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Nell'estate del settanta

Al moletto del porticciolo di Antignano si potevano fare i tuffi da altezze crescenti salendo gli scalini della scaletta in pietra per alzarsi di livello fino al molo alto.
Il volo con l'acqua che si avvicinava e poi... le bolle dell'aria che ti trascinavi dietro.

Una volta volli fare il bagno solo se avevo le pinne, che ovviamente mi ero dimenticato.
Mio nonno allora chiese a Mario, un ragazzetto più grande, se andava con la bici a farsele dare da mia nonna. In cambio gli dette cento lire di mancia per comprarsi il gelato.
Bizzoso, stetti ad aspettare il suo ritorno.

Ebbi le mie pinne, ma mi sentii una merda!


Centodieci di vergogna

 

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1 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 28/06/2016 12:11
    Escludendo l'ultima parola, che sarebbe potuta essere sostituita con qualche più leggera e fine, lo trovo molto buono.
  • Rocco Michele LETTINI il 22/06/2016 06:07
    UN RICORDO ESTIVO IN UN RIFLESSIVO ET SCORREVOLE RACCONTO FIRMATO CON MAESTRIA.
    IL MIO ELOGIO ARTISTICO GLAUCO.
    LIETA GIORNATA.

1 commenti:

  • Antonio Tanelli il 21/06/2016 16:23
    Centodieci e lode per la simpatia e l'onestà.

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