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Diario 13/05/2016

Eppure abbiamo conosciuto tempi migliori. Dico abbiamo, ma dovrei dire ho. E invece no. Abbiamo. Io e la gente. Io e i delusi. Tutte quelle persone che, loro malgrado, si sono ritrovate nel baratro e non sanno, adesso, come tirarsene fuori.
La gente. Quest'immenso calderone d'umanità sconfitta. Se siamo diventati delusi vuol dire che prima avevamo creduto in qualcosa di diverso, avevamo visto anche solo una possibilità, un'unica possibilità, una semplice prospettiva per il futuro.
Un mondo migliore. La pura utopia della giovinezza. Eppure nel nostro piccolo so che si può ancora credere nella speranza. Chiamalo amore, chiamala luce, chiamala resurrezione. Insomma, anche i vinti hanno dalla loro parte, fino a quando il corpo e la mente li sosterrà, la possibilità di sperare.
Una donna. Quello che ci vuole è una donna. La dolce e inesorabile promessa dell'innamoramento.
L'amore è una cosa strana. Diventi, così, quasi senza rendertene conto, una persona diversa.
Mi sono innamorato veramente una sola volta nella mia vita. Credevo fosse la ragazza giusta per me. Credevo, ma mi sbagliavo. La vita e le cose, molte volte, ti portano lontano da quello che avevi progettato per il tuo futuro.
Lei era una ragazza semplice. Quello che si dice una brava ragazza, ma non proprio una santa anche lei aveva le sue trasgressioni, i suoi modi di fare allampanati, qualche grillo per la testa che la rendeva ai miei occhi per così dire speciale.
Ciò che mi colpì inizialmente furono i suoi occhi. Grandi e neri, celavano all'interno un mondo chiuso che solo chi si fosse impossessato delle chiavi del suo cuore, forse, avrebbe scoperto pezzo dopo pezzo. Fu un innamoramento fulmineo.
Ricordo ancora le sensazioni dei primi periodi in cui stavamo insieme. L'intrepida attesa di vederla, così speciale, così bella, fuori dal comune e dal mondo, mia, solo ed esclusivamente mia. Volevo stesse bene, volevo vederla sorridere e dimenticarsi dei problemi. Mi sentivo utile, importante.
Come l'amore ti porta in cima al mondo così ti sfinisce, ti da il colpo di grazia, ti mette alle corde. Dopo cinque anni finì. Fu un duro colpo per me, anche perché, nello stesso periodo, stavo attraversando una live fase depressiva che contribuì al nostro disfacimento. E adesso sono qui a scriverne, infelice, mangiato vivo dal rimpianto, da questa nostalgia galoppante che mi divora vivo. La mente e i pensieri corrono, corrono verso un Eden perduto nella banalità dei giorni, corrono verso quel paradiso di tenerezze e complicità che adesso è svanito come un'indegna nuvola di fumo. Resta solo la scrittura per rendere acceso quel fuoco che da troppo tempo si è spento.
Ti vedo qui, bella come eri prima e per me non sei mai cambiata di una virgola. Ti vedo e dentro il mio stomaco si muove qualcosa, ho i brividi, sudo e non mi rassegno, forse anche solo un ricordo è un tesoro da custodire gelosamente.

 

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5 recensioni:

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  • Antonino R. Giuffrè il 13/05/2016 17:27
    Un consiglio banale è quello di guardare avanti; lei è andata, la tua vita, no. Un consiglio ancor più banale è quello di non riporre ogni speranza in questa o quell'altra ragazza, ma nell'idea dell'amore in generale. Il pessimismo non aiuta, ti sprofonda. L'ottimismo nemmeno ti aiuta, è vero, ma quanto meno, sia pur stancamente, ti fa andare avanti.
    Un caro saluto.
  • frivolous b. il 13/05/2016 13:59
    La speranza, forse, più subdola di tutte: quella di cambiare grazie ad un'altra persona!... come sempre scritto egregiamente, notevole la cura con cui sono stati scelti alcuni determinati aggettivi!
  • Vincenzo Capitanucci il 13/05/2016 09:33
    la gente ed io siamo nello stesso calderone... sogniamo.. di occhi grandi e scuri.. che per un attimo hanno infiammato le nostre notti oscure..
  • Rocco Michele LETTINI il 13/05/2016 07:54
    UN PREGNO DI RIFLESSIONI ESPRESSAMENTE ICASTICHE.
    LIETA GIORNATA FERDINANDO.
  • vincent corbo il 13/05/2016 05:35
    un barlume di speranza forse si può ancora scorgere... anche Camus dopo il periodo straniero si aprì verso una sorta di empatia...

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