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Timidi pensieri all'ombra degli ulivi

Vivere per essere felici o vivere per amare? Vivere per studiare o vivere per cercare nel sesso nuove forme di appartenenza?


C'è chi vive per offendere ma pochi pensano a vivere per abituarsi a morire. Pensare giorno dopo giorno alla morte come a qualcosa di inevitabile per renderla più morbida. Ogni attimo siamo sballottati da milioni di stimoli sensoriali, tattili, olfattivi, sonori e tutto ciò non fa altro che aumentare un senso di pesantezza che ci portiamo addosso sin dalla nascita. Ricordo che a cinque anni sentivo la pesantezza sul mio corpo, quando andavo a dormire, sotto il sole. Mi sentivo leggero solo negli intermezzi, nei momenti di vuoto, quando gli stimoli sembravano concedermi una timida tregua; e allora mi sentivo un vegetale.


Un amico del liceo ripeteva continuamente: "Non siamo fatti per vivere come vegetali" e questa cantilena mi creava disagio. Ora ne comprendo il motivo: volevo vivere come un vegetale. Perchè no? Senza pensieri, senza pulsioni, senza creatività, senza dolore. Volevo vivere al verde, volevo clorofilla al posto del sangue, rami al posto delle mani, leggerezza al posto di pensieri circolari.


Poi compresi che non sarebbe stato possibile e mi limitai a mettere i pensieri in delle scatole di cartone, dei pregiudizi feci sottili strisce per insalata, feci entrare i luoghi comuni in un'astronave in partenza per Marte, i riti dei miei simili assumono aspetti e colori che mi interessano fino a un certo punto. Oltre ci sono loro, i vegetali. Il loro aspetto mi spaventa, a volte i cespugli e gli arbusti assumono forme mostruose, altre volte alberi e felci sembrano chiedere amicizia, invitano all'ombra delle loro fronde. Le conifere sono così dense di vita! Gli ulivi possiedono una vecchiezza che non è possibile immaginarli giovani.


Noi umani abbiamo dentro i semi dell'infelicità, della paura, del dolore. Della follia. Della ricerca. Una pianta non ha nulla da ricercare, non conosce il senso della felicità perchè non può conoscerlo, un albero è vita pura, amore puro, all'ennesima potenza. Lo comprende chiaramente il calabrone, attratto da un profumo e dalla leggerezza alla quale, da sempre, ogni uomo anela.

 

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1 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • frivolous b. il 02/08/2016 10:40
    Già il titolo è una bomba... il resto? Sublime e arguto, come sempre del resto!
  • Vincenzo Capitanucci il 31/07/2016 07:41
    A volte sogno di essere un albero... e nutrirmi di luce.. o essere una rosa... e fiorire senza un perché ... Bellissime riflessioni Vincent..

    ... mi limitai a mettere i pensieri in delle scatole di cartone, dei pregiudizi feci sottili strisce per insalata, feci entrare i luoghi comuni in un'astronave in partenza per Marte...

1 commenti:

  • silvia leuzzi il 31/07/2016 10:51
    Caro Vincent abbiamo tutti quanti avuto un percorso di pensiero che ci ha portato a preferire di essere della natura parte integrante come piante o animali, in armonia con la vita e la morte, perché nel pensiero ci si perde proprio come diceva il buon Giacomo nel suo Infinito.
    Buona domenica amico, davvero poetica questo tuo scritto.

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