! Attento a come ti comporterai, ragazzo! Io sono così gentile con voi nonostante i supplizi ricevuti dai vostri anziani colleghi!"
Chiuse la cella ai due militi. Gli occhi del ladro erano freddi e senza espressione, e non un solo muscolo del suo viso si mosse. Il più "ragazzo" dell'Arma scosse il capo irritato, con gli occhi stretti.
"Me la pagherai cara!"
"Vedremo, onesto amico!" scherzò il ladro. "Scusate se vi lascio... Non devo mancare all'appuntamento di don Albino. Avrò una spiacevole conversazione con lui." e si dileguò.

Quattro anni fa Angelo Kelly venne sottoposto a esami psichiatrici, ma fu subito evidente che non avrebbe subìto processo né carcere. La polizia, appena questo assurdo personaggio cominciò a parlare della veduta di Cristo e dei suoi ordini da compiere, si ritrovò confusa al di là dell'odio e della rabbia.
C'era qualche filo grigio nei capelli scuri di Angelo, pettinati come all'indietro e raccolti in una coda di cavallo. Gli occhi erano cerchiati dalle ombre che si formavano e si approfondiscono nel succedersi delle notti insonni. Spigoloso, egli aveva davvero molto dello stile irlandese seppur emiliano di natura.

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