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Diario 06/05/2016

Dormito poco meno di due ore. Poi, al risveglio, come una sorta di strano intorpidimento derivante dal sonno. Ma non proprio dal sonno. Forse qualcosa di diverso. Come un presagio. Un accenno sottile di vitalità rimesso a tacere da questa strana aria che si respira stanotte.
Qualche anno fa amavo andare in discoteca. È strano a dirsi, io e la discoteca. Oggi sembra quasi un accostamento improponibile. Eppure era così.
Ci si organizzava il venerdì sera, una comitiva di amici, si beveva prima, dopo e durante. Si beveva fino a stare male. Erano tempi migliori, quelli. Le lotte per conquistare le ragazze, le code in fila al grande Guernica, sprizzanti energia, gonfi, satolli, arrovellati nella passione di ego fuori dal comune. Le notti, i sogni e i desideri delle notti, questa strana vitalità che diventava energia, musica, calore, sentimento, spiritualità . La gioventù. Un immenso calderone di stupidità, eppure rigoroso e fondamentale, unico per tutti, irrinunciabile, insomma.
Oggi le cose si sono messe decisamente male. Non voglio annoiarvi. So che si possa correre questo rischio. Eppure a pensare a quei tempi sembra passato un secolo. Un secolo di privazioni e stenti, un secolo di rinunce, di cambiamenti, di maturazioni, di soffocamenti. Ho visto la cattiveria in faccia. L'ho vista, e vi assicuro che non ha per niente un bell'aspetto.
Sono stato in questi anni ricoverato per due volte in reparti psichiatrici. Ho avuto a che fare con i matti, con quelli veri. Sono state esperienze difficili, eppure so che mi sono servite. Una volta dentro- diceva qualcuno- non se ne esce più. Ormai passo sopra a tutto, nulla mi sfiora, sono arrivato altrove questo è quel che so. Altrove, dove tutto quello che succede, succede perché doveva succedere. Non ce l'ho su con la vita per quanto mi è accaduto. Sono una persona, strano a dirsi quasi ossessivamente razionale. Insomma vedo l'insensatezza delle cose e ci faccio su un sorriso. È una buona strategia sorridere delle proprie disgrazie. L'allegria nella disperazione è qualcosa di assolutamente salvifico. Ci aiuta a non sprofondare del tutto. E a me ha aiutato molto.

 

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2 recensioni:

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  • Vincenzo Capitanucci il 06/05/2016 09:56
    perdete ogni speranza.. voi che entrate.. diceva un cartello infernale.. ma con l'anima di un sorriso.. son passato in un girone dell'altrove..
  • vincent corbo il 06/05/2016 07:10
    Sorridere sulle proprie disgrazie... vedere l'insensatezza delle cose forse riesce a salvare il salvabile. Il salvabile sono i giorni e gli anni che rimangono e che vanno disinfettati come le ferite.

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