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Statale Dodici

Magra e abbronzata, con i capelli lisci di un nero fin troppo corvino perché abbia l'aria di esserlo naturalmente.
Non più giovane, con una madre da assistere e una figlia ingombrante da gestire, specie perché il padre è il suo passato: un uomo che nel tempo era troppo cambiato.

Guarda assorta le auto passare sulla trafficata arteria come la vita, seduta su una poltroncina bianca davanti al suo negozio di articoli sportivi, tra piumini e felpe invernali fuori stagione.
Gli spacchi laterali della gonna lasciano intravedere le gambe quando le accavalla e dalla camicetta si scorge il reggiseno che sorregge poco più che se stesso.

Solo qualche minuto per chiedere un'indicazione e di lei mi affascinarono i modi di fare spigliati, gli occhi di verde scuro, le fossette e i denti quasi da pubblicità che s'illuminarono con la parola.
Pochi minuti, l'auto parcheggiata male e mi richiamò l'afoso nastro di catrame di agosto; per lei non c'era tempo, anche se sarebbe valsa la pena di perderci un secolo in più.

 

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3 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • vincent corbo il 26/08/2016 09:59
    Per certi versi mi ha fatto tornare in mente la bellissima canzone di Guccini dal titolo "Autogrill"

3 commenti:

  • Glauco Ballantini il 12/09/2016 06:54
    @ Stan il riferimento è volutissimo, alle "Passanti" traduzione di De andrè da Brassens. Alcuni racconti sono una sorta di misti tra persone reali e suggestioni di canzoni che completano il ritratto.
  • Stanislao Mounlisky il 09/09/2016 15:49
    Viene in mente anche De Andrè, "sarebbe valsa le pena..."; credo che siano agganci voluti, non ti ho mai immaginato un "copione", ahahah
  • Glauco Ballantini il 26/08/2016 10:09
    Sono diverse cose insieme. Di Autogrill sono le "fossette e i denti quasi da pubblicità" e l'idea di un incontro "on the road".
    Nella frase iniziale poi l'ispirazione è quel "bionda senza averne l'aria" di Guccini.

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