username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

La prima volta

Le note di Alabama song (Well, show me / the way / to the next /wiskey bar...) risuonavano per le calli, quel pomeriggio dorato di luglio. Era domenica. Francesca ed Helga erano scese alla stazione di Venezia, e, trasportate dal nastro scintillante della folla, scivolavano verso piazza San Marco.
Le due amiche si fermarono sul piccolo ponte che si apriva in uno slargo. Di là proveniva la musica. Là erano state attratte dal pifferaio magico dei sogni. Un gruppo di ragazzi, abbronzati e coi capelli lunghi, sedeva per terra, tra lattine di birra rovesciate. Chi suonava la chitarra, chi cantava. Ebbri di luce, di giovinezza e di birra.
Francesca aveva sedici anni, capelli castani e lisci, avvolta in un vestitino azzurro. Poco più di una bambina. Helga aveva due anni più di lei, una chioma riccioluta, folta e lucente, due occhi color del mare in burrasca; era più alta e robusta di Francesca, e verso di lei quasi materna. La piccola si buttava nella vita senza difese, era sbadata e sognante, ingenua, lenta di riflessi; tanto che Helga doveva spesso afferrarla per un braccio e riportarla coi piedi per terra.
- Fermiamoci, ti va? - chiese Helga. E si sedettero per terra, scostando le lattine, mentre ancora Oh moon of Alabama riecheggiava ipnotica per le calli splendenti di luci e ombre e riflessi.
Francesca si sedette vicino a un tedeschino biondo, con due splendidi occhi verde azzurri dal taglio allungato e orlati di lunghe ciglia, un po' annebbiati dall'alcool. Quant'era bello non si può dire. Forse fu la musica, forse la birra che subito Achim le offrì dalla sua stessa lattina, forse i riflessi dorati dell'eterna e sognante Venezia, forse la meraviglia e lo stupore ingenuo dei suoi sedici anni, fatto sta che Francesca si trovò ben presto tra le braccia di Achim.
Furono baci e furono sorrisi, poi... La gente che passava gridava allo scandalo, perché ormai la situazione generale era allo sbando, e le coppie erano sdraiate per terra sopra il ponte a baciarsi, ridendosi in bocca nel sentire i commenti dei passanti bacchettoni e invidiosi.
Il mondo intero si era magicamente concentrato nello spazio in cui i loro sguardi s'incontravano. Le mani di lui la sfioravano, la scorrevano tutta, mentre un brivido le scivolava lungo le braccia, la schiena e i fianchi; il cuore batteva, i piccoli seni s'inturgidivano, il sesso, quel minuscolo fiore ancora dischiuso, pulsava; le gambe tremavano. Le mani di Achim indugiavano con una leggera pressione sui piccoli seni, sui fianchi, sulle natiche, sulle cosce fasciate dal vestito azzurro. Ubriachi di baci. Gli occhi verdi languidi di lui intorbiditi dal desiderio, sciolti negli occhi neri e lucenti di lei.
Il pomeriggio era sfuggito loro di mano come un palloncino appeso a un filo. Poi la bolla di sapone era scoppiata. L'orologio segnava le diciannove. Venti minuti dopo il treno sarebbe partito. Fu una corsa trafelata attraverso le calli. Achim teneva Francesca per mano, e si girava continuamente a guardarla, come per paura di perderla. Ma la corsa fu vana. L'ultimo treno era partito.
- Che facciamo? - chiese Helga. Achim teneva stretta Francesca e la implorava di fermarsi, solo per una notte.
- Non possiamo.- rispondeva Francesca. -Devo telefonare a casa. I miei non sanno nemmeno dove sono.

12

3
2 commenti     2 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

2 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati
  • Ferdinando il 19/07/2016 15:22
    Davvero uno splendido racconto, soave e delicato, disegnato da mani sapienti che sanno manovrare l'arte della prosa... complimenti Ro Mi
  • Rocco Michele LETTINI il 19/07/2016 14:51
    UN RIFLESSIVO QUANTO OCULATO RACCONTO MAGISTRALMENTE SEQUELATO.
    DA TE RO MI LE PAROLE SI VESTONO D'ARTE.
    IL MIO LODEVOLE GIUDIZIO E IL MIO LIETO MERIGGIO.
    *****

2 commenti:

  • Ro Mi il 20/07/2016 10:41
    Grazie a tutti!
  • Vincenzo Capitanucci il 20/07/2016 06:44
    bellissimo Ro.. ottima prosa... Oh show mw the way / for the next little girl / oh don't ask why, / oh don't ask why / for if we don't find / the next little girl / I tell you we must die, / I tell you we must die..."

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0