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Rimorso dall'oltretomba

La sua vita sembrava una vita normale, ma in realtà nel cuore di Michael Kratt scorreva sangue di una colorazione nera come l'inchiostro.
Il colore del suo sangue era così pieno di dolore e paura dopo l'assassinio della sua amata Amanda Gray, con cui era fidanzato da ormai 10 anni. Lei morì in un parco mentre faceva una passeggiata assieme a lui, uccisa da un rapinatore armato di pistola.
Quando la vide cadergli fra le braccia con una parte del vestito che grondava di sangue per un colpo d'arma da fuoco. Quando se né andò a dormire dopo che la polizia era arrivata, il responsabile era stato catturato e arrestato e lui era tornato a casa ebbe un terribile incubo in cui vide Amanda entrare nella sua camera da letto nel suo appartamento a New Orleans, con il vestito di quella sera totalmente zuppo di sangue assieme al viso.
Ella continuava a ripetere il suo nome lo diceva calma ogni due volte e alla terza volta lo gridò con un urlo disperato dicendo:- "salvami!"-, - "salvami!"-.
Lo ripetè per 5 volte e ad un certo punto ella scomparve in un bagliore di luce accecante. Quando Michael si svegliò nella stanza non c'era nulla, allora per farsi passare quel trauma dovuto all'incubo
scese dal letto per andarsi a prendere un bicchiere d'acqua, ma vide per terra una specie di liquido rosso con un odore nauseabondo.
Alla prima occhiata pensò che si trattasse di sangue, ma lo negò, ma con una seconda occhiata si accorse che lo era.
In quel momento il cuore gli balzò in gola, non aveva alcuna idea di come fosse arrivato lì ma sapeva solo una cosa che doveva avvertire la polizia, passò attorno alla pozza per raggiungere il telefono e di corsa fece il numero della centrale.
Una decina di minuti dopo sentì bussare alla sua porta, era la polizia, entrarono in casa e Michael gli mostrò dove era il sangue ma quando gli indicò il punto non c'era niente.
Non sapeva come spiegarlo era sicuro di averlo visto e di averlo annusato, lo sceriffo comunque rimase insospettito e convocò Michael alla centrale. Convocò lo psicolo della centrale e gli fece un controllo.
Ma durante la seduta lo psicologo continuava a domandare a Michael numerose cose che lui non voleva sentire, che dentro di lui iniziarono a provocarlo, liberando così da dentro di lui una furia animalesca.
Passarono alcune ore, così tante che era già il giorno di Natale le domande dello psicologo continuarono e continuarono e a queste non si ebbe mai risposta, Michael si era come chiuso in un ostrica da cui non voleva uscire. Ma ad un certo punto egli gli fece una domanda che fu fatale per la sua mente: se si sentiva responsabile per la morte di Amanda?
In quel momento Michael alzò lo sguardo verso di lui e vide Harold Heisenberg seduto sulla sedia al posto dell'uomo che gli stava parlando. Lui era l'assassino e il responsabile della morte di Amanda e dietro di lui appoggiata sulla sedia c'era di nuovo lo spettro della sua amata che accarezzava sulla spalla la persona che l'aveva uccisa, ma la cosa più grande fù il notare che entrambi portavano la fede al dito.

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